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Presa la banda delle auto rubate: arresti e perquisizioni anche sul Lario foto

I carabinieri di Corsico e di Milano smantellano una potente organizzazione: portava via ogni tipo di vettura in pochi minuti. E Lupin era illeader....

Come in un’azienda ben avviata ognuno aveva il suo ruolo definito. Un gruppo si occupava del furto delle automobili con tanto di apposite centraline «passepartout», di volta in volta elaborate sulla base del tipo di veicolo preso di mira. Ad altri componenti dell’organizzazione spettava lo smontaggio dei pezzi dei veicoli, lo stoccaggio e la vendita grazie ai canali di ricettazione di negozi e autofficine compiacenti.

carabinieri notte posto di blocco

Era questo, secondo la ricostruzione degli investigatori, il metodo usato dalla banda specializzata nel «trattamento» delle auto tra Milano e l’hinterland. Un blitz che in queste ore ha toccato anche il comasco con diverse perquisizioni ed un arresto.Con le accuse a vario di titolo di furto aggravato, ricettazione e riciclaggio i carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno arrestato in queste ore sette persone tra i 23 e i 60 anni, 5 italiani e 3 marocchini. Uno dei ladri, un 32enne italiano, era soprannominato «Lupin» per la sua abilità e «lavorava» ogni sera insieme con il padre 60enne e un complice monzese di 40 anni. Il trio impiegava circa 15 minuti per forzare l’auto, sostituire la centralina e portarla via. La nascondevano in un parcheggio e dopo 24/48 ore la portavano all’ officina per smontarla. Il tempo serviva per avere la certezza che non fosse attivo il rilevatore gps.

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Corsico, sono scaturite dall’arresto, nel giugno scorso, di due ricettatori sorpresi all’interno di un capannone dismesso di Trezzano sul Naviglio mentre smontavano un’auto rubata. Da quell’episodio le indagini si sono allargate fino alle province di Ancona, Como, Monza, Pavia, Perugia e Varese. Padre e figlio abitavano in via Salomone, nel quartiere popolare visitato di recente da Papa Francesco, ma frequentavano assiduamente il campo nomadi di via Bonfadini. Rubavano ogni tipo di auto, per loro non era un problema anche quelle piu’ difficili da portare via.