Apri le porte della bellezza! Giornate FAI di primavera dedicate a Giuditta Pasta foto

Sta per iniziare l’appuntamento con la bellezza! Sabato 24 e domenica 25 marzo arriva il weekend più bello dell’anno, 1.000 luoghi straordinari di tutta Italia, solitamente chiusi al pubblico, aperti per la visita insieme ai volontari del FAI.

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Tornano le Giornate FAI di Primavera, l’evento clou del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Anche quest’anno a Como sono tantissime le proposte per un percorso affascinante tra cultura e natura, tra città e paesi, di terra e di lago.
Di seguito l’elenco delle aperture a cura della FAI – Delegazione di Como, con il supporto del FAI Giovani – Como, per le Giornate FAI di Primavera 2018, cui vanno aggiunte le aperture nei beni FAI (FAI – Villa del Balbianello, Torre del Barbarossa e FAI – Villa Fogazzaro Roi).
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Con Giuditta Pasta, alla scoperta di luoghi d’arte e di musica

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Ecco il nostro tema: quest’anno andiamo alla scoperta di luoghi cari a Angiola Maria Costanza Giuditta Negri, la famosa mezzosoprano e soprano, nata a Saronno il 26 ottobre 1797, figlia di Carlo Antonio Negri, farmacista speziale di Lomazzo e di Rachele Ferranti, di origine comasca.
Studiò a Milano e intraprese una brillante carriera che la portò nei maggiori teatri europei, dove fece apprezzare la sua voce e soprattutto la sua capacità di interpretazione. Amica di Stendhal e musa ispiratrice di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti, che soggiornarono a lungo sul Lago di Como, Giuditta amava trascorrere il suo tempo a Blevio, a Villa Roccabruna. Partecipò ai moti del ‘48 a fianco dei patrioti, piantando sulla vetta del Pizz – il colle di Brunate – la bandiera tricolore, intonando l’inno, per celebrare la vittoria degli insorti. Morì a Como il 1 aprile 1865 e ora riposa nel cimitero di Blevio.
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Le aperture a cura della Delegazione di Como

  • Blevio | Casta Diva Resort & Spa (ex Villa Roccabruna) – Via Caronti 69 24 marzo | 10h00 – 18h00
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Una bella veduta del Casta Diva Resort & Spa
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In breve: L’Hotel sorge dove un tempo vi era Villa Roccabruna, residenza di Giuditta Pasta sul Lago. Giuditta fece parecchi interventi sia sulla villa, che prese l’aspetto esteriore di un teatro, sia sui giardini, creando anche una Kafeehaus e il Grottino delle Muse, un singolare padiglione in tufo con le riproduzioni dei volti di altre cantanti da lei stimate. Alla morte di Giuditta, la proprietà passò ai Wild che abbatterono la villa e costruirono una dimora principesca, soprattutto all’interno, che divenne una sorta di Versailles. Durante il fascismo, molti personaggi di regime erano soliti frequentare la villa. Poi, dagli anni ’60, inizia un periodo di oblio e degrado, che termina con l’acquisto da parte del Gruppo Hotel Residence Club SPA. Casta Diva è stato inaugurato nel 2010 e nella villa, considerata il cuore del resort, si concentrano i servizi principali.
Con gli Apprendisti Ciceroni del Liceo A. Volta di Como, Istituto M. di Canossa e le guide volontarie di C-Lake Today e Mondo Turistico.
Vale la visita perché: Il Casta Diva è tra i resort più esclusivi della zona e sorge in uno dei luoghi simbolo della vita di Giuditta Pasta.
Nota: visite su prenotazione riservate agli iscritti. Prenotazioni: www.faiprenotazioni.it
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  • Como | Ridotto del Teatro Sociale di Como – Via Bellini, 3 24 e 25 marzo | sabato: 14h00 18h00 domenica: 10h00 – 18h00
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La Sala Bianca riccamente decorata
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In breve: Gli Apprendisti Ciceroni del Liceo A. Volta di Como ci accompagnano in un percorso attraverso il ridotto del Teatro Sociale di Como che, nel 1922 la neo costituenda Società del Casino 1921 affitto dall’Associazione dei Palchettisti e trasformò in un luogo di ritrovo del bel mondo dell’epoca.
Si visitano la Sala dello Zodiaco, la Sala Pasta, la Sala Bianca e la Sala Turca: ognuna di esse presenta caratteristiche architettoniche e arredi particolari e di pregio.
