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Allarme del Questore:”Troppe truffe agli anziani. Ma noi ci siamo sempre” foto

Michelangelo Barbato ha voluto evidenziare questo espetto nel suo discorso di oggi al Sociale. "Sempre piu' stretta vicinanza con il territorio"

Esserci sempre.Lo slogan scelto dalla Polizia di Stato e, di conseguenza, anche quella di Como per la festa del 165esimo di fondazione del corpo (celebrata oggi), rappresenta l’esempio migliore e piu’ diretto di rapporto stato e cittadini. “Noi ci siamo sempre”, il Questore Barbato lo ha ripetuto diverse volte nel corso della cerimonia di oggi e del suo intervento.\

Di seguito ilo discorso integrale e le sue parole pronunciate davanti ad autorita’, poliziotti e tante istituzioni

A tutti un sincero ringraziamento per essere qui con noi, nella ricorrenza della 165a
“Festa della Polizia di Stato”.
Il nostro saluto al sig. Prefetto di Como, dott. Bruno Corda, che, con la sua
competente ed intelligente opera, ha saputo accogliere e trasformare in azioni
concrete le esigenze territoriali divenendo un sicuro e fermo punto di riferimento.
Un sincero saluto a Sua Eccellenza il Vescovo di Como Oscar Cantoni qui
rappresentato da Monsignor Renato Pini.
Un affettuoso saluto al Sindaco di Como, Dott. Mario Lucini, al Presidente della
Provincia, Dott.ssa Maria Rita Livio rappresentata dal Dott. Fiorenzo Bongiasca e a
tutti i Sindaci del Territorio Lariano che con il loro proficuo e continuativo rapporto
di collaborazione con la Questura si prodigano per la comunità di cui fanno parte.
Un cordiale saluto, e un grazie per essere qui con noi, agli Onorevoli parlamentari
della provincia di Como Chiara Braga, Mario Guerra e Nicola Molteni.
Un particolare e doveroso saluto va al Presidente del Tribunale di Como Dott.ssa
Anna Introini ed al Procuratore della Repubblica Dott. Nicola Piacente, e a tutti i
magistrati, verso cui ci lega un forte e leale spirito di servizio.
Un fraterno abbraccio all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza ed ai loro
Comandanti; alle Polizie Locali, il cui contributo di risorse e collaborazione è da
sempre fonte di intesa operativa, nonché alla Polizia Penitenziaria e ai Vigili del
Fuoco ed ai colleghi della Polizia elvetica.
Un saluto anche alle componenti politiche, sociali, sindacali, economiche, ed agli
organi di informazione presenti.
Il più vivo caloroso ringraziamento soprattutto a voi donne e uomini della Polizia di
Stato ed al personale dell’Amministrazione Civile dell’Interno per l’impegno, la
dedizione ed il sacrificio con cui ogni giorno date ampia prova della vostra
professionalità.
E insieme a voi, le Organizzazioni sindacali, che ringrazio per la loro attività
propositiva, le loro critiche costruttive, tese a migliorare le condizioni lavorative
creando un clima di collaborazione quotidiana.
Saluto caramente i colleghi in pensione dell’ANPS, la cui presenza è indice di
costante attaccamento alla vita dell’Istituzione.
Consentitemi di ringraziare il presidente della Società Palchettisti del Teatro Sociale,
Notaio dott. Francesco Peronese, per la cordiale ospitalità di cui noi tutti stiamo
beneficiando. Ringraziamento che ovviamente va esteso a tutti i suoi collaboratori
che hanno allestito questa accogliente sala contribuendo al pregio di questo evento.
Ed ora, con riconoscenza, e profonda ammirazione, eleviamo un pensiero ai caduti
della Polizia di Stato.

La scelta di celebrare, quest’anno, il 165° anniversario della nostra festa presso il
Teatro Sociale, e non più all’interno della nostra Questura, è indice del desiderio,
rinnovato ma sempre presente in noi, di rinsaldare il legame che unisce e deve unire
Como e la sua Provincia alla Polizia di Stato.
Il tema celebrativo di quest’anno “Esserci Sempre” costituisce un impegno solenne
nei confronti della comunità, della società tutta, a cui desideriamo, anche
quest’anno, fornire un modello di polizia cui rivolgersi. Un punto di riferimento da
interpellare ed a cui tendere ogni qualvolta se ne senta la necessità.
