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Coprifuoco per i migranti di Como, il Pd non ci sta:”Sicurezza non vuol dire segregare” foto

Altro intervento nella discussione lanciata da Alessandro Rapinese. Oggi sono Fanetti, Lissi e Guarisco a spiegare la loro idea di accoglienza

A lanciare la discussione – con tanto di mozione già formulata da discutere in consiglio comunale a Como alla ripresa di settembre – è stato l’altro giorno a CiaoComo proprio Alessandro Rapinese. Ha proposto una sorta di coprifuoco per i migranti presenti a Como in attesa di asilo per evitare che possano andare in giro di sera e di notte, il tutto dopo gli episodi di rissa e aggressione avvenuti in città in questi giorni. Poi è stata la vice-sindaca Locatelli a dire la sua e, sostanzialmente, ad appoggiare Rapinese nella sua idea. Ieri a CiaoComo l’opinione de “La Prossima Como” ed oggi anche il Pd di Como ci ha inviato una nota che volentieri pubblichiamo

 

Sulla necessità di garantire la sicurezza per i cittadini di Como non abbiamo alcun dubbio. Ma rifuggiamo ogni proposta che odora di segregazione e di ritorno al passato”. Sono trancianti Stefano Fanetti, capogruppo del Pd in Consiglio comunale, e i due consiglieri democratici Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco, dopo aver letto i contenuti della mozione proposta dal gruppo consiliare Rapinese sindaco. “Proporre una sorta di coprifuoco che scatterebbe alle 20, cioè almeno due, tre ore prima dell’attuale orario di chiusura delle porte dei centri di accoglienza, non è soltanto un’idea poco originale e già rigettata da un Prefetto – aggiungono Fanetti, Lissi e Guarisco riferendosi al caso Domodossola –, ma anche giuridicamente discutibile e che introduce una forma di discriminazione. L’equazione richiedenti asilo uguale insicurezza è strumentale e non offre un approccio serio per gestire la questione dell’accoglienza”.

 

Insomma, per il Pd la sicurezza è “assolutamente necessaria, ma non è certo questa la strada: occorre piuttosto concordare interventi specifici con il Governo”. E ciò che stupisce di più i consiglieri democratici è che “la proposta viene da un gruppo consiliare guidato dalla stessa persona che, esattamente un anno fa, proponeva addirittura, sempre con una mozione, di istituire un albo dei cittadini comaschi benemeriti che avessero avuto la volontà di accogliere in casa propria i migranti che stavano vicino alla stazione di San Giovanni. La solidarietà e il senso per l’altro sono intrinseche al proprio modo di pensare: non cambiano a seconda delle situazioni a meri scopi politici e propagandistici”, concludono i tre esponenti Pd.