Prefetto e Questore danno il via al corso per addetti all’accoglienza

Sabato 21 ottobre scorso, Il Prefetto di Como, Bruno Corda ha dato l’avvio i lavori del l” Corso di formazione per addetti ai “Centri Straordinari di accoglienza”.

Il progetto, frutto di un gruppo di lavoro composto da rappresentanti della Prefettura, della Questura, dell’Università degli Studi dell’lnsubria, dell’Osservatorio giuridico  per  i  diritti  dei migranti, dell’Associazione Medici con l’Africa , della Caritas e dell’ACLI e del centro Studi dell’Associazione del Volontariato comasco,  è nato per offrire una concreta risposta di studio e di approfondimento teorico-pratico alle esigenze di maggior qualificazione delle diverse figure professionali e ai volontari impegnati nei servizi rivolti ai cittadini stranieri.

Il corso, strutturato in 9 incontri formativi, per un totale di 40 ore circa, si terra presso le struttura dell’Opera Don Guanella.

Proprio partendo dai servizi, il Prefetto, ha ricostruito gli eventi e le tappe della nascita del Centro Governativo per migranti transitati, elogiando i l lavoro svolto da tutti gli Enti Istituzionali del territorio e dalla locale rete del volontariato, “… per aiutare e indirizzare i migranti verso un percorso di legalità e di accoglienza” che li favorisca nell’intraprendere un percorso di integrazione. Il Prefetto ha sottolineato che gli operatori che frequenteranno il corso avranno un’occasione unica di continuare a lavorare sul monito di “fare squadra” ossia di confermare e incrementare il ruolo e il lavoro svolto dalle Istituzioni, in primis la Prefettura e la Questura , accanto alla efficiente rete di volontariato locale, che ha saputo leggere e raccogliere ogni diversa esigenza che si è prospettata.

E’ oggi fondamentale  che  la figura  dell’operatore  dell’accoglienza,  a fronte  della  complessità  ed estrema variabilità del fenomeno migratorio, perfezioni la sua preparazione  acquisendo competenze diversificate per meglio contribuire allo sviluppo dei processi di inserimento ed inclusione sociale, riducendo i rischi di emarginazione e isolamento.

Il Questore di Como, nel soffermarsi sul ruolo e l’attività della rete, ha sottolineato l’importanza di “sfatare il mito che l’immigrazione sia una competenza della sola Polizia” quanto invece un occasione per tutti gli operatori del settore di lavorare “meglio” con l’acquisizione delle giuste conoscenze.

Questo Corso di formazione  è stato progettato proprio per fornire ogni innovativo strumento metodologico agli operatori del settore e in particolare ai mediatori culturali,  affinché siano in grado di soddisfare le richieste di informazioni e di intercettare quelle di aiuto dei migranti.

Gli obiettivi  perseguiti, si possono  riassumere  nel “.…formare  per dare una corretta  informazione giuridica  ...”, elevando contestualmente  la professionalità  degli operatori.

La conoscenza, ha ricordato il Rettore Vicario dell’Università degli Studi dell’lnsubria, consente di poter gestire meglio e con maggior attenzione le problematiche del territorio legate all’immigrazione, prevenendo così fenomeni di devianza e di solitudine, offrendo contestualmente strumenti per impattare le diverse situazioni sociali emergenti.

Durante il corso di formazione verranno esaminate le diverse sfaccettature delle problematiche legate all’immigrazione, attraverso lo studio di diverse discipline scientifiche e giuridiche interconnesse, quali la salute globale (global health), il diritto sovranazionale ed interno, l’antropologia  culturale ed etnopsichiatria  Si terranno anche lezioni mirate alla promozione di tecniche innovative di mediazione, utili a dirimere contesti di conflitto. La finalità è quella di sviluppare le competenze utili nei contesti lavorativi in ambito sanitario, giuridico culturale e psico­ sociale.

Il successo dell’iniziativa  è confermato dall’elevato  numero delle richieste di iscrizione (oltre 110), e dalla successiva limitazione alla frequenza a soltanto 70 partecipanti, con l’incremento di ulteriori 20 posti sui 50 inizialmente programmati.

Ai 70 partecipanti, selezionati la maggior parte tra gli operatori dei centri di accoglienza straordinari e in minima operatori tra le associazioni di volontariato, che operano su vari fronti in materia di immigrazione, e le Forze di Polizia, verrà rilasciato un attestato di partecipazione.