Considerato l’alto, ma non impossibile, obbiettivo che ci poniamo, ogni giorno, non
si può, celebrare una ricorrenza come questa senza tirare le somme, fare un
bilancio della nostra attività.
Di impegni, anche gravosi, ve ne sono stati parecchi e la nostra azione contro
l’illegalità ha richiesto sforzi non indifferenti.
In più occasioni siamo intervenuti su più fronti tenendo il passo con un ambiente in
continuo cambiamento.
Pianificare e dislocare le risorse disponibili in maniera attenta per una più completa
e puntuale difesa del territorio utilizzando al meglio le risorse umane è stato un
obbiettivo primario di questo anno appena trascorso che ci ha portato, ancora una
volta, ad adottare sempre nuove strategie.
Attraverso, quindi, un efficace controllo del territorio e grazie ad una mirata attività
investigativa rileviamo che, seppure statisticamente nel suo insieme il totale dei
delitti è pressoché invariato rispetto all’anno precedente, i più gravi eventi criminosi,
quali i delitti contro la persona, omicidi e tentati omicidi, così come i fenomeni
delittuosi che colpiscono maggiormente la sfera di tutti i nuclei familiari comaschi,
quali i reati contro il patrimonio ed i particolare nelle abitazioni, sono
complessivamente in costante calo.
Festeggiare, qui riuniti, il “nostro” anniversario, mi dà l’opportunità, non solo di fare
un bilancio dell’attività, ma anche, oserei dire: soprattutto di riflettere e farvi
riflettere su alcuni argomenti che mi stanno particolarmente a cuore.
Permettetemi, anche quest’anno, di puntare l’attenzione su uno dei reati che ritengo
più odioso ed infimo, che va a colpire una delle categorie più indifese: le truffe agli
anziani.
Ledere un anziano è come toccare un bambino. Anziani e bambini sono entrambi
fragili, non dispongono di strumenti di difesa ed hanno difficoltà a comunicare,
giacché spesso non sanno con chi parlare e sovente sono soli.
I truffati vengono colpiti nell’intimo, feriti nell’orgoglio e nella privacy. La
conseguente sensazione di vergogna che subentra nell’anziano lo porta a parlare del
raggiro subìto solo dopo molti giorni.
Per tutti questi motivi, con la consapevolezza di poter e dover prevenire un reato che
potrebbe colpire i nostri cari, anche quest’anno abbiamo puntato i riflettori sul
problema attraverso una serie di incontri con l’obiettivo di sensibilizzare, chiedendo
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collaborazione e maggiore senso civico, non solo ai cittadini ma anche e soprattutto
ai giovani che formeranno la nuova generazione.
E’ proprio a tale proposito che voglio ringraziare gli studenti della prima media
dell’Istituto Parini, che con nostro grande piacere, quest’anno hanno deciso di
partecipare alla nostra ricorrenza.
Se si riflette e si parla di categorie “indifese” non si può altresì, quindi, non pensare
ai giovani che nascosti dietro ad uno schermo, sia esso di un pc o di uno smartphone,
sentendosi protetti, si comportano da “Leoni” nascondendo, in realtà, mille
paure.
Internet ha permesso, ai nostri ragazzi, di avere a disposizione tutto e subito!
Mille nozioni, notizie, informazioni che grazie anche ai social network, vengono
reperite nell’arco di pochi secondi (quelli necessari a digitare sulla tastiera o sul
cellulare).
L’utilità di tutto ciò è indubbia ma, riflettiamo sullo “scompenso” che tutto ciò crea
sui giovani i quali vengono sommersi, quasi travolti, da questa quantità di nozioni.
La nostra generazione, mi permetterete di generalizzare comprendendone più d’una,
prima di poter far propria qualsiasi tipo di informazione, doveva viverla sul campo e
crearsi il “vissuto” che diventava esperienza e si consolidava in saggezza.
Ora, questi passaggi vengono saltati a piè pari, dando quindi vita a giovani che
paradossalmente sanno come programmare un personal computer ma che hanno
perso la capacità di conversare e dialogare con i propri coetanei se non attraverso la
comunicazione virtuale dei “social-network” sostituendo sensazioni o vocaboli con
semplici e sterili “faccine”.
Così ogni cosa diventa un problema, crescere diventa più difficile, la realtà diventa
un ostacolo pesante da affrontare; si cerca di conformarsi alla massa, per sentirsi
meno soli, e si utilizza la legge del “cyber-bullismo” per predominare sull’altro e
sentirsi migliore.
