Morti sospette a Saronno, la difesa del medico attacca l’infermiera:”E’ inattendibile” foto

Il legale di Leonardo Cazzaniga contro Laura Taroni per il decesso della madre e del suocero. Oggi si discute delle perizie per la loro capacità di stare a processo.

Inattendibile“. Il difensore del medico di Rovellasca, Leonardo Cazzaniga, indagato per le morti sospette dell’ospedale di Saronno dove lui e la ex amante Laura Taroni hanno lavorato negli anni scorsi, la definisce così la dichiarazione dell’infermiera di Lomazzo durante l’udienza preliminare di lunedì scorso quando la donna ha chiamato in causa direttamente Cazzaniga per la morte di sua madre – Maria Rita Clerici, avvenuta il 4 gennaio del 2014 – quando il medico anestesista del Pronto Soccorso di Saronno giunse a casa della Taroni dopo che la stessa lo aveva chiamato per dirle che la madre stava molto male.

medico saronno

Secondo quanto riferito ieri in aula tra i due ci fu uno sguardo d’intesa prima che Cazzaniga praticasse un’iniezione di fibrinolitico nel collo dell’anziana che, secondo l’accusa, ne avrebbe provocato la morte. Eppure Maria Rita Clerici, come ricostruito dall’indagine, stava bene sino alle 13 di quella stessa giornata. Il difensore del medico, Ennio Buffoli, ha insistito sui tempi delle telefonate intercorse prima dell’arrivo di Cazzaniga e sullo stato della madre prima che arrivasse il compagno. L’obiettivo era quello di dimostrare che Maria Rita Clerici fosse in uno stato comatoso già prima che il medico intervenisse e che il suo intervento sia stato del tutto ininfluente rispetto al decesso della stessa, avvenuto un’ora e mezza dopo il suo arrivo.

Secondo la difesa, inoltre, le dichiarazioni della Taroni sul tipo di farmaco iniettato da Cazzaniga sono inattendibili in quanto l’infermiera avrebbe identificato il farmaco dal colore della scatola ma, tra quelli in dotazione all’ospedale di Saronno, non risulterebbe un fibrinolitico del colore descritto dalla donna. Altro punto su cui la difesa ha insistito è sulla presenza di Cazzaniga nel reparto dove morì Luciano Guerra in quanto ci sarebbero numerose telefonate intercorse tra lui e la Taroni che dimostrerebbero la sua assenza da quel luogo.

Ed oggi terza udienza preliminare in tre giorni che si concentrerà sulle perizie che devono stabilire la capacità di intendere e di volere dei due. Come è già emerso nei giorni scorsi entrambi sono stati giudicati capaci di stare in giudizio al Tribunale di Busto Arsizio.