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Como va oltre il buio con le luci dell’8208 Lighting Design Festival. Eccole! fotogallery

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Luci lontane, luci vicine. Luci al confine. “Boundary” indica un limite, un bordo…un confine che la luce può delimitare così come travalicare a suo piacimento e con essa chi la guarda, spesso ammutolito, da come qualcosa di impalpabile riesca a divaricare il buio creando spazi altrimenti inesistenti entro i quali perdersi.

Inaugurato ieri sera l’8208 Lightin Design Festival, seconda edizione, ha portato la luce sul confine con il titolo Boundary= a real or imagined line that marks the edge or limit of something. Una parola inglese scelta per le sfumature che assume in confronto ai diversi significati univoci della rispettiva traduzione italiana: confine, limite, bordo, contorno. Gli artisti, dai musicisti agli scrittori, dai pittori ai registi, hanno da sempre interpretato questo tema nelle sue molteplici sfaccettature. Una delle più belle immagini del “boundary” è la siepe di Leopardi della poesia L’infinito. Essa è il limite che “il guardo esclude” ma proprio grazie a questo si sviluppa la forza di spaziare con l’immaginazione al di là di esso.

Oltre “la siepe”  delle sei sculture di luce accese da ieri, e fino al 24 novembre, a Como e Cernobbio, ogniuno può vederci le sue aspirazioni così come le paure e le ansie, ma non il buio

Nel video realizzato da Paolo Bianconi per 8208LDF un intenso viaggio dentro la luce

 

8208 Lighting Design Festival è promosso da Fondazione Alessandro Volta (che si occupa di promozione dell’Università, della ricerca scientifica e dell’alta formazione), insieme al Comune di Como e con il patrocinio di alcuni importanti enti, ed è inserito nelle iniziative Cult City.

8208 lighting design festival

INSTALLAZIONI

  1. ARTISTA: MASSIMO UBERTI

TITOLO OPERA: CASALUCE

LOCATION: VIA PRETORIO

CONCEPT: L’installazione è come una linea sottile che delinea un volume appena accennato. La luce non ha soltanto il compito di rivelare l’opera ma anche quello di renderla materiale all’apparizione, di tenerla insieme nella coerenza concettuale, di offrirla al visitatore come un passaggio fuori dal vuoto. E non si tratta di artificio ma piuttosto di una disposizione naturale a camminare sul limite, a sperimentare la vertigine come emozione reale. In Casaluce lo spazio s’intreccia a un gusto verso il disegno oltre a una proiezione utopica nei confronti della società. L’arte come aspirazione a un nuovo mondo, come sconfitta delle tenebre culturali e mentali, resta il faro che indica una rotta. Il suo è uno stare in silenzio sul varco, esserne il custode attento in attesa che il visitatore lo oltrepassi perdendo così la sua condizione d’inesperienza. È in questo gioco di offerta e aspettativa che acquista senso l’intima aggettivazione che Uberti avverte verso lo spazio, per offrire, con sorprendente raffinatezza ed eleganza, luoghi per abitanti poetici.

  1. ARTISTA: DANIELA DI MARO

TITOLO OPERA: INNER VOICE

LOCATION: PORTA TORRE

CONCEPT: L’installazione intende generare un rapporto tra l’interno e l’esterno della città, utilizzando Porta Torre come “varco” spazio-temporale e superando il confine tra il dentro e il fuori del centro città. Sono i passanti a stabilire un rapporto di causa-effetto, animando la torre di suoni e colori. A qualche metro di distanza da Porta Torre, sono posti dei microfoni collegati a delle luci colorate direzionali, poste ai quattro angoli interni. I passanti, invogliati dalla presenza dei microfoni, possono avvicinarsi e parlarvi dentro, lasciando messaggi che in base all’intensità e alla frequenza delle voci, provocano accensioni e variazioni di luce colorata. L’installazione prevede anche l’illuminazione del perimetro esterno. Infatti, in prossimità delle due arcate d’ingresso, sono stati posizionati dei microfoni ad ampio raggio. I rumori circostanti provocheranno l’accensione di alcuni fari a luce bianca, posti all’esterno di Porta Torre.

  1. ARTISTA: VENIVIDIMULTIPLEX

TITOLO OPERA: WAVES

LOCATION: GIARDINI DEL TEMPIO VOLTIANO (Viale Guglielmo Marconi)

CONCEPT: Perché estende i confini del lago di Como in città. Perché non ha dei confini impostati dal momento che le righe galleggiano a destra e sinistra. Perché i visitatori possono effettivamente entrare nel lavoro e con la loro presenza negano i confini e camminano nell’acqua surreale di WAVES. Poiché i WAVES si riferiscono anche alla tensione elettrica che Alessandro Volta per primo ha conservato in una batteria, in uno spazio confinato e con ciò, oltrepassare limiti dell’utilizzo elettrico.

