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domenica, 23 gennaio 2022 - Aggiornato alle 17:35

Noir in Festival, libri e film da brividi a Como dal 6 dicembre

Ciò che non può sfuggire durante la conferenza stampa del Noir in Festival è il grande orgoglio degli organizzatori nel poter presentare alcuni degli eventi davvero straordinari di questa edizione, che si terrà a Milano dal 3 al 6 dicembre e poi a Como sino al 10.

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Giorgio Gosetti, che potete conoscere tramite la nostra videointervista, e Marina Fabbri, direttori della manifestazione insieme a Gianni Canova, delegato IULM, hanno faticato per l’entusiasmo a non rivelarci tutti gli appuntamenti di questa edizione, cercando di conservare un po’ di suspense, come il genere stesso chiede!
Ciò che proprio non è potuto passare sotto silenzio, grazie alla grande emozione di Marina Fabbri nel poterlo annunciare, è stata la promessa partecipazione, sia nella kermes milanese che in quelle comasca, di Margaret Atwood. La scrittrice canadese, da sempre attiva sui temi che le stanno a cuore come l’ecologia e il sostegno dei diritti delle donne, ritirerà a Como il 7 dicembre il Premio Raymond Chandler Awards e ha già fatto sapere che sta preparando per l’occasione un intervento dedicato proprio alla città. Non quindi parole di circostanza (a cui comunque l’autrice non c’ha mai abituato) ma un originalissimo intervento. Del resto, essere la città che consegnerà questo importante premio già di per sé è motivo di vanto. Sempre sul Lario lo ritirò l’anno passato Roberto Saviano, seguendo a una serie di nomi veramente illustri, come le Carré, Grisham, Tudow, Michael Connelly, il nostro Andrea Camilleri, lo svedese Mankell…
E perfetta è davvero la Atwood per questo festival, visto che la sua scrittura già in sé elaborata per immagini, si è con facilità prestata alla trasposizione televisiva delle sue opere. Perché, non dimentichiamolo, grande punto di forza del Noir in Festival è proprio la capacità di coniugare all’interno del tema thriller la letteratura con il grande cinema d’autore. Rassegna, quella filmica, che quest’anno toccherà tanti temi tipici del genere e porterà in concorso 8 prime assolute, conducendoci alla scoperta anche di autori poco noti in Italia, in un viaggio per immagini che va dalla Malesia alla Finlandia.
Importantissima è anche l’assegnazione del premio Caligari, riservato al cinema italiano di genere, che verrà consegnato al Teatro Sociale di Como la sera del 9 dicembre e che vede registi emergenti (capolavori ancora da scoprire, scovati dai direttori del festival) accanto a figure indiscusse del genere come Donato Carrisi e a incursioni di artisti normalmente legati a diverse ambientazioni, come Maccio Capatonda.
Fa capolino quest’anno anche il teatro, con una riduzione in 40 minuti, realizzata utilizzando diverse tecniche live, di Gul – Uno sparo nel buio, lo spettacolo di successo che racconta l’omicidio del premier svedese Olaf Palme, tuttora insoluto. Diretto e interpretato dall’italo-svedese Gemma Carbone, che lo ha scritto con il David per la sceneggiatura, Giancarlo De Cataldo.

La pagina comasca si aprirà la sera del 6 al Teatro Sociale con l’esibizione della Banda Musicale della Polizia di Stato. Un connubio importante, sottolineano gli organizzatori, in questo genere letterario e cinematografico basato sulla contrapposizione guardia e ladri. La polizia comasca sarà particolarmente presente grazie alla sua compagine scientifica che durante la manifestazione allestirà delle scene del crimine, in cui sarà possibile curiosare tra le diverse tecniche di indagine.

Senza svelarvi troppo, per non rovinare la suspense, non vogliamo però rinunciare a sottolineare quali saranno gli importanti romanzieri in passerella a Como. Apre la pagina lariana del festival, il 7 dicembre alla Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, che resterà il punto fisso per questi dialoghi, il giallista fiorentino, amatissimo dal pubblico tanto da avere in Italia diversi fans club, Marco Vichi. A Como presenterà l’ultima avventura del commissario Bordelli, Nel più bel sogno, edito da Guanda. L’8 sarà la volta, in due diversi appuntamenti, di Bernard Minier e di un dialogo fra Paola Barbato e Antonella Lattanzi. Mentre sono attesi il 9 Roberto Costantini, Marcello Fois, Simona Vinci e Luca D’Andrea.

Le giornate Comasche del festival sono state fortemente volute e rese possibili sul piano pratico dalla collaborazione strettissima con l’amministrazione comunale e con gli Amici di Como. Daniele Brunati, che in conferenza è stato la voce della città insieme al sindaco Landriscina, ha sottolineato come Noir in Festival sia un’occasione da cogliere per rinvigorire l’attenzione sul turismo. «Destagionalizzare vuol dire anche portare a Como un turismo di settore, diverso da quello attratto dal lago. Il cinema, in particolare, e la letteratura muovono in Italia migliaia di persone l’anno: grazie a Noir in Festival, noi possiamo intercettare un abbondante fetta di questo mercato e convogliarla su Como, con innegabili benefici per tutti i settori produttivi».