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Migranti, una mostra per parlarne con le foto di Carlo Pozzoni e Mattia Vacca foto

Uno dei primi titoli apparsi sui quotidiani nel luglio 2016 recitava: “Migranti a Como, l’invasione silenziosa”. Erano i primi gruppi di persone, perloppiù eritrei e somali, respinti alla frontiera svizzera nel loro viaggio verso il nord Europa. Poi sono iniziati anche i rumori: gli appelli prima, gli strepiti e gli slogan dopo, ma anche le note delle feste improvvisate nel campo che andava espandendosi dalla stazione ai giardini adiacenti. Così la città di Como ha acquisito un posto di rilievo nella mappa delle rotte dei migranti verso l’Europa, accanto a luoghi già tristemente famosi come Idomeni, Lesbo, Ventimiglia o Lampedusa.

Le immagini delle indegne condizioni di vita a cui erano costretti i migranti respinti alla frontiera e precariamente accampati alla stazione S. Giovanni sono rimbalzate su tutti i principali canali di informazione e hanno destato le coscienze sui problemi delle donne e degli uomini richiedenti asilo. Gran parte di quelle foto sono opera di Carlo Pozzoni e Mattia Vacca, foto giornalisti comaschi che hanno seguito per molte settimane gli avvenimenti nei pressi della stazione di Como e ora quegli scatti sono raccolti nella mostra “MIGRANTS – donne e uomini oltre le frontiere”  che sarà inaugurata oggi ore 18.30  allo Spazio Natta in centro storico.

MIGRANTS mostra fotografica

Donne e uomini oltre le frontiere dice il titolo dell’esposizione, per molte di queste persone le frontiere pesano come i muri di una fortezza e impediscano loro di vivere una vita degna di questo nome. Oggi l’accampamento è stato smantellato, ma non per questo il problema è meno reale. Al contrario, oggi sono a noi invisibili, ma i loro destini sono ancora bloccati qui.

Perchè questa mostra? Lo spiegano Carlo Pozzoni, Mattia Vacca e don Giusto Della Valle 

“Questa mostra nasce proprio con lo scopo di riproporre le immagini di quei giorni per ridestare l’attenzione di una città che riteniamo troppo sopita sul problema dei migranti, quando non addirittura ostile ad essi” dice Carlo Pozzoni, per questo motivo,
a fianco delle sue fotografie e a quelle in bianco e nero di Mattia Vacca verranno esposti alcuni oggetti che sono appartenuti a questi uomini, donne, e bambini nei loro giorni di vita precaria davanti alla stazione di San Giovanni.

MIGRANTS mostra fotografica

La mostra sarà introdotta dalle parole di Don Giusto Della Valle, parroco della parrocchia di Rebbio, che sin dall’inizio è stato in prima linea al fianco dei migranti giunti fino a Como. Ancora oggi, l’impegno di Don Giusto è fondamentale nel fornire accoglienza incondizionata a tutti i migranti ancora presenti in città. “Per questo motivo, riteniamo importante che la mostra possa avere utilità concreta devolvendo l’intero ricavato alla parrocchia di Don Giusto” afferma Mattia Vacca.

A conclusione della mostra, tutte le immagini esposte saranno vendute all’asta, e per l’occasione verranno resi disponibili alla vendita anche due quaderni con una foto per ogni autore in copertina.
La mostra è patrocinata dal Comune di Como, dalla parrocchia di Rebbio e dall’Associazione Migrants Como, e si inserisce all’interno del programma di “Intrecci di Popoli”, progetto comunale dedicato alle comunità straniere presenti sul territorio comasco.

La mostra proseguirà fino a domenica 21 maggio aperta da martedì a venerdì dalle 14 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19.
Per tutta la sua durata, la mostra verrà custodita da alcuni rappresentanti delle stesse comunità di migranti.

Nel periodo dell’esposizione sono previsti due incontri di dibattito. Il 10 maggio fornirà la propria testimonianza personale
Asat, ex-profugo afghano da qualche anno in Italia, dapprima ospitato da una famiglia comasca e ora completamente integrato nella comunità cittadina. Il 17 maggio sarà invece lo stesso Don Giusto Della Valle a raccontare la sua esperienza di impegno quotidiano con i migranti.

migrants
donne e uomini oltre le frontiere

dal 6 al 21 maggio 2017
Spazio Natta
Via Natta 18 – Como

MIGRANTS mostra fotografica

Un pensiero da don Giusto

Come gente sbandata, senza riferimenti, il Vangelo direbbe “come pecore senza pastore”: è l’immagine dei tanti migranti accalcati alla Stazione San Giovanni di Como dal luglio 2016 che mi porto nel cuore. La stessa immagine su scala minore si ripropone in questi giorni.
Como è città di frontiera non solo per i frontalieri italiani ma anche per migliaia di Migranti che tentano, attraverso la Svizzera, di arrivare in Germania, e non riuscendoci vengono respinti a Ponte Chiasso.
Una città di frontiera necessita di mentalità, di servizi e di strutture che la rendano tale, ma a tutt’oggi la Città di Como nella sua amministrazione non si rende conto o non vuole rendersi conto
della realtà mutata. Personale dedicato? Strutture dedicate allo scopo? Non se ne parla!
E l’ingiustizia di parte del patrimonio immobiliare comunale lasciato a far nulla continua.

MIGRANTS don Giusto

La Parrocchia di Rebbio e i tanti cittadini comaschi e ticinesi che a Rebbio hanno trovato un laboratorio aperto all’accoglienza stanno contribuendo insieme a tanti altri cittadini e realtà associate a costruire un pezzetto di città aperta e conviviale.
Tanti volontari con competenze diverse curano la prima accoglienza in strada, l’ascolto, lo scambio, l’accompagnamento giuridico-legale, il vitto e l’alloggio, l’orientamento a corsi di formazione e l’avviamento al lavoro. L’aiuto economico e i rifornimenti alimentari ci arrivano in egual misura dal Canton Ticino e da Como.
Questo lavorio di accoglienza è dovere di giustizia, non è un “di più”, non è misericordia: è giustizia! È un diritto dell’uomo ad ogni latitudine essere accolto in un paese in cui è forestiero e accogliere chi viene straniero nel suo paese.
Forza vecchia Como, apri il tuo cuore, le tue porte in modo intelligente agli uomini e donne che vengono da altri paesi. Educa, forma e lasciati formare ed educare da questa umanità che nel
deserto, nelle prigioni libiche e in mare è passata attraverso tre rischi mortali.

Giusto Della Valle