Economia lariana (forse) fuori dal tunnel: segnali incoraggianti dal terzo trimestre del 2017 foto

Bene quasi tutti i settori, tessile sempre con il freno a mano. Dati in chiaro-scuro per gli artigiani. Leggete qui i dati completi.

Segnali finalmente positivi, sia pure con chiari e scuri da interpretare al meglio. Ma i dati che arrivano dall’ufficio statistica della Camera di Commercio di Como appaiono finalmente incoraggianti dopo periodi difficili. Sono riferiti al terzo trimestre dell’anno in corso, il 2017. Ecco qui l’analisi ed il dettaglio comparto per comparto.

 

SETTORE MANIFATTURIERO – Il primo aspetto da mettere in luce è che Como torna a registrare un incremento della produzione industriale (+1,6%), dopo la contrazione del precedente trimestre.  È altrettanto evidente, tuttavia, che la performance continua ad essere sottotono rispetto alla Lombardia (+3,1%) che sembra più intonata al buon andamento del PIL registrato a livello nazionale.   La crescita è stata trainata con decisione dalla meccanica e in misura minore dal legno arredo. Il tessile, purtroppo, continua ad agire da freno.  Per la prima volta da lungo tempo le piccolissime imprese registrano dati positivi: potrebbero avere raggiunto il pavimento della crisi del loro segmento. Anche il fatturato cresce (+1,3%), ma risulta sottotono rispetto alla media regionale (+5,0%).  Anche in questo caso sulla performance complessiva di Como pesa il cattivo andamento del settore tessile che viene tuttavia più che controbilanciato da meccanica e legno arredo. In questa rilevazione, forse anche a causa di un rimbalzo dopo la lunga sequenza negativa, le piccole imprese ottengono risultati più che soddisfacenti.

 

Finalmente il mercato estero torna a contribuire alla crescita del fatturato lariano (+0,8%, contro il +5,9 della Lombardia) ma il fatturato interno continua a mostrarsi più dinamico (+1,6%). Permane quindi, anche se in misura minore, la già citata difficoltà per il territorio comasco di beneficiare fino in fondo del traino dei mercati esteri.   Più positivo il quadro emerso dall’indagine sugli artigiani: La produzione manifatturiera artigiana cresce del +3,1%, superiore sia al dato regionale (+2,3%) che alla performance delle “cugine“ industriali (+1,6%). Già da due anni e mezzo le imprese artigiane sembrano fare meglio, forse a causa dell’intensità delle precedenti frenate che nel comasco hanno spazzato via un considerevole numero di attori economici artigiani, sfoltendo il gruppo a favore dei migliori.   Le previsioni degli imprenditori intervistati relative al trimestre ottobre‐ dicembre descrivono un quadro in miglioramento rispetto alle precedenti rilevazioni. In particolare gli imprenditori prevedono un incremento dei risultati aziendali sul fronte dei mercati esteri, con ricadute positive su produzione e fatturato. Permangono invece ancora dubbi sulla tenuta del mercato interno e sull’occupazione.

 

COMMERCIO – Nel 3° trimestre dell’anno la dinamica del volume d’affari del commercio provinciale è risultata in crescita (+1,9%).  Come prevedibile l’apprezzamento del tasso di cambio euro franco nei mesi estivi ha avuto un impatto negativo nelle vendite di prodotti confezionati nella GDO, quella che più attira i consumatori di oltre confine. Sebbene le vendite a valore siano aumentate del +2,0% (sopra la media lombarda del +1,8% ma al di sotto di quella nazionale del +3,2%), sono invece calate quelle a volume (‐0,6%), per la prima volta dopo molto tempo. Camera di Commercio di Como – Ufficio Studi e Statistica – Pag. 3 SERVIZI  Torna in negativo il fatturato delle imprese dei servizi, a causa, in particolar modo, delle voci commercio all’ingrosso e servizi alle imprese.    Al contrario risulta in crescita il settore del turismo (+4,1%) che incide positivamente sull’andamento dell’occupazione sempre positivo.

 

DEMOGRAFIA D’IMPRESA – Alla data del 30 settembre 2017 la consistenza delle imprese registrate all’anagrafe camerale di Como è risultata pari a 47.869 unità, il valore minimo degli ultimi 14 anni alla medesima data (‐110 attività rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Analogo l’andamento del sottoinsieme delle imprese attive che, con 42.668 unità, ha toccato il minimo storico della serie storica considerata, perdendo 153 unità rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda le iscrizioni, il dato trimestrale, pari a 476 unità, è rimasto invariato rispetto all’anno precedente. Aumentano anche le cancellazioni dal Registro delle imprese, passando dalle 417 del terzo trimestre 2016 alle 472 del 2017: l’incremento è stato di 55 unità, pari a una crescita del +13,2%. Le cancellazioni non d’ufficio sono state 377.  Nel lungo periodo e prendendo a riferimento il 2009, primo anno dall’inizio della crisi economica globale, la variazione percentuale delle imprese attive al terzo trimestre è stata importante:  ‐4,9%, equivalente a una perdita di oltre 2mila aziende, al di sotto della media regionale (‐0,9%).   Le imprese artigiane registrate al 30 settembre 2017 sono risultate 15.705 di cui 15.639 attive, in calo rispettivamente di 192 unità e 203 unità rispetto all’anno precedente (‐1,2% e – 1,3%), toccando così il nuovo punto minimo nella serie storica dal 2004 per il periodo considerato.

 

FALLIMENTI – I fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como nel 3° trimestre del 2017 sono stati complessivamente 42 in linea con i 43 dello stesso periodo 2016.