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La solidità banche italiane è in crescita nel 2017?

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La solidità banche italiane è in crescita nel 2017?

Dopo un periodo cupo e non florido per gli istituti bancari, ormai la stragrande maggioranza degli italiani ha sempre più timore per i propri risparmi e sempre meno fiducia nelle banche, soprattutto dal 1 gennaio 2016 quando, con l’entrata in vigore del bail in, non è più lo Stato a rispondere ed intervenire in caso di fallimento bancario, ma gli stessi correntisti in misura maggiore o minore a seconda dell’ammontare del proprio conto corrente.

Questo malumore ha comprensibilmente impennato le preoccupazioni dei risparmiatori e dato spazio a ricerche atte ad individuare gli istituti bancari più solidi o, se vogliamo, meno rischiosi. A fine 2016, l’Università Bocconi ha stilato una classifica della solidità banche italiane, tenendo conto degli indici di patrimonializzazione Cet1, Tier1 e Total Capital Ratio; la redditività sul totale attivo e due ISC.

I risultati vedono al primo posto Intesa San Paolo con 114 punti, a cui seguono nell’ordine, UBI Banca, Banca Popolare e Credem pari merito al terzo posto, Bpm, Bper, Credito Valtellinese, Carige e Unicredit. Come ogni studio, anche questo non è esente ad una probabilità di errore, anche se si può affermare con abbastanza certezza che se oggi vostri risparmi si trovano in una di queste banche potete fare sonni tranquilli.

Il 2017 infatti non sembra temere alcuna crisi bancaria. Chi lo dice è il Commissario UE per gli affari economici Pierre Moscovici, che, come rilasciato in una delle sue numerose interviste, afferma che sebbene la crisi sia innegabile, c’è anche continuità e i problemi delle banche non si sono aggravati nel corso degli ultimi mesi e che l’Europa è in grado di gestire tutte le situazioni bancarie.

Una notizia confortante che comunque non ci deve invitare ad abbassare completamente la guardia. Non esistono infatti istituti bancari completamente sicuri e, in questo specifico contesto storico, è assolutamente sconsigliato acquistare titoli bancari e soprattutto non possedere uno o più singoli conti correnti con un deposito superiore o uguale a 100.000 euro.

Il metodo più concreto e attendibile per capire in quale banca andare a depositare i nostri risparmi è controllare l’elenco delle banche sotto commissariamento da parte della Banca d’Italia. Le banche commissariate sono esposte ad un rischio potenzialmente più alto perché protagoniste di grandi perdite patrimoniale e vittime di una cattiva gestione fallimentare.

I rischi per chi è correntista in una di queste banche sono molto alti, per questo si consiglia di non versarvi alte somme di denaro. Nel 2017, tra le banche italiane più a rischio, troviamo alcuni istituti storici e famosi come Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza e la Montepaschi di Siena che, nonostante l’aiuto dello Stato, non è ancora riuscita a riprendersi.

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