Como Acqua, c’è lo “strappo” nella maggioranza: Fratelli d’Italia non ci sta foto

La nota ufficiale sulla nascita della nuova società per il controllo idrico del territorio. Critiche all'operato del Comune e del sindaco.

Una “strappo” nella maggioranza di Como. Al momento solo su un argomento che giudicano di primaria importanza, ma che non dovrebbe pregiudicare il futuro. Di fatto, un netto distinguo dopo che è scoppiato – in queste ore – il caso di Como Acqua ed alla vigilia dell’assemblea con tutti i comuni. Il coordinatore provinciale Marco Mainardi, unitamente al gruppo consiliare di Palazzo Cernezzi (Lorenzo Cantaluppi e Patrizia Maesani), criticano apertamente l’operato del sindaco e della giunta per questa vicenda. E mettono in guardia cittadini ed industriali su questa scelta del Comune: ci potrebbero essere conseguenze pesanti per tutti per decenni.

 

La nota ufficiale
Fratelli d’Italia intende portare a conoscenza dei cittadini e degli industriali comaschi il preoccupante scenario che si sta profilando alla vigilia del voto dell’assemblea dei soci di Como Acqua. Como Acqua è la società che ha come soci tutti i comuni della provincia di Como ed è stata creata e finanziata con fondi pubblici per la gestione congiunta del servizio idrico integrato. Il Comune di Como, unitamente a pochi altri Comuni, non aderendo al progetto di fusione che dovrebbe essere varato inderogabilmente entro il 25 ottobre,  sta di fatto consegnando in mani terze il bene più prezioso e strategico: l’acqua.

 

Vanificando il lavoro ed i danari pubblici impiegati per creare la società pubblica Como Acqua questi Comuni stanno di fatto privatizzando l’acqua nella nostra provincia. Entro il 1^ ottobre 2018 infatti dovrà essere operativa la società che gestirà il ciclo integrato dell’acqua. In alternativa a Como Acqua la Provincia di Como dovrà indire una gara ad evidenza pubblica per selezionare altra società. Alla gara potranno partecipare anche società a capitale privato e per giunta società non italiane. Questa scelta politica non viene condivisa da Fratelli d’Italia che ritiene essenziale che un settore strategico quale l’acqua venga gestito da società pubbliche partecipate da tutti i comuni della nostra provincia. Stiamo consegnando un bene primario in mano terze e di ciò è opportuno che i cittadini e gli industriali se ne rendano conto perchè le conseguenze nefaste di questa scelta peseranno sulle famiglie e sulle industrie comasche per decenni.

Coordinamento Provinciale e Gruppo consiuliare
FDI/AN Como