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Goletta dei Laghi 2017: migliora il Lario, ma 2 punti su 5 indagati sono fortemente inquinati foto

Servono più investimenti e più civiltà da parte dei cittadini: troppi i rifiuti che finiscono nel lago

La qualità delle acque del lago di Como migliora, ma la situazione resta altalenante.

conferenza stampa goletta dei laghi 2017

A dirlo sono i risultati del monitoraggio di Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente che da 12 anni attraversa l’Italia per controllare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.
Questa mattina durante una conferenza stampa nella Sala Stemmi di Palazzo Cernezzi sono stati presentati i dati dei campionamenti effettuati sul Lario.

“La Goletta dei Laghi – ha spiegato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – ha il compito di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, la cui causa è principalmente legata all’inefficienza del collettamento fognario dei comuni interni e ai pochi depuratori presenti che non riescono a raccogliere tutte le acque reflue”.

In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico – effettuato lo scorso 30 giugno in determinati punti – sull’intero bacino del Lago di Como il laboratorio di Goletta dei Laghi quest’anno ha evidenziato 8 punti fuori dai limiti di legge sui 17 campioni oggetto dell’indagine microbiologica.
In particolare le analisi sono volte a individuare i batteri Enterococchi intestinali ed Escherichia coli e vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

Sulla sponda comasca sono stati registrati come fortemente inquinati i campioni prelevati a Dongo presso la foce del torrente Albano e ad Argegno alla foce del torrente Telo, a differenza della passata edizione dove i punti erano risultati entro i limiti di legge.
Positivi, invece, i campioni raccolti a Menaggio Lido presso la foce del torrente Senagra, Cernobbio alla foce del torrente Breggia e a Como presso la foce del torrente Cosia al canale del depuratore adiacente al Tempio Voltiano.

 

 

 

“La difesa dell’ambiente e delle acque del lago – ha dichiarato Gisella Introzzi,membro del direttivo del Circolo Vassallo Legambiente di Como – è importante anche a livello turistico: il Lario è il bacino con lo sviluppo perimetrale più grande d’Italia, 170 km: sarebbe da rendere tutto balneabile”.

Altro punto critico, monitorato da due anni, è quello delle microplastiche presenti nelle acque: particelle grandi non più di 5 mm il cui campionamento è ancora allo stato embrionale.
E impressionante, ha spiegato la biologa Lucia Coscia, la quantità di rifiuti plastici trovati sulle spiagge: dai cotton fiocc alle siringhe, dalle matite per occhi, gettati senza pensarci nel water, fino ai granuli contenuti nelle creme cosmetiche per gli scrub. Microscopiche “palline” di plastica utilizzate da molte aziende per i trattamenti di bellezza.

 sergio corda direttore comodepur

Presente alla conferenza stampa anche il direttore di Comodepur Sergio Corda: “Accolgo con soddisfazione – ha detto – l’esito dei rilievi. Il miglioramento degli ultimi anni significa che gli investimenti fatti sugli impianti sono stati efficaci. Bisogna investire adesso sulle reti fognarie, sarà possibile – ha concluso – solo con l’operatività di Como Acqua, ad oggi solo un pezzo di carta, che dovrebbe essere operativo entro l’anno prossimo”.