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Omicidio Molteni: altri dettagli dalle indagini, nuove accuse per uno degli arrestati foto

Carabinieri e Procura di Como accusano uno dei fermati di avere anche pedinato la vittima nelle settimane precedenti. Ora il cerchio e' definitivamente chiuso: in cella anche la ex moglie della vittima

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Un’altra accusa e un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere per una delle persone già arrestate nei mesi scorsi per l’omicidio dell’architetto Alfio Molteni.  Giuseppe De Martino, nato a Caltagirone nel 1961, è ritenuto dagli inquirenti uno degli esecutori materiali dell’omicidio per il quale sono finiti in manette anche la moglie della vittima e il suo amante.

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De Martino è accusato anche di aver effettuato dei pedinamenti nei confronti dell’architetto e di aver accompagnato la sera del 14 ottobre 2015, a bordo della sua auto Citroen C2, Vincenzo Scovazzo sul luogo dell’omicidio, ricevendo come compenso mille euro.

Molteni era stato vittima di diverse aggressioni fisiche prima della sua morte. In una di queste erano stati esplosi colpi di pistola verso il suo studio e la sua auto. Per la tesi di carabinieri e Procura la ex moglie dell’architetto voleva far credere che il marito avesse frequentazioni poco raccomandabili così da ottenere l’affidamento esclusivo delle loro due bambine.

De Martino era già stato raggiunto, infatti, con  Vincenzo Scovazzo e Luigi Rugolo, da ordinanza di custodia cautelare in carcere quale responsabile degli atti persecutori ai danni di Molteni. Le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Como e del Ros di Roma si sono concluse così con questa ultima accusa che chiude il cerchio attorno all’omicidio di Molteni.

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