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Claudio Villa disegna la canzone “Sciur Capitan” di De Sfroos. Intervista

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C’è tempo fino al 5 luglio per ammirare una canzone. Si, ammirare come la canzone “Sciur Capitan” di Davide Van De Sfroos ha ispirato un racconto illustrato da Claudio Villa, grande illustratore comasco legato a Tex di cui continua a curare le migliori copertine, ma già in passato attratto dal mondo delle canzoni. (anni fa illustrò un brano di Claudio Baglioni), e sensibile alle storie di vite sofferenti, come quelle cantate da Davide in “Sciur Capitan”.  

Attraverso 18 bozzetti  Claudio Villa ha disegnato la vicenda del soldato che non voleva più fare la guerra con molta delicatezza, non invadendo la versione ufficiale, eppure dando una sua interpretazione del finale che nella canzone di Davide Van De Sfroos non è esplicato.

“E’ un omaggio “comasco” ad un grande personaggio comasco della canzone che con la sua poesia fa viaggiare sulle onde delle sensazioni”. dice Claudio Villa

La mostra “Sciur Capitan” è ospitata allo Spazio The Art Company in via Borgovico 163 a Como fino al 5 luglio. L’ingresso è gratuito e gli orari sono da lunedì a venerdì 15.00 – 19.00

Abbiamo incontrato Claudio Villa direttamente in mostra e ci ha guidato nella storia di Sciur Capitan

 

Un pensiero del critico Alessio Brunialti

“E tu che cosa fai?”. “Faccio il cantautore!”. “No, ma intendo: qual è il tuo lavoro vero?”. Sostituite pure la parola musicista con l’ancor più avvilente termine “fumettaro” (perché in più di 100 anni non si è cercata una definizione migliore per descrivere chi realizza i fumetti) e vi renderete subito conto che queste due professioni hanno un fondamentale punto in comune. Entrambe piacciono alla gente, la divertono, la intrattengono. Entrambe possono esprimersi a vari livelli: quello puramente superficiale e sbarazzino, ma anche strati più profondi per portare a riflettere, a comprendere, a migliorare se stessi. E, fatalmente, entrambe queste arti – sì, arti – sono enormemente sottostimate perfino da chi le adora. Come se una canzone si scrivesse da sé, come se le parole uscissero magicamente già in fila trovando immediatamente collocazione a cavallo di note che sono sempre state lì ad aspettarle. Oppure come se l’albo di Tex – per fare un esempio mirato – arrivasse in edicola ogni mese come per magia. Eppure basterebbe soffermarsi sulla copertina, realizzata con una precisione anatomica certosina, formalmente impeccabile, ma al contempo ricca di personalità, capace di descrivere in una sola immagine un ambiente al contempo realistico, ma anche fantastico, basterebbe quel primo impatto per capire che quella del “fumettaro” è arte nobile e non semplice. Soprattutto se si è Claudio Villa, illustratore di prima grandezza incapace di lasciare al caso qualsiasi dettaglio in uno dei suoi meravigliosi capolavori. Le sue pennellate non sono in fondo differenti da quelle che un poeta e musicista come Davide Van De Sfroos imprime alla sua tela sonora per arrivare a una canzone come Sciùr Capitan, un piccolo “film per le orecchie”, per rubare una felice espressione a Frank Zappa. Ora diventa una festa anche per gli occhi grazie a Villa e alla sua capacità di sceneggiare e trasformare in visione le suggestioni delle parole e delle note di Bernasconi. Nei fumetti, anche in quelli bonelliani che Claudio disegna e che Davide legge da quando era bambino, non sono infrequenti i cosiddetti team up: due eroi di testate diverse si uniscono per combattere un nemico comune. In questo caso due artisti di due mondi differenti, ma come abbiamo visto fin troppo affini, si trovano a collaborare per parlare della guerra, della solitudine, della morte, dell’uomo. Ecco qual è il lavoro vero di questi due artisti.

Claudio Villa dopo il liceo artistico frequenta lo studio di Franco Bignotti (Mister No, Zagor, Martin Mystère) dove impara e affina la tecnica del fumetto.

Nel 1982 approda alla Sergio Bonelli Editore e viene aggiunto allo staff di Martin Mystère. Dopo quattro episodi viene chiamato a disegnare il personaggio più famoso della casa editrice milanese: Tex. Nel 1986 gli viene affidato lo studio dell’immagine di due personaggi: Dylan Dog (su testi di Tiziano Sclavi), di cui diventa il copertinista ufficiale fino al numero 41, e Nick Raider (su testi di Claudio Nizzi).

Copertina di Devil/Capitan America: Doppia Morte.

Nel 1994 gli viene assegnato, in sostituzione di Galep, il prestigioso incarico di copertinista ufficiale di Tex, di cui ha realizzato anche molti episodi, uno dei quali (il numero 501 intitolato Mefisto!, luglio 2002), ha visto il ritorno del più grande nemico di Tex: Mefisto.

Nel 1996 realizza (sceneggiatura e disegni) con Claudio Baglioni il fumetto Le vie dei colori, ispirato dall’omonima canzone del cantautore romano. Protagonista Dylan Dog, è stampata per la prima volta su Tutto Musica e Spettacolo (ottobre), in seguito ristampata in Dylan Dog Superbook n. 23 (settembre 2002).

Nel 2006, su testi di Tito Faraci, ha disegnato una storia con protagonisti personaggi Marvel Comics, prodotta direttamente dall’italiana Panini Comics: Devil/Capitan America: Doppia Morte, pubblicata in doppia versione, edizione cartonata in formato francese in bianco e nero e in edizione brossurata in formato americano a colori (con i colori di Fabio D’Auria).
Attualmente sta lavorando ad un Texone.

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