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Voto chi?

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Vigilia di una importantissima tornata elettorale per Como. Eleggere il nuovo sindaco non è cosa da poco soprattutto ora che la città ha tanta voglia di riscattarsi da un ventennio sui toni del grigio.

Sette candidati, tutte brave persone, sette programmi, tutti bei programmi che disegnano una Como da cartolina dove tutto è bello, ordinato, efficente e sicuro.

Caspita…chi voto? L’italiano, e il comasco non fa eccezione, nell’esercitare la sua funzione (diritto e dovere), di elettore comincia ad “andare insieme”. Non per niente il cinema italiano ha spesso colto questa italianità di fronte alle elezioni

Ricordate Totò e la celebre scena del film «Gli onorevoli» (1963), in cui il mitico comico si affacciava alla finestra per invocare «Vota Antonio La Trippa!!»? Presumo di sì. Per restare nella comicità, che per fortuna da sempre, anche all’epoca dei greci e dei romani, accompagnato le vicende politiche e dei potenti, cito un altro paio di film: «Fantozzi subisce ancora», il quarto della serie fantozziana (1983, vent’anni dopo Totò). Fantozzi, ovvero Paolo Villaggio, indeciso su chi votare, si siede davanti alla tv e segue tutti i dibattiti elettorali. Alla fine, si chiude nella cabina per lungo tempo e esce solo dopo aver tirato lo sciacquone.

E l’emigrante di ritorno in “Bianco rosso e verdone” ?  Magari vorremmo fare anche noi come Ametrano (qualche volta)

Infine, «Qualunquemente» (2011): Antonio Albanese, irresistibile nel ruolo del personaggio Cetto La Qualunque, in comizi in cui promette a vanvera di esaudire i bisogni della gente («Cosa intendo fare per i poveri bisognosi?

 

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