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LakeComo Festival e Festival della Luce: concerto di colori alla Gallietta foto

All’incrocio esatto tra musica e colore c’è il  Chromoconcerto®, appuntamento del 5 maggio nato dalla collaborazione tra il LakeComo Festival e il Festival della Luce, due prestigiose manifestazioni in corso a Como in questo periodo. Prestigiosa anche la location, in centro città, ma solitamente chiusa al pubblico: Villa Saibene. altrimenti detta La Gallietta, in piazza Amendola 33. (In caso di pioggia il concerto sarà nel foyer del Teatro Sociale).

Si dice che la musica sia un rito magico che spinge la mente e il cuore oltre i limiti del visibile. Quando si interpreta una grande opera non si può che essere travolti dalla forza di quella vita donata alla nascita di un frammento di bellezza. Come nella musica, così nell’opera visiva.

Il Chromoconcerto® è uno spettacolo concerto dedicato all’atto creativo e al connubio tra arte visiva e sonora. Sul palco si genera una danza tra la musica e i colori che produce una creazione in constante trasformazione. Non effetti di luce fine a se stessi ma una pittura fatta di luce.

La corrispondenza tra la luce e il suono, scientificamente provata da Newton, trasforma la musica in luce e colore. Un pianoforte suona e gli sfondi colorati di uno schermo cambiano a seconda delle modulazioni e dei passaggi da una tonalità all’altra, da Bach a Rossini e Chopin, fino alla spettacolare tavolozza di Scriabin e Debussy, che creano sullo schermo come un quadro impressionistico.

I colori dell’iride sono sette, esattamente come le note, e diventano 12 considerando quei cinque colori di passaggio riportabili ai semitoni. La relazione è costruita sulle frequenze. I colori vibrano come i suoni, ma a una frequenza molto più alta. A una frequenza più bassa le vibrazioni sono soltanto udibili: mantenendo le proporzioni, basta demoltiplicare i terahertz per avere gli hertz corrispondenti. Lo spiega così Pierpaolo Venier, l’ideatore del Chromoconcerto: «Lo spettro dei colori va dai 400 agli 800 terahertz, frequenze visibili ma non udibili. Attraverso un demoltiplicatore si arriva a una decina di hertz che corrisponderebbero al primo Do udibile dall’orecchio umano».

Partendo dunque dalle teorie di Pitagora e Newton e dai tentativi di Scriabin di visualizzare i colori, nasce il Chromoconcerto che avvolge il pianoforte suonato da Alessandro Marangoni mentre vengono proiettate in perfetta sincronia dal vivo, attraverso uno speciale software appositamente creato, le note suonate sul pianoforte, che assumono i colori secondo il “cerchio di Newton”.

Suono, colore e emozioni si mescolano per uno spettacolo unico al mondo.

lakecomo festival 2017

Venerdì 5 maggio

ore 21.30

Palazzo Saibene – La Gallietta

Chromoconcerto®. Alessandro Marangoni (Pianoforte), Stefano Sgarella e Michele Ciardulli (Regia),  Carlo Caiaffa (Allestimento e VJ),  Veronica Gariboldi (Grafica)

JS Bach: Preludio e fuga n. 1 (dal “Clavicembalo ben temperato”, Libro I)

JS Bach/Busoni: Nun komm’ der Heiden Heiland

Gioachino Rossini: Une caresse à ma femme, Barcarole

Fryderyk Chopin: Scherzo n. 2 op. 31

Claude Debussy: Images (II livre)

Aleksandr Scriabin: Fantasia op. 28

 

In collaborazione con Festival della Luce Lake Como.
INGRESSO LIBERO CON REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA QUI

 

lakecomo festival 2017

 

La Gallietta

L’attuale Palazzo, di proprietà della famiglia Saibene, ingloba la preesistente villa suburbana dell’abate Marco Gallio che nel 1629 acquistò dalla famiglia Cernezzi un casino di campagna per realizzare una nuova abitazione in alternativa alla Villa Gallia che possedeva in Borgovico. Per le sue piccole dimensioni la nuova residenza fu denominata Gallietta.

L’edificio si sviluppava su due piani con giardino e, in fondo ad esso, in asse con l’ingresso principale enfatizzato da un portale a bugnato, vi era un padiglione, tuttora esistente. Le sale interne vennero riccamente decorate con interventi dei fratelli Recchi. Marco Gallio donò l’edificio ai Gesuiti che lo rivendettero a breve ad Aurelio Rezzonico; successivamente fu di proprietà dei Porro e nuovamente dei Della Torre Rezzonico.

Nel 1790, Flaminio della Torre Rezzonico fece abbellire ed ampliare l’edificio con la costruzione di due basse ali laterali; l’interno venne decorato con stucchi e dipinti.

L’aspetto attuale del palazzo si deve agli interventi del 1858 quando i proprietari, i Braghenti, lo fecero ristrutturare su progetto dell’ingegner Sironi, mantenendo però al centro la struttura originaria.