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Tempi duri per il Casinò Campione d’Italia 

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Il casinò Campione d’Italia sta vivendo uno dei momenti più critici della sua storia. La crisi che sta attraversando si sta ripercuotendo pesantemente sulla stabilità del Comune, proprietario e creditore della casa di gioco.

Il mese scorso, la Procura di Como aveva avviato un’istanza di fallimento, analizzando le controdeduzioni di Amministrazione comunale e società di gestione. Intanto la magistratura contabile è impegnata ad indagare sul bilancio del Comune, intaccato dai crediti che l’amministrazione vanta nei confronti del casinò, ma dai quali non riesce a rientrare. Tali crediti, secondo le norme vigenti, non possono essere messi a bilancio. Il Comune è entrato a sua volta in crisi, tanto da dover richiedere un prestito di 21 milioni di euro alla Banca Popolare di Sondrio. Intanto, la Corte dei Conti ha chiesto al Comune di Campione un piano di riequilibrio finanziario.

La situazione finanziaria della casa da gioco non rappresenta una sorpresa per il settore, difatti gli incassi dei casinò italiani sono in costante calo dal 2005. Il sindaco di Campione d’Italia Roberto Salmoiraghi, ha posto l’accento sul progetto di risanamento della Casa da gioco, spiegando che si stanno mettendo in campo tutte le misure necessarie per ridurre i costi e aumentare i ricavi al fine di migliorare i risultati dell’attività. “Il costo di gran lunga prevalente è quello del lavoro. Abbiamo verificato che nell’attuale assetto si registra una sovrabbondanza di forza lavoro rispetto alle esigenze produttive. Quindi, una riduzione del relativo costo è necessaria per ridurre la principale causa di inefficienza. Le eccedenze costituiscono di certo una misura estrema, la cui procedura è stata avviata dopo la presentazione dell’istanza di fallimento della società, che nessuno vorrebbe porre in essere ma che, per poter essere evitati, necessitano di un accordo, che allo stato non è stato ancora raggiunto, che garantisca comunque la riduzione del costo del lavoro nei limiti di quanto necessario per soddisfare le esigenze produttive”, ha spiegato.

In merito alla procedura avviata dalla Procura della Repubblica nei confronti del Casinò di Campione, il primo cittadino ha dichiarato che il Comune ha incaricato dei legali per affrontare la complessa e delicata situazione. “E’ nell’interesse dell’amministrazione assicurare la prosecuzione dell’attività della Casa da gioco, senza arresti o rallentamenti, che l’istanza di fallimento mette a repentaglio. La prosecuzione dell’attività del casinò, infatti, è l’unica garanzia per la collettività di sopravvivenza del sistema Campione, che presenta profili di unicità, derivanti dalle caratteristiche uniche di un Comune ubicato in territorio elvetico e dall’unicità nel panorama nazionale della società che gestisce la Casa da gioco“.

Analizzando il rapporto economico-finanziario tra comune e Casa da Gioco, Salmoiraghi ha precisato che la situazione è in divenire, poiché al fine di individuare un nuovo assetto di equilibrio strutturale che possa consentire al sistema di funzionare stabilmente e in modo adeguato nel futuro, è necessario il consenso di diversi soggetti, in primis degli istituti di credito. “Il nuovo assetto comunale, in mancanza di accordo sindacale, potrebbe prevedere eccedenze nell’ambito del personale comunale. Eccedenze condivise, tra gli altri, anche dai consiglieri Canesi, Deceglie, Dorigo. In tempi brevi la situazione dovrebbe comunque essere chiarita almeno nei suoi aspetti fondamentali“.

La Corte dei Conti ha avviato il rituale di verifica del bilancio 2016, nel corso del quale ha chiesto una serie di chiarimenti e integrazioni istruttorie. L’audizione in CdC si è tenuta il 20 marzo e la procedura quindi è ancora in corso.

Salmoiraghi ha concluso la sua analisi rendendosi disponibile a fornire ulteriori chiarimenti sulla questione, sottolineando che “la dialettica politica, finanche all’interno della stessa maggioranza consiliare, costituisce il sale della democrazia e in quanto tale costituisce strumento di garanzia di scelte politico amministrative realmente rappresentative dell’elettorato“.

Nel frattempo, è arrivata la decisione del tribunale di Como sulla richiesta di istanza di fallimento della società, presentata dalla Procura. Il Tribunale di Como ha congelato l’istanza di fallimento per insolvenza presentata dalla Procura di Como nei confronti della società di gestione della casa da gioco, in attesa di ulteriori garanzie. Il Tribunale ha disposto una procedura di concordato preventivo. La società ha dunque ancora tempo per formulare un piano di rientro per risolvere l’ingente debito accumulato fino ad oggi.

 

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