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Oggi l’addio a Zia Fausta al Cimitero Monumentale

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L’opera di “zia Fausta” – “aunty Fausta” la chiamavano là, in India, dove sempre l’attendevano – continua. Ne è un segno ciò che è accaduto anche subito dopo la scomparsa di Fausta De Martini, cui si darà addio oggi, lunedì 15 maggio alle 15, nella cappella del Cimitero monumentale di Como.

E il fatto che il dono delle sue cornee consentirà ad altri di finalmente vedere emoziona ancora di più leggendo le riflessioni di una delle suore missionarie che zia Fausta considerava consorelle. Si chiama suor Bertilla, e appresa la notizia della scomparsa di Fausta De Martini ha scritto che fra le varie infrastrutture di cui nel subcontinente indiano era stata infaticabile artefice, più di tutte amava la comunità della cieche: “Qui le bambine non vedenti ogni anno l’attendevano con ansia. Le bimbe erano così affezionate a lei che non passava giorno che col pensiero e con la preghiera non fosse annunciato il suo nome. Lei, Fausta, appena arrivava alla Missione, le chiamava e le abbracciava ad una ad una”. Garantire l’autosufficienza alimentare alle piccole ospiti della grande casa costruita per loro ad Athani, nel Karnataka, dove la cecità infantile è endemica era stato l’obiettivo, conseguito da zia Fausta l’anno scorso nel concerto di una missione quasi trentennale cominciata con i 200 bambini di Shantinagar – per loro aveva fatto costruire uno studentato aiutandoli a crescere con una buona educazione scolastica – poi era approdata a Kudappa, Halia, Tipparty, Vinukonda. Di regola là dove non arrivavano altri, perché se c’erano poveri da aiutare a lei premevano sempre i più poveri. E anno dopo anno sollecitava il contributo degli amici: Comune e Casinò di Campione d’Italia sono fieri di essere partner “storici” della manifestazione – “Un ballo per la vita” – principale cespite dei finanziamenti dell’attività umanitaria dispiegata da zia Fausta in India.

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