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Blow Up. Torna al cinema restaurato il capolavoro di Michelangelo Antonioni foto

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Restaurato da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion con la supervisione del direttore della fotografia Luca Bigazzi, torna sul grande schermo “Blow Up” di Michelangelo Antonioni. Un capolavoro del cinema italiano diretto dal più americano dei nostri registi, giovedì 5 ottobre alle 21 sarà l’evento speciale dello Spazio Gloria di via Varesina.

L’importanza del film, al di là dei riconoscimenti di pubblico e di critica, viene confermata dalla storia delle sue interpretazioni. In fondo, Blow Up è uno dei film sul cui significato i critici si sono più esercitati: metafora dell’incipiente contestazione del Sessantotto, saggio filosofico sull’immagine e la sua riproduzione, autoanalisi d’artista, poesia sul cinema e sulle sue potenzialità, film d’autore travestito da opera hitchcockiana, sono soltanto alcune delle letture interpretative sorte intorno alla pellicola.

Ancora più importante è stata l’influenza esercitata dal film sul cinema successivo: quella figurativa su A Clockwork Orange di Stanley Kubrick, quella teorica su Blow Out (1981) di Brian De Palma, quella narrativa su Profondo rosso di Dario Argento (che utilizza David Hemmings in forma di “citazione vivente”).
(Roy Menarini, Blow Up, Enciclopedia del Cinema Treccani)

Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, è stato premiato al Festival di Cannes e ha vinto un premio ai Nastri d’Argento.

blow up cinema restaurato

Blow Up è uno dei più intriganti e raffinati film di Antonioni, una squisita ricerca espressiva al servizio di un’operazione di grande fascino intellettuale con attori impeccabili ed un’emblematica ambientazione londinese.

A Londra lavora Thomas, giovane affermato fotografo. Quasi per caso riprende in un parco le effusioni di una coppia, ma la donna vuole a ogni costo i negativi. Thomas, con un trucco, gliene consegna invece un altro e quando sviluppa le foto, ingrandimento dopo ingrandimento, intravede un cadavere. Tornato di notte nel parco, Thomas ritrova il cadavere, che però la mattina dopo è scomparso. Qual è la verità e quale l’illusione?

Molto liberamente tratto dal racconto di Julio Cortázar “la bava del diavolo”, sceneggiato da Antonioni con Tonino Guerra e il drammaturgo Edward Bond, Blow-Up dava una sintesi, nella Swinging London degli anni Sessanta, di quasi tutti i temi e sensibilità che sarebbero esplosi con il postmoderno. Dallo studio sulla città al potere conturbante degli oggetti (la mitica elica, i jeans bianchi e la macchina di Hemmings, la chitarra sfasciata di un concerto degli Yardbirds, fino al rullino fotografico, quasi un protagonista della trama), ai rapporti spaziali tra le persone, l’ossessione della moda, la confusione dei generi e su tutto la crisi del concetto di verità. Fino a uno dei finali più noti e citati di tutta la storia del cinema: l’impossibile partita di tennis di fronte alla quale Thomas capisce che l’essenziale è invisibile agli occhi.

 

Ingresso 5€ 

Riservato ai soci Arci

*In programmazione anche venerdì 6 ottobre alle 15:30*

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