FATOUMATA DIAWARA, quel soffio d’Africa che scalda l’inverno comasco foto

C’è qualcosa di senza tempo nell’idea della ragazza con una chitarra: la sensuale poeta folk che stupisce il mondo con la sua musica. Joan Baez e Joni Mitchell hanno creato l’archetipo e generazioni di artisti da Tracy Chapman a PJ Harvey lo hanno esteso. Ora Fatoumata Diawara reinventa questa immagine potente, per un nuovo tempo e un nuovo continente dando un tocco tipicamente africano al concetto di cantautrice femminile.

fatoumata diawara

Domenica 18 febbraio (ore 18.00), Fatoumata, in un’avant-première assoluta, farà un omaggio esclusivo per la città di Como a cui è particolarmente legata. Al Teatro Sociale di Como, l’artista maliana presenta la DATA ZERO del suo nuovo tour mondiale che la vedrà impegnata in numerosi concerti in primavera per la presentazione del nuovo album.

Data la sensibilità dell’artista, parte dell’incasso verrà devoluto al Progetto Emergenza freddo promosso dal Coordinamento dei servizi per la grave marginalità e all’Associazione Lachesi per il progetto Linguaggi comuni alla ricerca di una integrazione possibile.
Musicista dal talento cristallino con un suono unico, un bagaglio di melodie dell’Africa occidentale, ritmi funk, pop e jazz in tante belle canzoni autografe e una storia di vita tumultuosa alle spalle. Con  Fatoumata Diawara ha trascorso gli ultimi anni a girare il mondo. Oltre ai molti concerti europei, i suoi spettacoli l’hanno portata in Sud America, Asia e Australia, e naturalmente negli Stati Uniti.

Dopo lo strepitoso debutto come solista nel 2011, la musicista maliana ha collaborato con il pianista Roberto Fonseca, con numerose esibizioni dal vivo e un album live. Recentemente, ha contribuito al grande successo che il progetto “Lamomali”, capitanato da Mathieu Chedid, ha ottenuto in Francia dove ha concluso un’importante tournée con due serate sold-out alla Accord Arena di Bercy, a Parigi.

Artista poliedrica, Fatoumata ha nel frattempo continuato le sue attività cinematografiche, con numerosi ruoli, apparizioni e contributi musicali per vari film, primo tra tutti l’acclamato Timbuktu – per il quale ha vinto il Premio César per la migliore colonna sonora.

Fatoumata Diawara (MALI)

Fatoumata Diawara torna dopo 5 anni con un nuovo album, composto da lei e coprodotto da Mathieu Chedid. Nella riflessione Diawara dice: “Lui ha portato l’amore per la musica e la cultura del Mali insieme alle sue esperienze personali, mentre io ho mantenuto la mia tradizione blues africana. Insieme abbiamo trovato un suono nuovo che fonde i suoni africani tradizionali e moderni”.

In ottobre Fatou ha viaggiato in Etiopia e nel deserto di Danakil, con la fotografa africana Aida Muluneh, per una sessione fotografica e riprese video che hanno catturato la crudezza e la bellezza dell’Africa, col risultato di immagini straordinarie e un’ambientazione affascinante e futuristica per il suo nuovo album.

In attesa dell’uscita dell’album solista, prevista per la primavera di quest’anno, Fatoumata ha scelto la città di Como come laboratorio artistico per ideare il suo nuovo spettacolo live. È il punto di partenza di un periplo che presto la porterà alla Konzerthaus di Vienna e alle Filarmoniche di Colonia e Lussemburgo, solo per citare alcuni dei suoi prossimi spettacoli europei. Ecco dunque che il Teatro Sociale di Como ha l’onore di ospitare la “Data Numero Zero” del prossimo tour di Fatoumata Diawara, con una quindicina di canzoni inedite, mai suonate dal vivo prima d’ora. Impossibile mancare a quest’appuntamento con la musica d’autore. 