Vale la visita perché: è la parte forse meno conosciuta del Teatro.
Nota: sabato alle 11 visita guidata su prenotazione riservata agli iscritti. Prenotazioni: www.faiprenotazioni.it
  • Como | Conservatorio “G. Verdi” – Via Cadorna, 4 24 marzo | 10h00 -17h00 (ultimo ingresso 16h00)
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Il Chiostrino del Conservatorio
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In breve: l’attuale Conservatorio occupa gli spazi che dal XV secolo e fino agli inizi degli anni ’30 del XX secolo erano occupati dall’Ospedale Sant’Anna. Costruito con l’intento di riunire i diversi ospedaletti cittadini, dagli anni ’30 agli anni agli anni ’60 era la sede dei Vigili del Fuoco. Segue un periodo di degrado e abbandono terminato con la realizzazione del Conservatorio in una parte degli edifici originari (molti sono stati demoliti). Nei secoli gli ammodernamenti e i rifacimenti sono stati innumerevoli e di molti – ma non tutti! – troviamo ancora traccia.
Con gli Apprendisti Ciceroni dell’ITES Caio Plinio Secondo.
Vale la visita perché: è la prima volta che Conservatorio viene aperto durante le Giornate FAI di Primavera. La struttura è un pezzo importante della storia di Como, con un importante presente. La visita è un’immersione nella quotidianità dei comaschi lungo i secoli.
Nota: Sabato alle 17h00 si svolgerà in Auditorium il consueto concerto gratuito aperto al pubblico. Poiché la capienza è limitata si invitano gli interessati a ritirare il tagliando per l’ammissione presso la reception del Conservatorio a partire da martedì 20 marzo.
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  • Como | Palazzo Valli -Bruni (già Parravicini) – Via Rodari 1 24 e 25 marzo | sabato: 10h00 17h30 domenica: 10h00 – 16h30
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Un soffitto riccamente decorato
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In breve: Uno dei palazzi più antichi di Como, di pianta medioevale, fu ampiamente ricostruito nel 1600 e adibito ad abitazione privata fino a metà del XVIII secolo quando l’ultimo erede, uomo di Chiesa, lasciò l’intera proprietà alla curia che lo destinò al clero. Dai primi del’900 gli appartamenti furono locati a famiglie comasche e solo recentemente l’intero palazzo è stato liberato per consentire una nuova ristrutturazione che lo riporti al suo antico splendore. Attualmente è la sede dell’Accademia Giuditta Pasta.
Con gli Apprendisti Ciceroni del Liceo Musicale Coreutico “Giuditta Pasta”.
Vale la visita perché: il palazzo è molto bello, con una bella storia. Durante la visita gli esercizi di canto e di danza degli studenti faranno da sottofondo. Suggestivo.
Nota: sabato alle 17 concerto riservato agli iscritti, su prenotazione (faiprenotazioni.it)
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  • Erba | Monumento ai caduti e Licinium – Largo Clerici 24 e 25 marzo | sabato: 13h00 16h00 domenica: 10h00 – 16h00

Il Monumento in una cartolina d’epoca
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In breve: Progettato nel 1926 da Giuseppe Terragni, viene realizzato tra il 1928 e 1931. La posizione rafforza il tema dell’ascesa, caro a Terragni, che qui vuole esaltare. Sulla sommità del colle è presente un giardino, organizzato attorno ad un teatro all’aperto, il Licinium, dal nome dell’antico insediamento romano sulla strada che conduceva da Como a Bergamo.
Con gli Apprendisti Ciceroni del Liceo G. Galilei di Erba
Vale la visita perché: il luogo è suggestivo, realizzato dal massimo esponente del razionalismo italiano Giuseppe Terragni, la cui fama – come quella di Giuditta – ha superato i confini locali.
Note: Un intrattenimento musicale accompagnerà le visite.
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  • Lomazzo | Villa Ceriani – Piazza IV Novembre, 4 25 marzo | 10h00 – 18h00
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Villa Ceriani è il punto di partenza del percorso di Lomazzo
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In breve: Dimora ottocentesca con un grande parco ricco di essenze arboree. Dopo averne rilevato la proprietà nel primo dopoguerra, dal 1968 il Comune di Lomazzo fece della villa la nuova sede municipale, ampliandola e valorizzandola.
Da quattro anni Villa Ceriani, sede del municipio di Lomazzo, ospita il museo diffuso dedicato a Dolores Puthod, pittrice e scenografa del Teatro alla Scala.
