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“Con me in paradiso”. Al Teatro Sociale in scena il teatro condiviso foto

Sabato 3 febbraio una giornata di incontro, riflessione sul ruolo del teatro attivo e partecipato a Como e non solo. Perchè il teatro è, da sempre, una forma di spettacolo capace di offrire intrattenimento ed evasione, quanto di raccontare fatti, rappresentare istanze, prendersi impegni sociali e civili. Allo stesso modo chi fa il teatro può essere un professionista, cioè un attore, ma anche un non professionista che partecipa al fatto teatrale attraverso laboratori specifici. Perciò quando si parla di teatro attivo e partecipato si intende una forma di espressione artistica in cui, insieme a professionisti, è coinvolta la comunità e il territorio di riferimento.

Nel pomeriggio di sabato, ore 15, l’incontro dal titolo “La scena illuminata” (vedi sotto), sarà un momento di confronto tra diversi addetti ai lavori nella produzione culturale nel quale anche il pubblico è invitato ad intervenire. (Ingresso gratuito)

teatro sociale con me in paradiso

La sera stessa, ore 20.30, andrà in scena alla Sala Bianca del Teatro Sociale di Como lo spettacolo di Mario Bianchi CON ME IN PARADISO.

Lo spettacolo è un tipico esempio di “teatro nel teatro” nel quale viene rappresentato l’allestimento di uno spettacolo visto da dietro le quinte. Quello che si chiama, in termine cinematografico, making of. Nella fattispecie di “Con me in Paradiso” Teatro Periferico propone ad un gruppo di rifugiati provenienti dall’Africa subsahariana e di religione islamica di fare uno spettacolo. Il copione, però, vede come protagonisti Gesù e due moderni “ladroni”: un immigrato clandestino e un imprenditore disonesto, un uomo bianco, padrone di una ex fabbrica, entrambi in fuga dalla polizia.

Con me in Paradiso sviluppa due storie parallele. La prima è il racconto dei due “ladroni”, entrambi in fuga dalla polizia, che a un certo punto si ritrovano a tu per tu con un personaggio a loro sconosciuto, Gesù, anch’egli inseguito da una folla inferocita.

La seconda è la storia vera del gruppo di lavoro che si è creato attorno alla messa in scena del copione omonimo: gli attori di Teatro Periferico e alcuni richiedenti asilo provenienti da Senegal e Guinea Conakry.

Partendo dal testo di Mario Bianchi, il lavoro si è intrecciato man mano con il vissuto dei partecipanti al laboratorio. Così, alla finzione della vicenda si è andata sovrapponendo la vita reale: tutto è entrato a far parte della drammaturgia, perfino le accese discussioni sulla religione, le differenze di veduta sul rapporto uomo-donna, le tensioni legate all’attesa di un permesso che non arriva mai…

A far da filo conduttore, l’episodio dell’incontro tra Gesù e Zaccheo raccontato nel Vangelo di Luca: entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desidera vederlo. Essendo piccolo di statura pensa bene di salire su un sicomoro. Quando Gesù giunge sotto l’albero, si ferma e dice: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.

Anche Con me in Paradiso racconta la storia di un incontro e di un’amicizia, quella tra gli attori e i migranti.

La regista dello spettacolo Paola Manfredi deve la sua formazione attorale all’incontro avuto nel 1980 con l’attore e regista César Brie, con cui studia diversi anni, nel 2008 fonda la compagnia Teatro Periferico di cui è presidente, nella quale riunisce diversi attori incontrati in vari laboratori tenuti nel corso degli anni Da oltre 30 anni si occupa di teatro educazione e conduce laboratori nelle scuole di ogni ordine e grado-

 

SALA BIANCA TEATRO SOCIALE DI COMO

sabato, 3 febbraio 2018 – ore 20.30

 

CON ME IN PARADISO

di Mario Bianchi

con Abdoulaye Ba, Mauro Diao, Siaka Konde, Loredana Troschel, Dario Villa

 

Drammaturgia Dario Villa

Regia

Paola Manfredi

 

Produzione Teatro Periferico

in collaborazione con Agrisol Società Cooperativa Sociale

Biglietti per lo spettacolo in vendita presso la biglietteria del Teatro e online su www.teatrosocialecomo.it. Prezzi 15€ + prevendita.

teatro sociale con me in paradiso

Note di regia di Paola Manfredi

Nell’estate del 2016, decidemmo di fare un breve laboratorio di teatro con un gruppo di richiedenti asilo ospitati nella sede di Laveno-Mombello della cooperativa sociale Agrisol. Doveva rimanere un’esperienza circoscritta, ma poi accadde che, proprio in quel periodo, Mario Bianchi ci offrì la possibilità di mettere in scena un suo testo inedito e ci venne l’idea di farlo coinvolgendo proprio quei ragazzi. Sei di loro, provenienti da Senegal, Guinea Conakry e Niger, con nessuna esperienza teatrale alle spalle, accettarono di cominciare un laboratorio finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo.

