Lo scandalo dei finti permessi di soggiorno: due arresti, 130 denunciati in provincia foto

Operazione della polizia all'alba di stamane: in carcere un tunisino residente in città ed un siciliano di Ramponio Verna. Il tariffario scoperto

Favoreggiamento all’immigrazione clandestina, falso ed induzione in errore di pubblico ufficiale. Sono le accuse contestate dalla Polizia a due persone, una di nazionalità tunisina e una nazionalità italiana, finite in carcere questa mattina in esecuzione di una ordinanza firmata dal Gip di Como sulla scorta di un chiaro quadro probatorio che la Squadra Mobile, coordinata dalla  locale Procura della Repubblica, è riuscita a definire al termine di una complessa e articolata attività investigativa, svolta anche con l’ausilio di strumenti tecnologici.

Più nello specifico, l’indagine ha avuto inizio, nel marzo 2016, a seguito della denuncia sporta da un cittadino straniero nei confronti di TOUATI Rafik, nato in Tunisia, classe 69, residente a Como, con precedenti specifici per reati in materia di immigrazione, il quale, a fronte del corrispettivo di 4000 euro, era riuscito a fargli ottenere un permesso di soggiorno, grazie ad una serie di false attestazioni prodotte all’Ufficio Immigrazione di Como. Successivamente lo straniero, minacciato, corrispondeva ulteriori somme di denaro per ottenere la restituzione del passaporto, che il tunisino gli aveva trattenuto al suo arrivo in Italia. Da qui decideva di rivolgersi alla Polizia.

In considerazione di quanto denunciato, gli operatori della Squadra Mobile, fatti i primi accertamenti, avviavano le indagini, riuscendo, grazie all’impegno profuso, a ricostruire due anni di condotte delittuose. Attore principale della vicenda era proprio il tunisino TOUATI Rafik il quale, avvalendosi della complicità di datori di lavoro fittizi italiani, per lo più persone prive di reddito e molto spesso dedite all’uso di alcool e droghe, predisponeva contratti di lavoro che attestavano, falsamente, un rapporto di impiego degli stranieri, in qualità di domestici. Il contratto fittizio, così ottenuto, veniva poi consegnato agli stranieri e da questi prodotti all’Ufficio Immigrazione, ai fini del rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, il tutto ovviamente verso il corrispettivo di un prezzo.

Un ruolo di primo piano nella vicenda, ha avuto anche l’altro arrestato, Elia Filippo, nato a Palermo, classe 85, residente a Ramponio Verna in Valle d’Intelvi, con precedenti per reati contro il patrimonio. Lo stesso, infatti, oltre a prestarsi egli stesso come datore di lavoro fittizio si adoperava per reclutarne altri.

Nel corso delle indagini, sono state documentate ulteriori fatti precisati dalla Polizia:

  1. TOUATI Rafik sempre verso un corrispettivo, era in grado di procurare al cliente straniero un domicilio in provincia di Como, necessario al fine di poter presentare la domanda di rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno;
  2. TOUATI Rafik pretendeva dal cliente che questi pagasse di tasca propria all’INPS, i contributi previdenziali di spettanza del datore di lavoro così da far sembrare il rapporto d’impiego regolare a tutti gli effetti e non insospettire gli operatori dell’Ufficio immigrazione, incaricati dei controlli nella fase istruttoria della pratica;
  3. All’occorrenza, TOUATI Rafik era in grado anche di fornire al cliente documentazione fiscale come per esempio buste paga.

 

Per i servizi forniti TOUATI Rafik percepiva somme di denaro in base ad un vero e proprio tariffario:

  1. 1000 euro per ogni contratto di lavoro fittizio;
  2. 600 euro per un certificato di residenza;
  3. 300 per una dichiarazione di ospitalità;
  4. 100 euro per ogni busta paga fittizia.

Nel corso delle indagini è stato documentato il coinvolgimento di 26 datori di lavoro, di diverse decine di clienti stranieri e la partecipazione di altri soggetti che hanno collaborato a vario titolo con TOUATI Rafik nell’illecita attività delittuosa come ad esempio nella produzione dei documenti falsi, nella trasmissione per via telematica delle assunzioni all’Inps, nella sottoscrizione di dichiarazioni di ospitalità, ed altro.

Complessivamente sono state denunciate 130 persone del comasco. Contestualmente all’esecuzione dell’ordinanza di custodia stamane sono state anche eseguite 13 perquisizioni, nei confronti dei principali indagati. Per gli stranieri che hanno ottenuto o richiesto il rilascio/rinnovo del permesso di soggiorno, utilizzando documentazione fittizia, sono stati già interessati i competenti uffici immigrazione al fine di valutare l’adozione di un provvedimento di revoca del titolo, o di rigetto dell’istanza; molte pratiche, infatti, sono state sospese in attesa della chiusura delle indagini.