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Nostalgia delle fontane galleggianti?

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C’è chi a Lugano vorrebbe rivederle davanti al casinò dove mancano dal 1998, e c’è chi le rivedrebbe volentieri a Como, dove sei fontane galleggianti si accendevano ogni sera con colori diversi a una trentina di metri dalla riva di brutt, o riva del Voo se vogliamo seguire la denominazione ufficiale per il tratto che da Sant’Agostino porta a  Villa Geno. Stiamo parlando degli anni ’60 e le fontane galleggianti costituivano un’attrazzione turistica della città al pari, se non di più, del Tempio Voltiano, il Broletto ecc. ecc. Poi nel 1984 le fontane vennero dismesse. Chissa che fine hanno fatto, magari sepolte in qualche magazzino comunale, oppure definitivamente rottamate.

Sono in molti a credere che le fontane comasche siano finite a Lugano che, in realtà, aveva le sue di fontane e, per qualche anno, sui due laghi erano attive contemporaneamente. Nella città cantonese hanno continuato a funzionare per tre decenni spruzzando acqua colorata di fronte a quello che si chiamava Kursall. Un’attrazione finita in bella mostra anche sulle cartoline della Lugano di oltre vent’anni fa.

fontane galleggianti

Ora a Lugano è partita addirittura una mozione da parte di un consigliere comunale. La mozione “si pone come obiettivo quello di ripristinare con spirito di innovazione le fontane sul Lago di Lugano” e a tal proposito il consigliere ha anche lanciato un sondaggio per capire le opinioni dei concittadini in merito alle fontane e, fiducioso di un esito positivo, ha anche ricercato degli sponsor per finaziare l’opera.

Ma se gli svizzeri non le vogliono molti comaschi, invece, rivedrebbero volentieri quelle che negli anni ’70 galleggiavano lungo viale Geno attirando lo sguardo dei passanti sugli spruzzi colorati

fontane galleggianti

È la primavera del 1968: nella bellezza naturale del Lario si accendono le Fontane luminose. Il progetto è dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo molto attenta ad offrire occasioni di interesse e novità ai turisti che sempre in maggior numero raggiungono le sponde del Lario. L’Azienda è attenta anche a sensibilizzare i comaschi non sempre consapevoli del valore estetico (e di richiamo) delle acque del lago.

Le Fontane luminose servono anche a questo: a fissare lo sguardo sullo specchio d’acqua antistante la Funi-colare e chiudere la “panoramica” con la antica Fontana di Villa Geno: là è la potenza del getto bianco e spumoso; qui il colore e la varietà dei getti. La realizzazione delle Fontane è affidata alla Siemens Elettra di Milano e l’inaugurazione avviene (“alla presenza di tutte le autorità e di numeroso pubblico” scrivono le cronache) il 18 maggio: proprio all’inizio della stagione turistica.

fontane galleggianti

Le fontane sono sei, sistemate in due gruppi collocati a una trentina di metri dalla riva (quasi paralleli ai giardinetti terrazzati): quattro corpi galleggianti di 2.5 metri e due, centrali, di 3 metri. I proiettori colorati subacquei sono la novità che, attraverso la combinazione delle luci (bianco, rosso, verde e blu) , dà alle Fontane la capacità di attrarre lo sguardo da tutti i punti del primo bacino del lago. Non c’è sonoro e dunque sono chiamate “eau et lumière” e l’effetto è garantito da ugelli elettrocomandati che, un sistema nuovissimo di schede perforate consente di regolare a piacere. Il lavoro di collocazione e il perfezionamento degli effetti è realizzato da Gabriele Coduri de Cartosio l’uomo delle luci del Teatro Sociale di Como. Un capolavori di tecnica al servizio dello spettacolo del Lario.

Grazie alle ICOM. iCOMOgrafie di JSC15

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