 

Teatro Sociale di Como
domenica, 18 febbraio 2018 – ore 18.00
FATOUMATA DIAWARA AND BAND IN CONCERTO
Data zero del nuovo tour
Voce e chitarra Fatoumata Diawara
Basso Sekou Bah
Batteria Jean Baptiste Ekoué Gbadoe
Chitarra Yacouba Kone

Biglietti per il concerto in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su www.teatrosocialecomo.it. Prezzo 15€ + prevendita

RETE ALLARGATA DEI SERVIZI COMASCHI PER LA GRAVE MARGINALITA’

(Croce Rossa Italiana – Comitato della Provincia di Como (ente capofila), Comune di Como, ANA-Protezione Civile, Associazione Incroci, Associazione Nazionale Giacche Verdi, Associazione Gruppo Volontari del Lario, Associazione Nazionale Carabinieri di Cantù, Associazione Bambini in Romania, Azienda Taborelli, Caritas Diocesana di Como, Cisom – Ordine di Malta, City Angels, Coordinamento Gruppo Giovani, Comunità di famiglie alle Querce di Mamre, Croce Azzurra, Giovani di Confindustria, CSLS, Gruppo “Legami”, Gruppo “Rossella”, Gruppo seminaristi, Ordine Francescano Secolare, Protezione Civile di Como, Protezione Civile Colline Comasche, Protezione Civile di Locate Varesino, Protezione Civile Prealpi, Protezione Civile di Mozzate, Protezione Civile di Olgiate Comasco, Protezione Civile e Solidarietà e Scout Agesci, altri enti del Coordinamento servizi per la grave marginalità e tanti singoli cittadini e cittadine comaschi)

 

PROGETTO “EMERGENZA FREDDO” DORMITORIO INVERNALE – COMO

Una rete di enti ed associazioni del territorio allestisce, per il settimo anno di seguito, un servizio di accoglienza notturna nel periodo invernale, per le tante persone senza dimora della nostra città che non trovano ospitalità in altre strutture e che altrimenti, rimanendo all’addiaccio, metterebbero a repentaglio la propria salute, spesso già precaria, quando non la stessa vita. Il numero delle persone che vivono una situazione di povertà assoluta è in continuo aumento. Dalle richieste di aiuto ai diversi servizi si stimano più di 250 persone senza dimora nella città di Como. Durante lo scorso inverno, nella sola struttura “Emergenza freddo”, sono state ospitate, nei quattro mesi di apertura, 159 persone. Purtroppo la situazione economica sembra non dare ancora segnali di una significativa ripresa e le reti di supporto e prevenzione alla marginalità, siano esse istituzionali o familiari/parentali, sembrano cedere gradualmente, lasciando le persone a gestire la propria sopravvivenza in una situazione di grande solitudine. Come tutti sappiamo, le risorse destinate dal governo centrale agli enti locali, primi soggetti attivi nelle politiche sociali, sono diminuite negli ultimi anni, limitando così le risposte ai cittadini, fra questi quelli portatori di maggiori fragilità. In questa situazione, pensiamo che, oltre naturalmente ad invocare con forza una riflessione nazionale sul sistema di welfare e un ridisegno degli strumenti di contrasto alla povertà, dobbiamo sentirci tutti coinvolti e chiamati, singoli cittadini e forme di organizzazione degli stessi, a gesti ed azioni di partecipazione attiva al miglioramento dell’esistenza di chi oggi vive in contesti di povertà materiale e immateriale. Ce lo ricorda un dovere di responsabilità sociale in cui crediamo si possano/debbano fondare ancora le nostre comunità ma anche il piacere della condivisione e della relazione fra le persone.

OBIETTIVI  Contenere i disagi provocati dal freddo invernale e salvaguardare la salute delle persone senza dimora che sostano o sono di passaggio nel territorio della città durante i mesi più freddi dell’anno;  Creare occasioni di prossimità e di vicinanza relazione fra cittadini con dimora e cittadini senza tetto;  Consolidare e sviluppare i rapporti di collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti per la realizzazione di interventi di accoglienza e ospitalità, favorendo il collegamento con le diverse risorse territoriali;  Integrare competenze e risorse proprie di ciascun organismo in funzione dell’ottimizzazione delle risposte.

LA RETE Il progetto “Emergenza freddo” nasce all’interno del Coordinamento dei servizi per la grave marginalità e trova negli anni numerosi altri soggetti, prevalentemente non istituzionali, che rendono possibile la realizzazione del servizio (dalla protezione civile dell’Associazione Nazionale Alpini ad altri gruppi con funzioni analoghe, all’Anpas, ai giovani di Confindustria, agli Scout, a singoli cittadini …). Lo scorso inverno si sono alternati presso il servizio circa 500 volontari, dando prova di una comunità territoriale attenta e sensibile. Ente capofila della rete che sostiene il progetto è il Comitato della Provincia di Como della Croce Rossa Italiana.

