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“La classicità immaginaria” di Angelo Tenchio al Museo Archeologico Paolo Giovio foto

In mattinata la presentazione della mostra, organizzata dall'associazione The Art Company Como e curata da Roberto Borghi. Domani 21 aprile l'inaugurazione.

Oggi, presso il Museo Archeologico Paolo Giovio di Como, si è tenuta la presentazione della mostra “Una classicità immaginaria”, organizzata dall’associazione The Art Company Como e curata da Roberto Borghi con le opere di Angelo Tenchio; domani 21 aprile l’inaugurazione, scelta non casuale, ma bensì fatta per ricordare la data della scomparsa dell’artista.

La mostra raccoglie alcune sculture plasmate dall’artista lariano tra gli anni Ottanta e Novanta guardando alla statuaria greca e romana. Le opere di Tenchio sono collocate nelle sale del Museo dedicate all’arte classica e neoclassica, in prossimità e rapporto con le loro fonti d’ispirazione.

Gli obiettivi della mostra sono quelli di, in primo luogo mostrare al pubblico e far conoscere le creazioni di Angelo Tenchio e successivamente far rinascere il Premio Tenchio a seguito del decesso dell’artista.

Per quanto riguarda la disposizione delle opere all’interno delle sale:

Nella Sala Perrone (sala di ricevimento dei conti Giovio e affrescata attorno al 1780 da Giambattista Rodriguez con scene mitologiche) al di sopra delle porte si trovano dei tondi raffiguranti busti di donne, le quattro vetrine presenti nella sala ospitano una selezione di ceramiche greche e magno-greche. Sul tavolo circolare sono disposte delle sculture in legno e bronzo create da Angelo Tenchio: Piccola Era (1990) realizzata con legno in diagonale a sinistra rispetto alla Testa di Efebo, procedendo in senso antiorario, sono collocate una serie di opere del 1990 tutte intitolate Era. Di fronte alla Testa di Efebo del V sec a.C. è collocata una Testa Plasmata in marmo dall’artista lariano nei tardi anni Settanta.

La Sala delle Divinità dell’Olimpo, invece, accoglie otto statue in scagliola realizzate nella seconda metà del XVIII sec da Stefano Salterio (Laglio 1830); le statue rappresentano le principali divinità dell’Olimpo: Artemide, Zeus, Ares, Afrodite, Atena, Apollo, Ermes ed Era. Sul tavolo al centro della sala sono presenti tre opere di Tenchio: Dorso-Era (1987), Vittoria Alata (1990) e Dorso n°1 (1998).

Nella Sala della Sezione Romana l’ala sud, la più breve, illustra le testimonianze architettoniche e i resti monumentali dei principali edifici della città romana. Le vetrine all’ala est, la più lunga, ospitano reperti che presentano diversi aspetti della vita quotidiana in epoca romana, come la religione, l’alimentazione, la medicina, la cura del corpo, le attività produttive e i riti funerari. Sull’ammezzato della scala d’accesso, alla scala è collocato il Totem P, realizzato da Angelo Tenchio nel 1991; in prossimità delle vetrine che si affacciano sulla strada sono presenti Nuova EraFigura Immaginaria recuperata del 1986 (di fronte al Ritratto d’imperatrice) ed Era del 1987 (di fronte al Ritratto dell’imperatore Augusto). Addossate alle vetrine che si affacciano sul cortile sono presenti la grande Figura Immaginaria recuperata – Camilla del 1986 e le due sculture del 1985-86 intitolate Era e una Piccola Era (1990). Tra le quattro basi in marmo, che raffigurano perlopiù scene mitologiche, svetta una Nike alata del 1990.