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Domani alla Pinacoteca si accende l’8208 Lighting Design Festival 2017

Con il Festival della Luce e l’8208 Lighting Design Festival Como diventa per due volte l’anno “città di luce”. Le opere luminose installate in città squarciano il buio, ma ancor più, parlano agli spettatori senza parole, impattando la vista, il corpo e la mente per accrescere la consapevolezza. James Turrell, uno dei più grandi artisti con la luce  disse “Voglio creare un’atmosfera che può essere consapevolmente cambiata radicalmente attraverso una sensazione. Come il muto pensiero che viene dal guardare un incendio.” Da domani 5 opere luminose a Como e una a Cernobbio brilleranno nelle notti fino al 24 novembre per l’8208 Lighting Design Festival, II° edizione.

L’inaugurazione avverrà alle 18,30 di sabato 4 novembre alla Pinacoteca Civica di Como, con la presentazione, l’accensione delle opere. 8208 Lighting Design Festival (8208 LDF), l’evento dedicato all’arte contemporanea che coinvolge artisti, designer, università e professionisti internazionali con 6 installazioni luminose site-specific in diversi luoghi della città, eventi speciali, workshop e panel che affrontano il tema della luce e della light art.

Dopo l’inaugurazione ufficiale del Festival, verrà inaugurata – sempre in Pinacoteca – anche la mostra “Black Light Art: la luce che colora il buio”, progetto inserito all’interno di 8208 Lighting Design Festival, a cura di Gisella Gellini, architetto e docente del corso di Light Art e Design della Luce presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano, e Fabio Agrifoglio, presidente della Fondazione Mario Agrifoglio. La mostra tratta la luce nera come medium espressivo in grado di coinvolgere lo spettatore in una innovativa esperienza sensoriale, dove la realtà si presenta sotto molteplici forme in continua evoluzione. Un ciclo dinamico di luce bianca, luce nera e buio trasformerà gli ambienti, permettendo alle opere esposte di vestirsi di colori, forme e spazialità sorprendenti.

Diversi gli artisti presenti in mostra, da Mario Agrifoglio a LeoNilde Carabba, Nino Alfieri, Claudio “Sek” De Luca, Nicola Evangelisti, Maria Cristiana Fioretti e Olga Serezhina. Il progetto, nato da un’idea comune della Fondazione Mario Agrifoglio e Caleidoscopio-multiplicity di Maria Proja de Santis, è organizzato in collaborazione e con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura e dei Musei civici del Comune di Como. Il percorso espositivo sarà accompagnato da musiche composte dal Maestro Irlando Danieli, tratte dal CD “Undae Temporis”, e ispirate al tema della mostra. (in collaborazione con la Fondazione Mario Agrifoglio e LIGHTQUAKE 2017 – Rocca Albornoziana di Spoleto)

8208 lightin design festival

A seguire, tour guidato a tutte le installazioni.

Il tema del festival quest’anno è il Boundaryil confine – parola inglese scelta per le sfumature che assume in confronto ai diversi significati univoci della rispettiva traduzione italiana. Quest’anno gli artisti chiamati a confrontarsi con il tema del “Boundary” attraverso il mezzo della luce, sono stati liberi di interpretarlo come meglio hanno creduto, dando un forte messaggio, a volte su quanto un limite possa essere potente,  su quanto esso sia fragile e inutile, a volte quanto possa aiutare e a volte come riesca ad includere, o a escludere.  Le 6 opere verranno inserite all’interno dei contesti più belli e significativi della città di Como (e una a Cernobbio) per entrare in interazione con essi e amplificarne aspetti e letture spaziali. A Como, le installazioni saranno posizionate in Via Pretorio, a Porta Torre, ai Giardini del Tempio Voltiano in Viale Guglielmo Marconi e in Lungo Lario Trento e al Molo di Sant’Agostino mentre a Cernobbio ci sarà un’installazione a Villa Bernasconi.

Il pubblico sarà invitato non solo ad osservarle, ma anche a interagire e diventare anch’esso protagonista dell’installazione artistica.

8208 Lighting Design Festival (8208 è il nome dell’asteroide che è stato dedicato a Volta insieme a un cratere della luna) è promosso da Fondazione Alessandro Volta insieme al Comune di Como con il patrocinio di alcuni importanti enti, ed è inserito nelle iniziative Cult City.

Da quest’anno 8208 Lighting Design Festival ha stretto una partnership con Alberobello Light Festival, evento internazionale che trasforma i trulli pugliesi in opere d’arte luminose, e con F-Light, il festival della luce che illumina i luoghi più belli e suggestivi di Firenze con proiezioni, videomapping, installazioni, il Comune di Cernobbio e Associazione Villa del Grumello, che ospiteranno due installazioni.