IL SERVIZIO Il servizio prevede l’offerta di ospitalità notturna presso alcuni spazi appositamente allestiti all’interno della struttura del Centro Pastorale Cardinal Ferrari a Como (Viale Battisti 8). Il servizio per gli ospiti è completamente gratuito ed è disponibile dai primi di dicembre alla fine di marzo. La struttura ospita un massimo di 40 persone a notte. L’entrata per gli ospiti è prevista dalle 20.00 alle 22.00. L’uscita è prevista tra le 6.00 e le 7.00.

DESTINATARI DEL SERVIZIO E REQUISITI D’ACCESSO Uomini e donne italiani o stranieri, senza dimora, a forte rischio di esclusione sociale. Qualora venissero accolte persone con animali, questi ultimi possono essere ospitati in appositi spazi istituiti all’esterno della struttura.

ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO L’accoglienza delle persone e la gestione della struttura è garantita da volontari presenti durante tutto il servizio. I volontari svolgono un’attività di accoglienza nell’orario di accesso degli ospiti, coprendo la fascia oraria dalle ore 19.30 alle ore 22.30 circa. Oppure possono coprire l’interno orario di apertura (dalle ore 19.30 alle ore 7.00), fermandosi a dormire presso la struttura. Per ogni notte sono previsti un minino di quattro volontari (tre uomini e una donna). Per garantire un corretto funzionamento dell’accoglienza e della gestione della struttura da parte dei volontari, oltre ad un incontro di formazione realizzato prima dell’avvio del servizio, viene redatto e consegnato ogni anno un vademecum con tutte le indicazioni operative utili. La disponibilità dei volontari sarà garantita da ogni ente/associazione che aderisce al progetto secondo le modalità e le procedure concordate insieme.

MODALITA’ DI ACCESSO L’accesso alla struttura avviene attraverso “Porta Aperta”, servizio di bassa soglia della Caritas, indirizzato alle persone gravemente emarginate e secondo i seguenti criteri di priorità: – Ordine di iscrizione alla lista di accesso appositamente predisposta per il servizio; – Presenza di precarie condizioni salute; – “Stabilità” sul territorio. Ad ogni ospite viene rilasciato un tesserino che indica il periodo di permanenza presso la struttura, questo costituisce il documento necessario per garantirne l’accesso e pertanto viene esibito ogni sera accedendo alla struttura.

I COSTI I costi del servizio riguardano principalmente le spese di riscaldamento, luce, acqua, lavanderia, pulizie e materiali vari. A questi si aggiunge la retribuzione di un custode notturno. Tali costi sono coperti solo in piccola parte da un contributo del Comune, le restanti risorse vengono raccolte attraverso donazioni di privati, raccolte fondi, ecc.

 

 

ASSOCIAZIONE LACHESI

Associazione di promozione sociale per il benessere dell’individuo e della collettività

PROGETTO LINGUAGGI COMUNI. Viaggio alla ricerca di una integrazione possibile L’associazione di promozione sociale denominata Associazione Lachesi ha passato la selezione del bando 2016/17 della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca con il progetto “Linguaggi comuni. Viaggio alla ricerca di una integrazione possibile”. Il progetto prevede la realizzazione di cinque attività rivolte a minori stranieri non accompagnati accolti presso tre strutture di Como, il campo di via Regina Teodolinda, l’Opera Don Guanella e l’Associazione Il Focolare: attività sportiva, laboratori di arte, fotografia e musica, gruppo aperto di confronto e socializzazione. Le attività proposte intendono rispondere al bisogno dei ragazzi di aggregazione, socializzazione e coesione sia all’interno del gruppo di adolescenti accumunati dall’evento migratorio sia nel contesto più ampio del territorio.

Proprio per la loro identità complessa di minori, stranieri e soli, e per l’impegnativo viaggio migratorio vissuto, i giovani migranti sono esposti a una maggiore vulnerabilità e a un aumentato rischio di sofferenza psichica, di isolamento e di coinvolgimento in attività illegali. Il progetto vuole sostenere i ragazzi nel percorso di definizione della propria identità, favorendo l’esplorazione di capacità, interessi e competenze personali e relazionali, in un clima che li incoraggi a partecipare attivamente all’elaborazione del proprio percorso di vita, tenendo in considerazione i progetti migratori di cui sono portatori. L’équipe è composta da mediatori culturali, provenienti dai luoghi d’origine dei minori coinvolti, e da operatori italiani di varia formazione (educatori, psicologi, musicisti, arteterapeuti, volontari).