La famiglia deve essere il primo punto di unione tra le nuove e le “vecchie”
generazioni senza sottovalutare le une od abbandonare le altre.
Per questo motivo, vorrei sollecitare tutti noi, prima di pretendere che siano gli altri,
di trasmettere quei valori, attraverso il senso di protezione, sicurezza, la presenza,
l’affetto necessari a rinsaldare i legami con i nostri genitori ed i nostri figli.
Tornando all’analisi consuntiva dell’attività della struttura che mi pregio di dirigere,
non posso che ribadire come l’anno trascorso abbia rappresentato un periodo di
grande impegno per la Polizia di Stato che, continuando ad operare in piena
collaborazione con le altre Forze di Polizia, ha conseguito gratificanti risultati nei
vari settori dell’attività istituzionale.
Come nei precedenti anni, l’attività di ordine e sicurezza pubblica ha comportato
forti impegni correlati al susseguirsi di eventi e manifestazioni di carattere religioso,
sportivo, sui temi politici, di carattere sindacale, occupazionale, studentesco, su
tematiche varie e, richiedendo, diversamente dal passato impegni a valori
massimali sulle problematiche correlate al fenomeno migratorio.
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In ambito politico-sindacale appare doveroso non tralasciare tutti quei servizi svolti
in occasione di manifestazioni, presidi e varie forme di sensibilizzazione
dell’opinione pubblica, attuate da partiti e movimenti politici di destra e di sinistra,
nonché da categorie di lavoratori o da maestranze di singole aziende, per
fronteggiare le problematiche occupazionali che, così come nel resto d’Italia e
dell’Europa, hanno colpito anche il tessuto economico e produttivo lariano.
Molteplici gli impegni derivati dall’ambito sportivo, soprattutto in relazione alle
partite casalinghe del Calcio Como, alle trasferte organizzate dai relativi gruppi di
sostenitori, oltre che ad altri eventi di risonanza nazionale svoltisi o che hanno
interessato la città e la provincia di Como quali, in particolare, per il ciclismo il Giro
di Lombardia, nonché, in campo automobilistico, il Rally Trofeo ACI Como.
Sempre importante è l’impegno delle Forze di Polizia durante lo svolgersi delle varie
manifestazioni a “Villa d’Este”, consolidata location privilegiata per gli eventi
congressuali organizzati dallo Studio Ambrosetti di Milano.
Tra tutti merita menzione l’impegno organizzativo connesso allo svolgersi
dell’annuale convegno per le strategie competitive dello scorso Settembre che, come
da prassi, ha registrato la partecipazione di numerosi rappresentanti del governo
italiano, personalità del mondo politico, finanziario ed imprenditoriale che ha
richiesto un notevole sforzo per la messa in opera dei servizi e dispositivi a garanzia
della sicurezza dei partecipanti e della cittadinanza in genere, consentendo di
testare l’elevata capacità organizzativa, operativa e professionale di tutte le
articolazioni della nostra struttura e della altre Forze di Polizia, oltre che dell’elevata
professionalità di tutti gli operatori delle Forze dell’ordine che ogni giorno operano
sul territorio provinciale.
In generale, comunque, volendo tracciare un bilancio, posso senz’altro concludere
che i servizi predisposti dalla Questura hanno consentito di mantenere nella legalità
le manifestazioni di dissenso e di prevenire eventuali ripercussioni nell’ordine
pubblico, grazie alla vigile presenza delle Forze di Polizia e l’accorta opera di
mediazione sviluppata sul campo.
Sul fronte della criminalità comune, dell’analisi degli indici statistici rilevabili dalla
banca dati delle Forze di Polizia, si denota, in ambito provinciale, una lieve
diminuzione di denunce di furto in genere, anche di quelle casistiche che destano
un maggior senso di insicurezza nella popolazione, e che accentuano l’allarme
sociale, quali i furti nelle private dimore e negli esercizi commerciali, consolidando
l’andamento rilevato anche nell’omogeneo periodo precedente.
Nella nostra provincia permane la scarsa incidenza statistica di rapine in danno di
banche o istituti di credito, uffici postali ed esercizi commerciali così come
pressoché costanti sono i dati sulle estorsioni ed i delitti in materia di stupefacenti.
Come ho già detto, nonostante la particolare e premurosa attenzione che le varie
articolazioni di questa struttura dedicano al contrasto del fenomeno, sono
purtroppo sensibilmente aumentati i casi di truffe agli anziani.