Il copione di Mario vede come protagonisti un uomo bianco, padrone di una ex fabbrica, e un extracomunitario nell’atto di nascondersi, perché entrambi ricercati dalla polizia. I due novelli “ladroni” a un certo punto si ritrovano a tu per tu con un personaggio che non riconoscono: è Gesù, anch’egli in fuga da una folla inferocita. La situazione all’interno del nascondiglio si fa via via sempre più tesa, finché un coltello compare nelle mani di uno dei fuggiaschi, mentre l’altro viene colpito e muore tra le braccia di Gesù Cristo.

Abbiamo avuto dall’Autore il permesso di rielaborare il testo, facendolo diventare il racconto del making of dello spettacolo. Il lavoro, perciò, ricalca le tappe evolutive del work in progress e ne registra il graduale sviluppo. Un esempio: quando li abbiamo conosciuti, Abdoulaye, Adama, Mauro, Michael, Mouhammad e Siaka parlavano un italiano stentato e questo nello spettacolo è evidente, tant’è vero che si apre con un problema non da poco: in che lingua recitare? Così, per buona parte dello spettacolo, i testi sono detti per metà in italiano e per metà in francese e ciò ha richiesto la creazione di un altro personaggio, la Traduttrice, che andava ad aggiungersi a quello del Regista.

Nel corso dei mesi, il rapporto tra noi e gli attori si è trasformato. Siamo diventati amici. Così, oltre al lavoro in sala, ci sono stati molti momenti conviviali e anche questo è entrato nel copione. Si può dire che nulla di ciò che accade nello spettacolo è stato inventato: dubbi, ragionamenti, scherzose prese in giro…  Tutto è entrato a far parte della drammaturgia, perfino le accese discussioni sulla religione (è il caso di sottolineare che ad agire questa storia che attualizza noti episodi della vita di Gesù, sono sei ragazzi musulmani!)

Avevamo però bisogno di un filo conduttore. E ci è venuto in aiuto l’episodio dell’incontro tra Gesù e Zaccheo raccontato nel Vangelo di Luca: entrato Gesù a Gerico, Zaccheo desidera vederlo. Essendo piccolo di statura pensa bene di salire su un sicomoro. Quando Gesù giunge sotto l’albero, si ferma e dice: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua”.

In fondo in fondo, Con me in Paradiso dice anche dell’incontro avvenuto tra noi di Teatro Periferico e loro, i migranti.

 

eventi sociale

SALA PASTA – TEATRO SOCIALE DI COMO

sabato, 3 febbraio 2018 – ore 15.00

 

LA SCENA ILLUMINATA

Esperienze di teatro attivo e partecipato, a Como ma non solo 

a cura di

Teatro Sociale di Como e Teatro Comunale San Teodoro

 

Coordinano l’incontro

Mario Bianchi, autore e critico teatrale di Krapp’s Last Post

Maddalena Massafra, direttore artistico Teatro Comunale San Teodoro

 

Partecipano

Enrico Casale, attore, regista, drammaturgo, riceve la Menzione Premio Scenario per Ustica 2017 per il progetto FaustBuch, frutto di un percorso artistico che coinvolge attori con disabilità;

Piera Principe, performer e danzatrice, scrive “La zattera di Nessuno, diario di una danzatrice tra abilità e disabilità“, dove illustra il suo metodo di danza terapia “la memoria poetica del corpo” e il laboratorio permanente per viaggiatori abili e disabili: la Zattera di nessuno;

Giacomo Puzzo, autore e regista di Follia, progetto teatrale con operatori e utenti dei servizi di psichiatria del territorio e attori della Compagnia Teatrale Trebisonda, con il supporto del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, il patrocinio dell’ASST Lariana e dell’Associazione Asvap 6;

Stefano Bresciani, attore e formatore, da trent’anni anni coniuga il teatro con il mondo della disabilità;

Pia Mazza, insegnante di teatro;

Veronica Bestetti, esperta di teatro sociale e di comunità;

Letizia Torrelli, conduce percorsi tra arti visive e arti performative; fonda, in collaborazione con il Teatro Sociale di Como, Teatro Aounithiè, nato nel contesto dei progetti  S-coinvolgimenti Sociali e Vicini di strada, promossi dalla Rete per la Grave Marginalità di Como per favorire incontri e relazioni tra cittadini con e senza dimora della città;

Chiara Gismondi, formatrice e fondatrice dell’Associazione Luminanda, con l’idea di portare l’esperienza di pratiche teatrali come motore di incontro, emersione e sperimentazione all’interno di contesti sociali con singoli e gruppi;

Davide Marranchelli, regista e attore, segue la Compagnia teatrale “Ragazzi in Gambacostituita ed animata da ragazzi affetti dalla sindrome di down;

Pino Adduci, regista, drammaturgo, attore, fa parte del TeatroGruppoPopolare con grande esperienza di teatro civile;

Paola Manfredi, regista dello spettacolo Con me in paradiso e direttrice artistica della Compagnia Teatro Periferico.

Interviene in video:

Elisa Carnelli, attrice e drammaterapeuta, è Presidente di L’Oblò Onlus, associazione per il teatro in carcere, con attori detenuti all’interno della Casa Circondariale di Busto Arsizio.

 

INGRESSO LIBERO

INFOLINE 031270170 – 3319780855