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Riaperta la Motorizzazione, ma sotto sequestro alcuni uffici: ecco le immagini fotogallery

Sigilli all'interno della struttura di Camerlata dopo lo choc per il fermo di un funzionario. Anche il suo ufficio sigillato. Ecco come funzionava il sistema-mazzette.....

Dopo la chiusura di ieri, in seguito allo scossone dell’inchiesta sulle presunte mazzette per il rilascio – senza obbligo di frequenza – del cosidetto Cqc, oggi la Motorizzazione civile di Como è tornata all’attività di tutti i giorni. Uffici al pubblico riaperti, struttura pure. Resta lo choc e lo sconcerto per il fermo – è nel carcere del Bassone dove ora verrà interrogato – di Antonio Pisoni, funzionario dirigente responsabile della direzione territoriale dei trasporti di Como, accusato di associazione per delinquere, corruzione, falso materiale e falso. Pisoni ha 60 anni ed è varesino di Olgiate Olona

Le autoscuole coinvolte nell’inchiesta coordinata dal Pm Astori sono tre: l’autoscuola “Luigi” con sede legale a Mozzate e filiali a Lomazzo, Uboldo, Origgio e Appiano Gentile; l’autoscuola “Albini” con sedi a Gravedona e Dongo, collegata all’autoscuola “Lario S3” e infine l’autoscuola Catelli, forse la più importante e grossa del territorio con sede a Uggiate Trevano e filiali a Como in via Pio XI e via Asiago, a Binago, a Olgiate e a Faloppio.

Riaperta la Motorizzazione, come detto, ma chiusi sempre alcuni uffici della struttura. Si tratta di alcuni dove sono custodite le pratiche relative proprio al rilascio di questi certificati (foto sopra). Qui ieri sono arrivati gli uomini di Polizia e Finanza ed hanno apposto i sigilli all’ingresso. Non si può entrare.

L’inchiesta della Procura di Como – cui hanno collaborato Finanza e Polizia – è partita da una anomalia segnalata alle iscrizioni ai corsi delle autoscuole coinvolte per il conseguimento delle abilitazioni necessarie alla conduzione di un camion: la cosiddetta Carta di qualificazione del conducente (Cqc appunto, sorta di patente speciale che va rinnovata ogni quinquennio) e la cosiddetta Adr, l’abilitazione speciale al trasporto di merci pericolose. Il teorema dell’accusa è questo: Pisoni e i coinvolti delle autoscuole avrebbero agevolato decine e decine di autotrasportatori per facilitare – se non evitare proprio dietro pagamento di mazzette – corsi ed esami relativi.