Condizione che ci impone di innalzare maggiormente il nostro impegno per la tutela
delle categorie ed individui più indifesi e vulnerabili, assicurando un ancor più
maggiore dedizione alla lotta di tale deprecabile forma di illegalità.
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Nonostante tutto, proficua ed intensa, nel periodo in esame (1° gennaio – 31
dicembre 2016), si è dimostrata l’attività di contrasto e prevenzione della criminalità
in genere, sviluppata dalla locale Divisione Anticrimine, dalla Squadra Mobile, dalla
D.I.G.O.S. e dall’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.
Significativi appaiono i seguenti dati oggettivi:
– 1.146 le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria ritenute responsabili della
commissione di reati a vario titolo;
– 152 le persone arrestate in flagranza di reato;
– 112 i soggetti nei cui confronti sono stati eseguiti provvedimenti restrittivi
della libertà personale emessi dall’Autorità Giudiziaria;
– sono stati applicati e notificati 26 avvisi orali e 238 i rimpatri fogli di via
obbligatori;
– 6 le proposte di applicazione di sorveglianze speciali;
– alla luce delle normative antistalking, sono stati adottati 17 ammonimenti nei
confronti di altrettanti persecutori;
– 6 i DASpo emessi a carico di altrettanti tifosi ultrà, comaschi e non, resisi
responsabili di comportamenti pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza
pubblica in occasione di eventi sportivi.
Concreta ed incisiva, rispondendo alle specifiche richieste della cittadinanza, si è
dimostrata l’attività della locale Squadra Mobile che si è proposta con impegno ed
abnegazione nella ricognizione e repressione dei crimini commessi in questa
provincia.
Tra le altre, di alto impatto sono stati gli esiti di un’articolata e complessa attività
d’indagine che ha consentito l’esecuzione di custodie cautelari in carcere nei
confronti di 21 cittadini di origine siriana, egiziana e tunisina responsabile di un
traffico di esseri umani lungo la tratta balcanica.
Determinato, con lusinghieri risultati, è stato il contrasto alla criminalità dedita
all’attività predatoria ed a reati di ampio impatto sociale.
Nel campo del contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, forte è stato l’impegno
degli uomini della Sezione Antidroga che si è posta l’obiettivo di un più capillare
controllo delle fasi terminali dello spaccio, nel tentativo di contrastare la vendita al
dettaglio di stupefacenti che colpisce maggiormente le fasce giovani della
popolazione.
La DIGOS, nell’ambito delle funzioni assegnate, ha svolto una importante opera
informativa finalizzata alla tutela dell’ordine pubblico specie in occasione di eventi
di portata internazionale.
Pregnante è stata altresì la raccolta, l’elaborazione e l’analisi delle informazioni, in
virtù di una buona conoscenza, presso organizzazioni sindacali, politiche, religiose,
con le tifoserie organizzate ed i movimenti antagonisti.
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In un momento particolare, quale quello attuale per cui vi sono forti preoccupazioni
per il terrorismo interno ed anche internazionale, pregevole è l’attività di intelligence
posta in essere dagli uomini della DIGOS che ha consentito di conseguire
significativi risultati a tutela della collettività. Anche la nostra provincia non è
immune da forme di proselitismo e radicalismo islamico. Significativa, in tali
termini, l’attività di monitoraggio che ha consentito l’allontanamento dal territorio
nazionale del vice presidente del Centro Culturale Islamico di Como.
Sul piano della prevenzione, l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico con
le sue Volanti ed i Poliziotti di quartiere, in perfetta sinergia con altre specialità della
Polizia di Stato, hanno permesso di controllare numerose persone e veicoli attuando
sul territorio un’efficace ed intelligente attività preventiva, innalzando il senso di
sicurezza nei cittadini comaschi ed infondendo in loro maggior tranquillità.
I più vicini alla realtà quotidiana, e soprattutto alla cittadinanza, esercitando
un’azione di prevenzione e repressione di indiscutibile elevato profilo, hanno
effettuato, nel periodo in argomento, 4.166 interventi d’iniziativa o a seguito di
richieste di chiamate pervenute al 112 NUE (Numero Unico Europeo), controllando
oltre 31.000 veicoli e quasi 59.000 persone.
Voglio, infine ricordare l’impegno quotidiano del personale della Questura (Ufficio di
Gabinetto, Ufficio Tecnico Logistico, Ufficio del Personale, Ufficio Sanitario) ognuno
nell’ambito delle proprie competenze consente la piena e quotidiana funzionalità del
sistema “Questura” a supporto e beneficio di tutti gli operatori di Polizia e della
cittadinanza lariana.