Il Festival ospiterà anche una serie di eventi speciali con un’attenzione alla multidisciplinarietà e alla contaminazione dei linguaggi creativi: un workshop per lo sviluppo illuminotecnico e la creazione di scenari di luce; una giornata di panel sul rapporto tra arte e tecnologia, con il desiderio di coinvolgere professionisti provenienti da tutto il mondo per presentare scenari di riferimento, esempi di innovazione e nuove tendenze; una serata di musica e performance live che si sviluppa al confine delle arti e delle tecnologie, che nasce per inseguire l’integrazione delle arti e creare un nuovo rapporto del pubblico con gli spazi del teatro; una mostra collettiva di sedici artisti, nel corso della quale il buio tratterà la luce nera come medium espressivo in grado di coinvolgere lo spettatore in una innovativa esperienza sensoriale.

 

Ingresso libero.

Per informazioni: www.8208.it – info@8208.it

8208 LDF 2017

INSTALLAZIONI

4/24 NOV 2017

 

  1. ARTISTA: MASSIMO UBERTI

TITOLO OPERA: CASALUCE

LOCATION: VIA PRETORIO

CONCEPT: L’installazione è come una linea sottile che delinea un volume appena accennato. La luce non ha soltanto il compito di rivelare l’opera ma anche quello di renderla materiale all’apparizione, di tenerla insieme nella coerenza concettuale, di offrirla al visitatore come un passaggio fuori dal vuoto. E non si tratta di artificio ma piuttosto di una disposizione naturale a camminare sul limite, a sperimentare la vertigine come emozione reale. In Casaluce lo spazio s’intreccia a un gusto verso il disegno oltre a una proiezione utopica nei confronti della società. L’arte come aspirazione a un nuovo mondo, come sconfitta delle tenebre culturali e mentali, resta il faro che indica una rotta. Il suo è uno stare in silenzio sul varco, esserne il custode attento in attesa che il visitatore lo oltrepassi perdendo così la sua condizione d’inesperienza. È in questo gioco di offerta e aspettativa che acquista senso l’intima aggettivazione che Uberti avverte verso lo spazio, per offrire, con sorprendente raffinatezza ed eleganza, luoghi per abitanti poetici.

  1. ARTISTA: DANIELA DI MARO

TITOLO OPERA: INNER VOICE

LOCATION: PORTA TORRE

CONCEPT: L’installazione intende generare un rapporto tra l’interno e l’esterno della città, utilizzando Porta Torre come “varco” spazio-temporale e superando il confine tra il dentro e il fuori del centro città. Sono i passanti a stabilire un rapporto di causa-effetto, animando la torre di suoni e colori. A qualche metro di distanza da Porta Torre, sono posti dei microfoni collegati a delle luci colorate direzionali, poste ai quattro angoli interni. I passanti, invogliati dalla presenza dei microfoni, possono avvicinarsi e parlarvi dentro, lasciando messaggi che in base all’intensità e alla frequenza delle voci, provocano accensioni e variazioni di luce colorata. L’installazione prevede anche l’illuminazione del perimetro esterno. Infatti, in prossimità delle due arcate d’ingresso, sono stati posizionati dei microfoni ad ampio raggio. I rumori circostanti provocheranno l’accensione di alcuni fari a luce bianca, posti all’esterno di Porta Torre.

  1. ARTISTA: VENIVIDIMULTIPLEX

TITOLO OPERA: WAVES

LOCATION: GIARDINI DEL TEMPIO VOLTIANO (Viale Guglielmo Marconi)

CONCEPT: Perché estende i confini del lago di Como in città. Perché non ha dei confini impostati dal momento che le righe galleggiano a destra e sinistra. Perché i visitatori possono effettivamente entrare nel lavoro e con la loro presenza negano i confini e camminano nell’acqua surreale di WAVES. Poiché i WAVES si riferiscono anche alla tensione elettrica che Alessandro Volta per primo ha conservato in una batteria, in uno spazio confinato e con ciò, oltrepassare limiti dell’utilizzo elettrico.

