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Maurizio Nichetti ai microfoni di Ciao Como

Maurizio Nichetti ha presentato a Parolario 2017 la sua Autobiografia Involontaria e ha fatto riflettere e divertire il pubblico con aneddoti della sua carriera che hanno tanto da dire sul mondo del cinema, e in generale dello spettacolo, degli ultimi 40 anni.

Hai microfoni di Ciao Como, ha spiegato come sia nato questo libro edito da UTET e si è tolto anche qualche sassolino riguardo alla TV di oggi.

Un libro multimediale, visto che basta scaricare un’app gratuita e inquadrare il barcode in quarta di copertina per vedere filmati e foto selezionati dall’autore per arricchire il testo.

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Strapiena la Sala d’Onore di Villa Olmo per questo artista a 360°, che non ha mai rinunciato a nessuna della sue attività, ma tutte le ha sempre gestire fuori dal coro, lontano dal bel mondo del cinema romano, delle ville, dei capodanni a Cortina, “Vivo ancora in Melchiorre Gioia…”. La via di Milano dove viveva quando ha scritto e diretta Ratataplan, dove sono ambientati i suoi celebri film. “Tutti prototipi, spero. Ecco cosa è per me il cinema, lo diceva anche Cristaldi (Suo storico produttore – N.d.R.), regalare al pubblico una serie di prototipi. Non mi è mai interessata la serialità”.

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“È un libro scritto da uno che fa il cinema, non da uno che fa i libri. Volevo far visualizzare al lettore delle immagini che lo catapultassero in un mondo che non c’è più. O che è molto diverso da prima”. Ma non è un nostalgico Nichetti: “Molte cose sono migliorate, ma alcune – e nel nostro video vi spiega bene quali – non mi vanno proprio giù”.

Stoccata anche per la classe politica: “Ci sono dei nuovi movimenti, formati da gente giovane, il che sarebbe un bene, se non fosse che secondo me sono ragazzi che non hanno mai visto Stanlio e Ollio, o Chaplin, e per me questa è ignoranza”.

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Presentato da un visibilmente emozionato Paolo Lipari, regista a sua volta e perfetto in questa veste di relatore, Nichetti ha assistito insieme al pubblico alla proiezione di Ratataplan, per finire con il ricordare quello che dovrebbe restare il grande insegnamento di un grande artista: il cinema è scuola di semplicità.