Con gli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto “Fausto Melotti”, Associazione alpini, Auser, Volontari civici, Sos, Consulta dello sport e Protezione civile di Lomazzo.
Vale la visita perché: In occasione della Giornata del FAI, il museo presenterà uno speciale allestimento dedicato al Teatro alla Scala e ai suoi protagonisti tra cui Maria Callas e Giuditta Pasta.
Note: Villa Ceriani è punto di ritrovo e partenza dell’itinerario a Lomazzo che comprende la chiesa di S.Siro e la chiesa di S.Vito.
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  • Lomazzo | Chiesa di San Vito – Via della Pace 2 25 marzo | 10h00 – 18h30
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Chiesa di S. Vito
In breve: La mano dell’architetto svizzero Simone Cantoni, che ha lavorato tra la Repubblica di Genova e la Milano austriaca, si vede sulla monumentale facciata e all’interno, con l’aula centrale che rimanda ai dettagli dei saloni del palazzo ducale e conferiscono al grande ambiente a croce greca un sapore intensamente neoclassico. Fra le opere di decorazione pittorica, oltre a due affreschi del Poloni si segnalano le cornici affrescate emerse in occasione dei recenti restauri.
Con gli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto “Fausto Melotti”, Associazione alpini, Auser, Volontari civici, Sos, Consulta dello sport e Protezione civile di Lomazzo.
Vale la visita perché: sebbene sia accessibile tutto l’anno, la visita guidata permette di apprezzarne i dettagli.
Note: La chiesa di S.Vito fa parte dell’itinerario organizzato a Lomazzo che comprende S.Siro e Villa Ceriani, punto di ritrovo e partenza.
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  • Lomazzo | Chiesa di San Siro – Via Milano 24 25 marzo | 12h00 – 18h00
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Chiesa di S.Siro
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In breve: Una chiesa che racchiude le opere di diversi artisti degli ultimi secoli: Federico Frigerio, noto progettista a Como del Tempio Voltiano; il pittore Carlo Ferrario, che lavorò insieme a Roberto Fontana, pittore e incisore vicino agli ambienti della scapigliatura milanese; il pittore torinese Luigi Morgari e il pittore Annibale Ticinese. All’ingresso della chiesa si conserva una grande tela contesa per i critici tra la scuola del Morazzone e del manierista veneto Paolo Veronese.
Con gli Apprendisti Ciceroni dell’Istituto “Fausto Melotti”, Associazione alpini, Auser, Volontari civici, Sos, Consulta dello sport e Protezione civile di Lomazzo.
Vale la visita perché: sebbene sia accessibile tutto l’anno, la visita guidata permette di apprezzarne i dettagli.
Note: La chiesa di S.Siro fa parte dell’itinerario organizzato a Lomazzo che comprende S.Vito e Villa Ceriani, punto di ritrovo e partenza.
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  • Rovellasca | Villa Arconati – Crivelli – Via Volta 12 24 marzo | 10h00 – 13h00 // 14h00 – 18h00
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Gli esterni della Villa Arconati Crivelli a Rovellasca
In breve: Dimora gentilizia della famiglia Arconati (gli stessi del castelletto di Bollate), la villa è circondata da un bel giardino e collegata alle strutture che costituivano – nel 1500 – il borgo di Rovellasca.
Il cancello di ingresso, appartenuto alla Villa Verri di Biassono, fu trasferito a Rovellasca alla fine dell’Ottocento, in seguito al matrimonio di Carolina Verri con il conte Sormani Fumagalli.
Con il Centro di Documentazione di Storia Locale, Associazione Memoria è Futuro, FotoPrisma, La Limonera di Rovellasca.
Vale la visita perché: la Villa è di proprietà privata e normalmente non è aperta al pubblico.
Note: All’interno della Villa verrà allestita una mostra fotografica storica. Al termine della visita sarà possibile accedere alla “Limonera”, un’antica limonaia con un meraviglioso giardino a confine con Villa Crivelli, normalmente utilizzata per matrimoni ed eventi.