  1. ARTISTA: KASJO STUDIO

TITOLO OPERA: HORIZONTAL INTERFERENCE

LOCATION: GIARDINI DEL TEMPIO VOLTIANO (Lungo Lario Trento)

CONCEPT: L’opera è costituita da una struttura molto semplice di corda colorata che collega diversi alberi. La straordinaria architettura dei cavi, che in sé è già bella alla luce del giorno, diventa una spettacolare meraviglia alla sera. Attraverso un’illuminazione semplice ma ingegnosa, tutti gli elementi naturali e addizionali si fondono insieme creando un’immagine potente e poetica. Il lavoro pone domande sul confine tra la virtualità e la realtà, sottolineando il fatto che il carattere di entrambi gli oggetti è effimero e molto relativo allo stesso tempo.

  1. ARTISTA: MARCO BAROTTI

TITOLO OPERA: IMAGINARY DIVISION

LOCATION: MOLO DI SANT’AGOSTINO

CONCEPT: I confini, sia fisici che immaginari, sono ormai motivo di molti conflitti. In IMAGINARY DIVISION, la luce, l’audio e l’acqua comportano separazioni temporanee imprevedibili, unificandosi in un’impressionante installazione in cui ogni elemento dipende dall’altro.

  1. ARTISTA: VIKAS PATIL

TITOLO OPERA: COCOON

LOCATION: VILLA BERNASCONI, CERNOBBIO

In collaborazione con Comune di Cernobbio

CONCEPT: Il concept dell’opera deriva dalla natura dove alcuni insetti si ritirano in un bozzolo per proteggersi dall’ambiente duro o scorretto e trascorrono parte della loro vita. È anche un transito prima di oltrepassare il confine esterno e uscire dal bozzolo con una bellissima forma colorata che vola alta nel cielo. Quando si parla di bozzolo, consideriamo la nostra stessa vita e la lotta quotidiana con l’ambiente duro intorno a noi. Per questo sentiamo il bisogno di costruire un bozzolo fatto di pensieri positivi e amicizie per uscire da situazioni difficili con colori brillanti.

Il bozzolo di dimensioni umane, realizzato in filo di El, ha un’apertura inferiore in cui le persone possono entrarvi dentro. L’intera esperienza che vede la fibra di luce colorata tessuta per formare un bozzolo deve dare ai visitatori un’esperienza meditativa. I visitatori possono stare in piedi o sedersi sotto il bozzolo e intromettersi nella vita come se fossero appena usciti da un bozzolo. E fare parte della natura con un bozzolo leggero colorato.

8208 lighting festival mostra black light

Oltre alle opere all’aperto è stata inaugurata ieri anche BLACK LIGHT ART: la luce che colora il buio alla Pinacoteca Civica di Como

Black Light Art: la luce che colora il buio”, rientra negli eventi del “8208 – Lighting Design Festival”. E’ una mostra che tratterà la luce nera come medium espressivo in grado di coinvolgere lo spettatore in una innovativa esperienza sensoriale, dove la realtà si presenta sotto molteplici forme in continua evoluzione. Un ciclo dinamico di luce bianca, luce nera e buio trasformerà gli ambienti, permettendo alle opere esposte di vestirsi di colori, forme e spazialità sorprendenti.

Il progetto espositivo a Como, nato da un’idea comune della Fondazione Mario Agrifoglio e Caleidoscopio-multiplicity di Maria Proja de Santis, è organizzato in collaborazione e con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura e dei Musei civici del Comune di Como.

Curatori dell’evento sono Gisella Gellini, architetto e docente del corso di Light Art e Design della Luce presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano e Fabio Agrifoglio, presidente della Fondazione Mario Agrifoglio. L’allestimento e i progetti video e fotografico sono stato affidati all’exhibition designer Gaetano Corica.

 

Diversi gli artisti presenti in mostra, da Mario Agrifoglio a LeoNilde Carabba, Nino Alfieri, Claudio “Sek” De Luca, Nicola Evangelisti, Maria Cristiana Fioretti e Olga Serezhina.

Il percorso espositivo sarà accompagnato da musiche composte dal Maestro Irlando Danieli, tratte dal CD “Undae Temporis”, e ispirate al tema della mostra.

Mostra itinerante

Black Light Art, la luce che colora il buio, concepita come mostra itinerante, è iniziata nella prestigiosa sede “Palazzo Lombardia” di Regione Lombardia, prosegue nella città di Como presso la Pinacoteca Civica e contestualmente al Museo della Rocca Albornoziana di Spoleto (con inaugurazione il 06/12/2017), per poi spostarsi successivamente verso altre mete in via di definizione e che verranno comunicate nei prossimi mesi.

Eventi collaterali 

18 novembre, “Physical to Digital”, presso la accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Como.

Nell’occasione Gisella Gellini, parteciperà con un intervento dal titolo ‘Light art – mezzo espressivo progettuale’.

11 Novembre, Concerto “Luci, ombre, colori in musica” presso il Conservatorio di Como

Il Conservatorio di Como, con Caleidoscopio-multiplicity di Maria Proja de Santis, il giorno 11 novembre alle ore 17.30, presenterà un variegato concerto per flauti istruiti dai Maestri Luca Truffelli e Maurizio Saletti, presso l’Auditorium del Conservatorio stesso e con musiche di celeberrimi compositori.

BLACK LIGHT ART: la luce che colora il buio

Pinacoteca Civica di Como

via Armando Diaz, 84  

5 novembre 2017 – 7 gennaio 2018

da martedì a domenica, ore 10-18 

INGRESSO LIBERO

8208 lighting festival mostra black light

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