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Como: l’ascensore rotto, il disabile bloccato e poi le scuse del Comune foto

Arriva a CiaoComo lo sfogo di una nostre lettrice che spiega l'odissea per poter salire al primo piano. Palazzo Cernezzi: ecco cosa fare se avete queste esigenze.

La brutta storia di oggi a CiaoComo. La mail – cortese anche se venata di amarezza – di una lettrice che spiega l’odissea per poter portare il padre al primo piano del comune di Como e poi la replica di Palazzo Cernezzi con le scuse per il disagio patito. E un utile suggerimento a tutti coloro che, muniti di carrozzina, devono andare a sbrigare pratiche in Comune. Ecco cosa fare per evitare altri brutti pasticci come questo.
La lettera della nostra lettrice
Mio padre soffre da ormai più di sei mesi di osteonecrosi delle teste femorali con dolore somatico elevato anche a riposo, assoluta impossibilità al carico e alla deambulazione e disabilità grave. In parole povere è in grado di percorrere brevi tratti (dal divano alla camera da letto, o dalla camera da letto al bagno per intenderci), anche se ciò gli causa forti dolori, ma pensare di fare due rampe di scale con le sue gambe sarebbe impossibile e potrebbe portare a delle complicazioni.
Due rampe di scale come quelle che servono per raggiungere il primo piano del Municipio del Comune di Como: Municipio non a prova di disabile.
Questa mattina infatti, dopo aver fatto alcune commissioni, ci siamo recati in Municipio per alcune questioni personali da risolvere, ma ciò è stato impossibile: l’ascensore, unico mezzo che avrebbe potuto permettere a mio padre, così come a qualsiasi altro disabile, di raggiungere il primo piano, è guasto. Abbiamo poi provato a chiedere ad alcuni dipendenti se ci fosse un altro modo per salire, la risposta è stata un semplice no. Mio padre non ha voluto insistere, è un uomo molto orgoglioso e l’unica alternativa possibile, anche se non ci è stata nemmeno proposta, era quella di farsi portare in braccio da qualcuno fino al piano superiore. E credo che chiunque al suo posto avrebbe fatto lo stesso.
(Ci tengo a precisare che non faccio di questo una colpa ai dipendenti, non era sicuramente loro compito proporsi di aiutarci o trovare una soluzione, ma l’assoluto disinteresse, il non provare nemmeno a dire “aspetti che proviamo a chiedere a qualcuno se si può fare qualcosa” sì, dal mio punto di vista, sono una colpa)
Non so da quanti mesi l’ascensore in questione sia fuori servizio, i dipendenti con cui abbiamo parlato hanno lasciato intendere che non sono pochi, ma so per quanto tempo mio padre dovrà portarsi dietro l’umiliazione di non aver potuto fare una cosa così semplice come salire al primo piano di un edificio pubblico: molto tempo.
Credo che nel 2017 non sia più possibile che accadano cose del genere, ma soprattutto non credo sia possibile che nessuno denunci e tutti se ne freghino.
È facile per i politici fare campagna elettorale e dire cose belle (e qui non si parla di destra o di sinistra, ma di tutti) ed è ancora più facile per i cittadini lamentarsi delle cose più banali che non vanno nella città, solo per il gusto di lamentarsi, ma per un disabile fare anche solo due gradini non è facile.
La replica del Comune di Como affidata all’Ufficio pubbliche relazioni.
Non sappiamo che ascensore ha cercato di usare la signora. quello nel palazzo antico, accanto all’urp, è un vecchio ascensore piccolo che effettivamente funziona a singhiozzo e spesso è fuori servizio. Ma esiste un altro ascensore a norma dietro all’anagrafe, tra cortile nuovo e cortile vecchio, funzionante che porta al primo piano del palazzo nuovo. Da lì percorrendo i corridoi si può arrivare anche al primo piano del palazzo vecchio.
Di solito i dipendenti indicano che c’è questo secondo ascensore e che comunque quando c’è una persona disabile basta chiedere agli uffici e spiegare di cosa si ha bisogno e il personale dell’ufficio in cui deve andare il disabile scende per parlare e sbrigare le pratiche magari sistemandosi provvisoriamente negli spazi dell’Urp che sono facilmente raggiungibili e accessibili con la carrozzina. Chiaro che chiediamo scusa alla signora ed al padre per il disguido provocato, ma ci teniamo a precisare che chiedendo agli uffici competenti il problema è superabile in pochi attimi. Questo deve valere anche per il futuro a chi ha necessità simili.