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Violenza sulle donne e sui minori: a Como uno studio sulla giustizia riparativa

Si è conclusa la Summer School in Restorative Justice & Serious Crimes ospitata dall’Università degli Studi dell’Insubria e organizzata dallo European Forum for Restorative Justice e dal Centro Studi sulla Giustizia Riparativa e la Mediazione (CeSGReM), un tema cruciale, soprattutto se letto alla luce della violenza contro le donne e le vittime “vulnerabili”.

E’ possibile intervenire con la mediazione dopo la commissione di un reato gravissimo? Quali benefici può avere la vittima da un confronto con l’autore del reato? Qual è il tempo opportuno per tentare una mediazione?

A questi interrogativi trentacinque studiosi provenienti da tutta Europa hanno cercato di trovare le risposte sotto la guida di due trainers, Kriste Buntinx (Belgio) e Vince Mercer (UK), esperti nella gestione di casi di violenza domestica, di violenza sessuale e di omicidio.

La Summer School è stata una grande opportunità per affrontare temi cruciali, con la speranza che la riflessione e la condivisione di sapere e best practices possa contribuire a un percorso di civiltà giuridica volto a superare la visione della risposta al reato come sola ritorsione. La tutela dei bisogni delle vittime, il loro bisogno di riconoscimento, di ascolto e di sicurezza sono la vera sfida, che passa proprio per un rafforzamento della giustizia riparativa.

Quest’ultima aiuta a ricostruire le relazioni interpersonali e la tenuta del tessuto sociale, tanto più minacciate quanto maggiore è la gravità dei reati perpetrati e a superare insieme le passioni tristi, la paura, la rabbia, il rancore, spesso vissute in solitudine.

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