CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Una collana, pegno d’amore, lunga 650 metri disegnata col tosaerba sul Bregagno fotogallery

“It’s a story about love…”, con queste parole più di cento persone sono state accolte sabato 29 luglio sui Monti di Labbio dall’artisata tedesco Ralf Witthaus all’inaugurazione di “Il tesoro smarrito”,  grande opera di land art ideata appositamente per questo luogo.  E’ una storia d’amore quella disegnata sui prati alle  pendici del Bregagno, sponda occidentale del lago di Como. Disegnata usando il tosaerba, la storia d’amore risale al ‘600 ed è tipica di questa zona dell’Alto Lario. Ma ve la raccontiamo partendo dall’opera di Ralf Witthaus che raffigura una collana di 79 grani più fermaglio finemente lavorato, lunga complessivamente 650 metri. L’opera è dolcemente appoggiata sul crinale verdeggiante e costeggia il sentiero. Il progetto verrà raccontato in due incontri guidati venerdì 4 agosto, altri ne seguiranno perciò tenere d’occhio il profilo fb. Per informazioni contattare il numero 347.4688997. L’opera d’arte sarà comunque visibile tutti i giorni gratuitamente per circa tre settimane, infine l’erba ricrescerà cancellandone ogni traccia.

Il tesoro ritrovato Ralf Witthaus per Overlaps

L’idea è dell’Associazione Overlaps il cui obiettivo è stimolare e dare vita a un dibattito pubblico sulla riconversione di paesaggi interrotti attraverso eventi artistici, un intento interessante dai risvolti, culturali ed economici (per chi vuole approfondire www.overlaps.it). La curatrice Chiara Dionisi, architetto e docente universitario, e Roberto Fusari, guida alpina, entrambi residenti in alto lago, hanno invitato Ralf Witthaus a realizzare un’opera sulle montagne sopra Musso.

Witthaus è famoso per esperienze artistiche intese come esperienze di paesaggio. Gli interessa sollecitare con le sue opere lo sguardo delle persone, in sosta o in movimento, e favorire cambi di percezione del paesaggio attraverso disegni tracciati nell’erba. Nel prendere informazioni sulle tradizioni del luogo in cui avrebbe dovuto realizzare il disegno, l’artista è venuto a conoscenza del perchè molte famiglie dell’alto lago, sponda occidentale, possiedono tra i gioielli di famiglia bellissime collane di corallo. Stiamo parlando di autentico corallo e di oggetti di buona fattura risalenti a diversi secoli fa.

E’ un fatto poco noto, specie lontano dai paesi che ne furono coinvolti, chiamato “emigrazione al contrario”. E tale in effetti è, almeno per noi che da secoli conosciamo flussi migrativi sempre e solo dal sud verso il nord della nostra penisola.
L’emigrazione ebbe luogo dalla metà del 1500 fino al 1800 inoltrato. Non fu dunque fenomeno effimero: durò quasi tre secoli. E coinvolse alcune migliaia di persone. Venivano dai piccolissimi insediamenti sopra Dongo, Gravedona, Domaso. Paesini come Germasino, Brenzio, Peglio, Livo, Vercana, Montemezzo, paesi poveri, difficilmente raggiungibili sopratutto a quei tempi, ed anche oggi fuori dalle rotte turistiche che fanno ricche le coste del lago. Ad emigrare, in tempi nei quali le donne erano rigorosamente dedicate alla cura dei figli e dei vecchi, erano sopratutto gli uomini. Si trattenevano al sud dai cinque ai dieci anni, quanti ne servivano per raggranellare un congruo gruzzolo facendo i muratori qualificati, gli scalpellini, gli stuccatori,  e tornavano generalmente ai loro paesi dove, in segno di riconoscenza, edificavano cappelle, quando non intere chiese. dedicate a Santa Rosalia, patrona di Palermo. I giovani emigranti erano soliti inviare come pegno d’amore, una collana alle loro promesse spose. Spesso si trattava di monili fatti di corallo, materiale mai visto al nord dalla gente del popolo.

Il tesoro ritrovato Ralf Witthaus per Overlaps

Le storie d’amore dietro queste collane, esotico patrimonio dei lagheè, hanno ispirato il disegno di Ralf Witthaus realizzato con il tosaerba. L’artista ha cominciato a lavorare su questa grande opera, visibile sulle pendici del Bregagno anche da bordo lago, solo il 18 luglio “Per me il paesaggio è come una tela” ha detto l’autore “sulla quale lasciano il segno molte persone. Solo attraversando questa tela possiamo conoscere, muoverci, vedere ed esistere appieno, e partecipare, lasciare a nostra volta tracce, entrare in contatto con gli altri”.

“L’opera, che è stata chiamata “Il tesoro smarrito”  proprio perchè il valore di questi luoghi non è andato perso, ma semplicemente smarrito e, anche attraverso operazioni come queste, lo si potrà ritrovare – dice la curatice Chiara Dionisi – è stata ideata appositamente per i monti di questo settore dell’alto Lario, e regalerà una serie di nuove suggestioni sul modo in cui questo territorio era abitato e usato fino a cinquant’anni fa. Camminare lungo il disegno sarà un modo, del tutto originale, per sperimentare il paesaggio e i suoi significati nascosti, alla ricerca del Lario di tanto tempo fa”.

Si può seguire l’evento sul profilo https://www.facebook.com/overlaps.it e sul relativo sito internet www.overlaps.it

 

(photo by Harald Neumann)