Così come tutto il personale della Polizia Amministrativa e Sociale che con
abnegazione soddisfa le esigenze dell’utenza.
Basti pensare che lo scorso anno la PAS ha emesso 16.186 passaporti, 1.645 licenze
di porto di fucile e tiro a volo.
Sento altresì, il dovere di elogiare tutto il personale delle specialità, Polizia Stradale,
Polizia Ferroviaria, Polizia di Frontiera, Polizia Postale e delle Comunicazioni, Polizia
Scientifica e Squadra Nautica, per l’alta professionalità e specializzazione che
quotidianamente mette a disposizione degli uffici operativi.
In questo particolare momento una menzione speciale va rivolta alla professionalità
di tutti gli operatori dell’Ufficio Immigrazione che, quotidianamente, affronta le
esigenze e le dinamiche legate alla cosiddetta “emergenza dei flussi migratori” di
quelle popolazioni che raggiungono incessantemente e costantemente il nostro
Paese, con la speranza di conseguire migliori condizioni di vita.
Dalla scorsa estate la nostra città è divenuta parte del fronte del fenomeno
migratorio.
Non possiamo non ricordare come i giardini nei pressi della stazione di Como San
Giovanni siano divenuti, in breve tempo, una sorta di accampamento, per una
molteplicità di “disperati” che avevano l’unico scopo di raggiungere le loro ambite
mete nord-europee attraversando i confini elvetici.
La problematica si era presentata senza la benché minima avvisaglia, determinata
da un repentino e inaspettato cambiamento delle cosiddette rotte migratorie.
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Nonostante ciò la Polizia di Stato, con il fattivo contributo di tutte le altre forze
dell’ordine operanti sul territorio, ha saputo far fronte a tale emergenza, non
trascurando, nel giusto equilibrio, le necessità di chi aveva lasciato tutto alle spalle
affrontando un impervio ed incerto viaggio della speranza, e di chi si è sentito da
questi prevaricato e privato in parte della propria libertà.
La condivisione degli obiettivi e la collaborazione tra tutte le istituzioni locali,
coordinate dalla competente e puntuale opera del Sig. Prefetto di Como dr. Corda,
ha permesso quindi di dissolvere tali problematiche.
Ciò nonostante, il fenomeno è tutt’ora fortemente pressante, ed assorbe
massivamente risorse ed energie di tutte quelle articolazioni territoriali della nostra
Amministrazione.
Basti pensare al gravoso compito a cui sono chiamati gli operatori del Settore di
Polizia di Frontiera di Como Ponte Chiasso nella gestione delle oltre 16.000
riammissioni semplificate dalla Svizzera, negli ultimi 7 mesi del 2016, a fronte delle
420 dell’anno precedente.
E i dati dei primi mesi di quest’anno non indirizzano verso una possibile
diminuzione del fenomeno.
Colgo l’occasione, nel concludere, per un ulteriore spunto di riflessione.
Nei miei 44 anni di lavoro nella Pubblica Amministrazione ho constatato come la
Polizia di Stato si sia sempre distinta nel proprio compito di “frapporsi” tra il
cittadino e le istituzioni, da una parte quale organo atto a far rispettare le leggi dello
Stato, dall’altro quale garante dei diritti del cittadino.
La Polizia di Stato, con questa sua capacità nel calibrare e bilanciare i diritti e
doveri, così come le necessità ed impegni dell’una e dell’altra parte, ha
rappresentato da sempre, e rappresenta ora e per il futuro, parte integrante della
“democrazia” cercando di mantenere sempre vivo, e non senza difficoltà, il dialogo
tra le istituzioni e la popolazione.
Sono convinto che la nostra usuale vicinanza al cittadino ed ai suoi mille problemi
di ogni giorno, ci permetterà di impegnarci quotidianamente con la consueta
solerzia e con sempre maggiore determinazione pronti a garantire, alla cittadinanza,
una soluzione, un aiuto, a volte anche con un semplice gesto di quella umanità, che
da sempre ci contraddistingue.
Vorrei infine rivolgere un ringraziamento sincero alle nostre famiglie, i nostri cari, i
nostri affetti che sostenendoci ed incoraggiandoci condividono con noi sacrifici ed
ansietà.
Grazie per l’attenzione e la sentita partecipazione
Viva l’Italia, viva la Polizia di Stato.

Michelangelo Barbato, Questore di Como