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Como: il punto sul gioco d’azzardo in città e in regione

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E’ costantemente elevata l’attenzione verso il gioco d’azzardo e la ludopatia in tutto il nostro territorio.

La Regione Lombardia  è una delle prime regioni ad aver studiato un piano normativo a prevenzione e contrasto delle dipendenze da gioco d’azzardo patologico.

Lo ha detto qualche giorno fa  l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera rispondendo al classico question time.

In Lombardia così come a Como è in corso una sfida tutta particolare: riuscire a predisporre interventi prima che si entri nei circuiti di dipendenza.

I servizi interessati, lo sappiamo bene, sono i classici i servizi per le tossicodipendenze dove da tempo sono in cura moltissimi giocatori d’azzardo caduti nella trappola del GAP.

Nonostante possa sembrare strano esiste una differenza sostanziale tra il gioco fisico quello praticato nelle macchinette nei bar o nei circoli privati e nelle sale gioco, rispetto al gioco digitale molto meno invasivo.

Se una sala gioco a Como è facile da trovare è anche vero che con pochi click torna su www.solobonus.com  per una esperienza di gioco serena e senza troppe aspettative di vincita.

Intanto però chi predilige il gioco digitale non è certo colui che si intrattiene con le slot machine, infatti in genere il giocatore tecnologico è giovane ed è attento ma ha alle spalle anche percorsi pedagogici ed educativi di un certo livello.

In Lombardi infatti sono tutti molto attenti a quello che accade intorno al gioco sia fisico che digitale ed è massima l’attenzione ai fenomeni collaterali come quelli della ludopatia e del Gap.

Nella nostra regione ed anche a Como, si è finalmente capito che urge prevenire ed allora ottimo successo hanno i corsi ed i seminari tenuti grazie ad una convenzione tra Regione Lombardia e ufficio scolastico regionale  è stato possibile promuovere anche per questo anno  delle reti di scopo scolastiche (Cpl e Sps) che si sono dedicare all’elaborazione e l’attivazione di progetti di lotta ludopatie specie in ambito giovanile andando però a seguire non solo i casi già conclamati, infatti nel progetto è stato previsto l’ascolto anche di ragazzi che potevano avere un caso di GAP in famiglia.

La scuola è fondamentale per comunicare la pericolosità del gioco: l’azzardo infatti di per sé non è pericoloso, lo diventa esclusivamente quando si perde la percezione del rischio.

In Lombardia, secondo un recente studio realizzato da  ‘Semi di melo’, centro per la formazione e la ricerca sull’infanzia e l’adolescenza, insieem a Onlus Casa del giovane di Pavia e Fondazione Exodus di Milano, in collaborazione con Università Bicocca e Regione Lombardia, è stato studiato che il 16 per cento degli studenti almeno una volta alla settimana spende denaro per slot machine, scommesse sportive o gratta e vinci e come se non bastasse,  58 per cento dichiara di aver già giocato d’azzardo.

 

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