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Aperture nei Beni del FAI -Fondo Ambiente

  • Tremezzina | Villa del Balbianello – Via Comoedia, 5 24 e 25 marzo | 10h00 – 18h00
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La Villa vista dal Lago
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In breve: L’iniziatore delle meraviglie del Balbianello fu il Cardinal Durini, letterato e mecenate, che a fine Settecento scelse questo angolo lacustre per farne un ritiro di delizia e di svago letterario. Una vocazione recuperata in tempi moderni da Guido Monzino, imprenditore, collezionista e appassionato viaggiatore, che nel 1974 fece della Villa il rifugio dove conservare con ordine e gusto i ricordi di una vita avventurosa che lo condusse, primo italiano, in cima all’Everest. Per sua volontà, nel 1988 la Fondazione ha preso in carico la gestione della Villa, preservandone lo spirito che rivive anche nello stupefacente giardino che il FAI mantiene con la stessa maniacale perfezione. Un tracciato che spazia tra ardite potature e scorci romantici, viali fiancheggiati da statue, terrazze panoramiche e copiose fioriture, fino a culminare nella Loggia settecentesca che corona l’intero complesso regalando un duplice e aereo panorama. La bellezza e la meraviglia del Balbianello, cui si può accedere anche via lago, sono state la chiave che ha spinto molti registi di Hollywood ad ambientare qui celebri saghe, come quelle di Star Wars e 007.
Vale la visita perché: la Villa si affaccia elegantemente su un ampio panorama che ne fa una delle più scenografiche dimore del Lario.
Note: La Villa si può raggiungere da lago grazie ai taxi boat a pagamento che partono dal Lido di Lenno oppure a piedi, sempre da Lenno. Si tratta di 1 km di distanza con un tratto in salita, percorribile in 25 minuti circa.
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  • Ossuccio | Torre del Soccorso o del Barbarossa – SS340 24 e 25 marzo | 11h00 – 17h00
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La Torre
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In breve: La Torre del Soccorso si erge con la sua massiccia mole quadrangolare in pietra di Moltrasio, ben riconoscibile fra la vegetazione che ricopre il monte Gravona a ridosso dell’Isola Comacina. La costruzione domina il panorama del lago fin dalla sua edificazione, avvenuta fra il XII e il XIII secolo, come parte di un sistema fortificato più ampio, che comprendeva il castello dell’Isola Comacina e le strutture difensive di Sala, Lezzeno e Cavagnola. Nel XII secolo i comaschi, rivali degli abitanti dell’isola a quell’epoca alleati della città di Milano, colpirono a più riprese e resero inservibili le fortificazioni di questa zona. La Torre del Soccorso conobbe quindi per i successivi otto secoli un periodo di profonda decadenza e abbandono, terminato solo nel 1954 per iniziativa di Clemente Bernasconi, già direttore della Soprintendenza ai Monumenti della Lombardia. Acquistata l’intera struttura, l’architetto promosse una campagna di scavi archeologici e si impegnò a restaurare la torre con l’idea di farla rivivere sistemandovi la residenza estiva della propria famiglia. Nel 2011, grazie a un legato testamentario, la figlia Rita ha voluto lasciare la torre al FAI.
Vale la visita perché: il complesso della Torre offre visuali panoramiche insolite e mozzafiato sul Lago di Como e sull’isola Comacina antistante.
Note: il sito è raggiungibile solo a piedi mediante una mulattiera e un percorso di circa 20 minuti dal parcheggio di Ossuccio all’imbocco della via Sant’Agata.
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  • Valsolda, Fraz.Oria | Villa Fogazzaro-Roi – Via Antonio Fogazzao 24 e 25 marzo | 10h00 – 18h00
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La Villa vista dal Lago
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In breve: Esistono luoghi che sembrano rimasti fermi nel loro tempo, impermeabili al succedersi dei secoli e alle trasformazioni del territorio. Così accade a Oria, un piccolo borgo sulle rive comasche del Lago di Lugano, dove il ritmo sembra essere ancora quello ottocentesco che qui scandì buona parte della vita di Antonio Fogazzaro. Lo scrittore trascorse lunghi periodi nella Villa che oggi porta il suo nome e che gli fornì l’ispirazione per comporre e ambientare “Piccolo mondo antico”, il suo romanzo più conosciuto, pubblicato nel 1896. La stessa atmosfera intima e domestica che fa da cornice alla vicenda di Franco e Luisa Maironi è giunta inalterata fino a noi grazie al marchese Giuseppe Roi, pronipote dello scrittore, che a metà Novecento rinnovò e riallestì con gusto ogni ambiente prima di lasciare la casa al FAI perché alla sua morte non venisse snaturata.
Vale la visita perché: Pressoché inalterata dai tempi di Fogazzaro, la Villa è un viaggio a due binari in un piccolo mondo borghese di fine Ottocento.
Note: Si segnalano difficoltà di parcheggio. Per le auto si consiglia il parcheggio pubblico in corrispondenza del bivio per Castello.