  1. ARTISTA: KASJO STUDIO

TITOLO OPERA: HORIZONTAL INTERFERENCE

LOCATION: GIARDINI DEL TEMPIO VOLTIANO (Lungo Lario Trento)

CONCEPT: L’opera è costituita da una struttura molto semplice di corda colorata che collega diversi alberi. La straordinaria architettura dei cavi, che in sé è già bella alla luce del giorno, diventa una spettacolare meraviglia alla sera. Attraverso un’illuminazione semplice ma ingegnosa, tutti gli elementi naturali e addizionali si fondono insieme creando un’immagine potente e poetica. Il lavoro pone domande sul confine tra la virtualità e la realtà, sottolineando il fatto che il carattere di entrambi gli oggetti è effimero e molto relativo allo stesso tempo.

  1. ARTISTA: MARCO BAROTTI

TITOLO OPERA: IMAGINARY DIVISION

LOCATION: MOLO DI SANT’AGOSTINO

CONCEPT: I confini, sia fisici che immaginari, sono ormai motivo di molti conflitti. In IMAGINARY DIVISION, la luce, l’audio e l’acqua comportano separazioni temporanee imprevedibili, unificandosi in un’impressionante installazione in cui ogni elemento dipende dall’altro.

  1. ARTISTA: VIKAS PATIL

TITOLO OPERA: COCOON

LOCATION: VILLA BERNASCONI, CERNOBBIO

In collaborazione con Comune di Cernobbio

CONCEPT: Il concept dell’opera deriva dalla natura dove alcuni insetti si ritirano in un bozzolo per proteggersi dall’ambiente duro o scorretto e trascorrono parte della loro vita. È anche un transito prima di oltrepassare il confine esterno e uscire dal bozzolo con una bellissima forma colorata che vola alta nel cielo. Quando si parla di bozzolo, consideriamo la nostra stessa vita e la lotta quotidiana con l’ambiente duro intorno a noi. Per questo sentiamo il bisogno di costruire un bozzolo fatto di pensieri positivi e amicizie per uscire da situazioni difficili con colori brillanti.

Il bozzolo di dimensioni umane, realizzato in filo di El, ha un’apertura inferiore in cui le persone possono entrarvi dentro. L’intera esperienza che vede la fibra di luce colorata tessuta per formare un bozzolo deve dare ai visitatori un’esperienza meditativa. I visitatori possono stare in piedi o sedersi sotto il bozzolo e intromettersi nella vita come se fossero appena usciti da un bozzolo. E fare parte della natura con un bozzolo leggero colorato.

 

TWISTING CONNECTIONS

L’Installazione “Twisting conncection” è il risultato del workshop “Light art residency” che si è tenuto dal 9 al 15 ottobre a Villa Sucota, un progetto di 8208 Lighting Design Festival con Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Como e Ostello Bello, in partnership con IED Barcelona.

L’installazione sarà sistemata in modo permanente all’Ostello Bello di Como a partire dal 4 novembre.

La sede dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Como di Villa Sucota si è trasformata in un’autentica e accogliente casa-laboratorio nella quale si crea e si produce l’arte e il design. Uno spazio condiviso nel quale si è realizza un’installazione di light art, un luogo di confronto in cui è stato possibile stare a stretto contatto con altri giovani studenti e artisti, provenienti da tutta Italia e dall’estero. La residenza artistica, guidata da Alessandro Lupi, ha visto coinvolti tre studenti di Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Como e tre provenienti da IED Barcelona. Gli studenti sono stati ospiti di Ostello Bello Lake Como e hanno avuto la possibilità di elaborare un’installazione di light art che è nata da una riflessione sul tema Boundary della seconda edizione di 8208 Lighting Design Festival e che rappresenta la filosofia del viaggio e i valori dello scambio comuni con quelli di Ostello Bello.

“Twisting connection” è il risultato di questo processo creativo e non si ferma con il completamento dell’opera, ma è in costante connessione con lo spazio e i visitatori. Non intende solamente essere un elemento di contemplazione o uno spunto di riflessione, ma lascia spazio a una libera e personale interpretazione, che varia a seconda della persona, del momento della giornata e della stagione dell’anno. Elemento di fondamentale importanza nell’opera è la natura e le connessioni che crea crescendo sull’installazione, mutandola in continuazione.

Il tema Boundary del Festival e la realtà varia e stimolante di Ostello Bello sono stati presi come spunto per creare delle connessioni che rompono il concetto di barriere spaziali e umane. Lo sviluppo di connessioni spaziali e interpersonali è uno dei temi centrali del progetto che fin da subito è emerso con forza dagli esercizi di brainstorming durante il workshop.

Grazie ad una leggera torsione delle corde si crea un gioco prospettico che genera connessioni visive. Queste si traducono in un pattern di pieni e vuoti creati da un attento utilizzo di corde bianche ancorate su due pareti per mezzo di cornici ellittiche studiate in base allo spazio.