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“Costellazioni”sul lago di Como. Dall’1 luglio il festival Musica sull’Acqua foto

Musiche e melodie che si influenzano e si specchiano le une nelle altre, opere diverse che sono però parte di un unico mondo sonoro, come all’interno di un sistema solare: è “Costellazioni” il suggestivo tema della tredicesima edizione del Festival Internazionale “Musica sull’Acqua”, in programma dall’1 al 22 luglio in due luoghi straordinari intorno al lago di Como quali l’Abbazia di Piona a Colico  e la chiesa di S. Maria del Tiglio a Gravedona.

La manifestazione accenderà di musica anche la città di Colico con gli appuntamenti del Caffè del Festival: piccoli concerti con programma a sorpresa da assaporare insieme a un buon bicchiere di vino sulle rive del lago in compagnia di artisti internazionali ospiti del Festival.

festival musica sull'acqua

Prendendo spunto dalla celeberrima partitura di The planets di Gustav Holst, un’opera di grande suggestione e di raro ascolto in Italia, che sarà eseguita durante il Festival nella versione originale per due pianoforti – racconta Francesco Senese direttore artistico del Festival – il programma di quest’anno vuole costruire un arco che spazi nella produzione musicale del primo Novecento, nella storia più recente come nel mondo romantico ed antico, gustando i numerosi colori e profumi di questa ricchissima produzione musicale. E lo facciamo grazie alla voce di tanti amati musicisti che da anni sono con noi durante questo mese di festival e di nuovi amici che ci onorano della loro attesissima presenza, come il contralto Sara Mingardo, per un percorso di musica insieme anche ai giovani degli atelier che si arricchiscono con un programma orchestrale speciale che vuole far crescere sempre più questo progettoUn grazie speciale va al Maestro Bernard Haitink, a Velasco Vitali e a Guido Barbieri, componenti del Comitato artistico d’onore della manifestazione, che con la loro presenza ci onorano e sostengono condividendo gli ideali più profondi del nostro festival dandogli ancor più forza e profondità.”

 

festival musica sull'acqua

Otto gli appuntamenti in calendario durante tutto il mese di luglio, alternando partiture più note al grande pubblico a proposte più ricercate. L’inaugurazione sarà sabato 1 luglio (ore 21) all’Abbazia di Piona con la grande musica da camera di Brahms e Schumann, due ‘stelle fisse’ della musica strumentale dell’Ottocento, di cui si ascolterà del primo il Trio op. 114 nella più rara versione per viola, pianoforte e violoncello, e del secondo lo splendido Quintetto in mi bemolle maggiore op. 44 per archi e pianoforte. Ne saranno interpreti al pianoforte Michail Lifits – brillante interprete di fama internazionale che il Festival ha il piacere i ospitare per la prima volta e Benedetta Senese, Francesco Senese e Verena Maria Fitz al violino, Simone Briatore alla viola e Christophe Morin al violoncello.

 

Ancora all’Abbazia di Piona, venerdì 7 luglio (ore 21) per il secondo appuntamento del Festival, e l’attesa esecuzione di The Planets di Gustav Holst (1874-1934): un’opera di grande suggestione e di raro ascolto in Italia, scritta dal compositore inglese tra il 1914 e il 1916, che sarà eseguita da Enrico Pace e Igor Roma nella versione originale per due pianoforti. Sette movimenti – ciascuno ha per titolo il nome di un pianeta e il suo carattere astrologico -, che saranno impreziositi dalla presenza dei ragazzi degli atelier del festival, impegnati nelle azioni sceniche con il Corpo Mimico del Festival guidato da Tony Lopresti, e nell’Ensemble di percussioni del Festival diretto da Christian Guyot, di cui sarà eseguito ad apertura di concerto La voie Lactée.

 

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Una presenza che dà ancor più lustro a questa edizione del Festival, è quella di Sara Mingardo, uno dei migliori contralti oggi di fama internazionale, per la prima volta ospite del Festival. Sabato 15 luglio sarà protagonista di un concerto notturno (ore 22.30) nella cornice magica della Chiesa di Santa Maria del Tiglio a Gravedona. Con l’Orchestra giovanile del Festival presenta un programma di musica barocca del Seicento italiano – pensiamola pure come una stella antica eppure ancora così luminosa – alla ricerca degli “affetti in musica” di Monteverdi, Cavalli, Marini, Falconiero, Uccellini e Salvatore.

 

Dalla stella del barocco, si passa a una stella giovane, ma già luminosa e ancora in espansione, qual è la musica americana del primo e secondo Novecento che Andrea Rebaudengo (pianoforte), Francesco Senese (violino) e Roberto Armocida (saxofono) eseguono nel concerto di chiusura del Festival venerdì 21 luglio (ore 21) all’Abbazia di Piona. Accanto a nomi come Gershwin o Cage, entrati già in repertorio, si affianca una nuova costellazione, quella disegnata da musicisti irregolari come John Adams, Aaron Jay Kernis, Phil Woods e John Williams: stelle di diverse luminosità e magnitudo, ma riuniti dalla passione per il suono nuovo: il suono di fine Millennio.

 

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A completare il programma tornano i Caffè del Festival (domenica 2 e sabato 22 luglio, ore 18), appuntamenti a bordo dell’acqua nella piazza di Colico: un’occasione conviviale e informale per conoscere più da vicino gli artisti gustando musica per il grande pubblico. Domenica 2 luglio l’appuntamento è all’Enoteca Portovino, mentre il 22 sarà all’Hotel Risi, ospite d’eccezione Victor Morosco, uno dei più grandi jazzisti saxofonisti americani. Domenica 9 luglio invece la musica accompagnerà il Caffè del mattino (ore 9.30) con l’appuntamento A colazione con…, ospite il Quartetto Matamoe impegnato nel Quartetto in la minore op. 13 di Mendelssohn.

 

Anche quest’anno anteprima del Festival saranno gli atelier: i tradizionali laboratori creativi di manipolazione dell’argilla, percussione, mimo, orchestra, dedicati ai più giovani e in programma dal 26 giugno al 7 luglio. Un nuovo approccio alla fruizione e all’esperienza musicale, che permette l’incontro tra arti diverse, promuovendo la formazione e la divulgazione musicale e puntando sempre a un livello artistico altissimo.

Quella degli Atelier è un’attività ormai consolidata e negli ultimi anni è cresciuta molto diventando sempre più importante: la gestione è sempre più complessa e i costi più corposi, ecco perché da quest’anno è possibile sostenere il progetto atelier grazie a una specifica campagna di crowdfunding il cui ricavato sarà utilizzato per retribuire gli artisti che terranno i laboratori, acquistare i materiali necessari a svolgere le attività e coprire i costi per l’allestimento degli spettacoli che verranno realizzati coi partecipanti durante il periodo del festival. Sulla piattaforma produzionidalbasso.com tutte le info