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Migranti, le bordate di Svolta civica:”Questa giunta usa il pugno duro solo con i deboli…” foto

Traglio, Nessi e Minghetti all'attacco di Landriscina e dei suoi assessori per la gestione degli stranieri e le decisioni adottate a San Rocco. La nota ufficiale

Dopo la decisa presa di posizione di Alessandro Rapinese sui migranti e gli orari da rispettare per il centro di via Regina (bocciata la sua mozione in aula, ma lui vuole proporre un referendum ai comaschi), ecco anche le dure critiche alla giunta di Como per le sue recenti decisioni in zona piazza San Rocco: prima le panchine anti-bivacchi tolte, poi (domattina all’alba) una operazione di pulizia e disinfestazione della zona. Il gruppo consiliare di Svolta Civica – Traglio, Nessi e Minghetti – contesta apertamente queste scelte e propone soluzioni diverse. Ecco la nota ufficiale arrivata in queste ore in redazione
La giunta Landriscina ha scelto un metodo chiaro per agire: non dire nulla circa programmi e progetti, circa la visione della città, circa la direzione che si intende darle, ma agire con una serie di dimostrazioni di forza per far credere ai comaschi di essere una giunta efficiente e di saper usare il pugno duro, anche se solo contro i deboli.

Va letta sotto questa triste lente la serie di iniziative dichiarate e portate a termine dalla giunta a trazione leghista in queste settimane.

Nessuno nega che dove esistano condizioni di scarsa igiene il Comune debba intervenire pulendo e rendendo le aree pubbliche migliori, ma l’uno-due di piazza San Rocco, con l’inutile e puerile rimozione delle panchine e dalla successiva “disinfestazione”, per utilizzare il termine contenuto nel comunicato stampa diramato da Palazzo Cernezzi, hanno un significato chiaro, che va ben al di là dei fatti in sé.

L’assessore leghista Alessandra Locatelli ha già dichiarato la contrarietà ad attivare un programma SPRAR per la gestione dei rifugiati, programma, lo ricordiamo, che oltre a un coinvolgimento maggiore dell’amministrazione nella gestione del problema porterebbe a un alleggerimento del carico di rifugiati sul Comune, e ha dettato la linea chiaramente: Como non è una città di ponti, ma sarà una città di fossati, sempre più chiusa in sé stessa. 

Esattamente il contrario da quanto invocato dal vescovo Cantoni e da quanto auspicato da gran parte delle forze sociali, culturali ed economiche della città.

Se esiste un modo per non affrontare il tema dei migranti, questo è il “metodo Locatelli”. Ed è un metodo che alla Lega fa comodo, perché non risolve i problemi.

Del resto, tutte le dichiarazioni e le iniziative intraprese si qui dalla giunta vanno nella medesima direzione di chiusura, di ritorno al passato, di utilizzo strumentale della paura diffusa.

La cancellazione di un evento di enorme successo quale Manifest, in via Borgo Vico, le assurde velleità di voler riportare le auto nel centro cittadino (facendo l’esatto contrario di quanto fanno le più belle città di tutto il mondo), la lotta ai poveri invece che alla povertà sono tutte piccole e grandi prese di posizione che si inquadrano in una cornice triste e retriva e che vogliono dire una cosa: “Cari comaschi, qui si torna indietro”.

Noi crediamo che Como debba andare avanti e debba farlo con passo deciso. Affrontando i problemi con serietà e non facendo finta di risolverli con operazioni inutili dal sapore amaro del razzismo e dell’anacronismo.

Abbiamo deciso di avere un atteggiamento costruttivo nel nostro ruolo di opposizione consiliare e intendiamo restare fedeli a questo proposito. Come già detto in altre sedi, siamo pronti a collaborare e a offrire proposte.

Su un tema delicatissimo come quello delle popolazioni migranti abbiamo proposto gli SPRAR. Presto porteremo in aula una proposta che va nella direzione del coinvolgimento dei rifugiati in attività concrete nella nostra città (lavori di pubblica utilità). Proporremo nuovi progetti di integrazione che aiuteranno ad allentare la tensione sociale, invece di alimentarla.

Su piazza Roma e più in generale sulla mobilità cittadina, siamo pronti a dare il nostro contributo, confrontandoci serenamente e scevri da impostazioni ideologiche.

Questo è il nostro approccio. Il sindaco Landriscina può decidere se aprire al dialogo oppure se tirare dritto con “disinfestazioni” e “chiusure”.   

Vittorio Nessi, Barbara Minghetti, Maurizio Traglio