Alcune attività saranno svolte in collaborazione con l’associazione sportiva Global Sport Lario e con l’associazione Musicisti di Como. Il progetto prevede una prima fase di coordinamento con le strutture che ospitano i minori, al fine di integrare nel miglior modo possibile le proposte progettuali con la quotidianità dei minori e per stabilire una collaborazione tra operatori e volontari coinvolti per adattare le attività alle esigenze specifiche della popolazione, in continuo mutamento. La seconda fase del progetto, sviluppata nell’arco di circa 6 mesi, consiste nella realizzazione delle attività rivolte ai minori. Per quanto riguarda l’attività sportiva sono previste due attività: 1. l’organizzazione di un torneo di calcio presso il centro Don Guanella di Como; 2. l’inserimento di alcuni dei minori all’interno delle attività già svolte dall’ASD Global Sport Lario e, in particolare, nelle attività svolte con Boxe Como.

La BOXE COMO, in questo ambito di intervento, cerca di dare delle opportunità a chi non le ha mai avute; la storia personale di ogni suo atleta non è considerata un ostacolo, ma un punto di partenza, uno stimolo per raggiungere sempre nuovi traguardi. Il laboratorio di arte (10 incontri di due ore ciascuno a cadenza quindicinale) sarà realizzato presso gli spazi messi a disposizione dall’Opera Don Guanella. Le arti sono un contenitore adatto ad accogliere l’adolescente e a sostenerlo nella scoperta delle sue emozioni, nell’accettarle, integrarle e imparare a regolarle. Esperienze di vita difficili da affrontare portano spesso con sé una difficoltà nello stare in contatto diretto con il proprio mondo sensoriale ed emotivo. Durante il laboratorio, attraverso la sperimentazione con i materiali artistici e giochi di movimento individuali e interattivi, i partecipanti saranno accompagnati alla scoperta delle proprie emozioni che verranno incontrate, esplorate e prenderanno forma nelle opere realizzate. Il laboratorio di musica (10 incontri di due ore ciascuno a cadenza quindicinale) sarà realizzato presso gli spazi messi a disposizione dall’Opera Don Guanella. Il laboratorio prevede il coinvolgimento dei giovani migranti nella realizzazione di strumenti musicali percussivi, utilizzando materiali di riciclo, e nella composizione ed esecuzione di brani musicali creati nel corso degli incontri. La scelta di utilizzare il canale musicale come strumento di integrazione si basa sull’universalità della musica come linguaggio che supera le barriere culturali e sociali. Il laboratorio di fotografia (10 incontri di due ore ciascuno a cadenza quindicinale) verrà realizzato all’esterno per permettere ai ragazzi l'”esplorazione” fotografica del territorio della provincia di accoglienza. La fotografia verrà approfondita come strumento espressivo, di conoscenza, di relazione, come narrazione di sé e del mondo che ci circonda.

Il laboratorio, vertendo sul coinvolgimento emotivo, sulla libertà creativa e di espressione, porterà ciascun partecipante a costruire un proprio percorso di conoscenza rispetto al mezzo fotografico e alle sue funzioni comunicative. Durante il corso verranno spiegati e chiariti in modo semplificato i principi base della fotografia con l’aiuto di semplici strumenti costruiti ad hoc. L’espressione massima sarà poi raggiunta dal partecipante, quando sarà in grado di raccontare con la macchina fotografica ciò che considera significativo. Il gruppo aperto di confronto e socializzazione (10 incontri di due ore ciascuno a cadenza quindicinale) verrà realizzato presso la sede dell’Associazione Lachesi. Sarà condotto da uno psicologo e da un mediatore culturale e prevede il coinvolgimento di giovani italiani e di alcune realtà del territorio che possano offrire ai ragazzi la possibilità di creare relazioni che proseguano anche oltre il termine del progetto.

Durante gli incontri si alterneranno psicologi di diversa formazione ed esperienza per permettere ai ragazzi di confrontarsi con punti di vista differenti. Anche la figura del mediatore culturale prevede un’alternanza di operatori per garantire a ogni partecipante la possibilità di confrontarsi con il mediatore del proprio paese di origine. Nella terza fase del progetto è prevista una valorizzazione delle opere prodotte dai partecipanti, con la realizzazione di una mostra fotografica e artistica e di un evento musicale aperti alla cittadinanza. Durante tutte le fasi del progetto sono previsti momenti di monitoraggio e confronto all’interno dell’equipe e con le associazioni e gli enti coinvolti.  www.associazionelachesi.it