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La dottoressa Francesca da Erba va in Tanzania per un anno

Francesca Iannuzzi , medico di Erba, domenica 22 gennaio è pronta a partire insieme a Medici con l’Africa Cuamm per la Tanzania, dove per un anno sarà responsabile dell’avviamento di nuovo centro di salute a Shinyanga, nel nord del paese, destinato alla diagnosi e al trattamento dell’Hiv/Aids tra gli abitanti della zona.

Medico infettivologo, 31 anni – originaria di Erba, ma dall’università trasferitasi a Milano – fino a pochi giorni fa Francesca Iannuzzi lavorava all’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano. Non è la prima volta che parte per l’Africa: già negli anni dell’università era stata per tre mesi in Zambia, mentre nel corso della specializzazione era stata in Tanzania per altri quattro mesi.

«Quando ero in Tanzaniaracconta Francesca Iannuzzi – i pazienti che mi colpivano di più erano quelli che avevano la mia stessa età. Li visitavo e pensavo: perché io ho avuto la fortuna di studiare e stare bene, mentre tu stai soffrendo in questo letto? Io sono stata fortunata: ho ricevuto amore, sono cresciuta in una famiglia che mi ha sostenuto e fatto studiare, imparando dalle persone che mi stavano attorno l’attenzione per chi ha bisogno. Nel mio piccolo penso sia il momento di restituire questi doni, mettendo le mie competenze al servizio degli ultimi».

 

L’avviamento del centro di trattamento dell’Hiv di Shinyanga è un tassello di un importante progetto di test and treat all’Hiv/Aids in una delle zone più povere della Tanzania, paese in cui 1.400.000 persone sono affette dal virus e in cui, in cinque anni, attraverso la creazione di una rete capillare di centri di salute e gruppi di aiuto comunitari sul territorio, si punta a sottoporre al test per l’HIV 300.000 persone e metterne in trattamento 20.000 sieropositive.

«Sarà un grande lavoro – spiega Francesca Iannuzzi – e la più grande fatica sarà quella di convincere le persone a fare il test e a non abbandonare le cure, in un contesto rurale in cui la vergogna per la malattia è ancora troppo forte. Gli amici che ho conosciuto in Tanzania però mi hanno insegnato la filosofia del “pole pole”, “piano piano”. Fare le cose con lentezza, prendere la vita con un altro ritmo: significa non affannarsi per le cose superflue, ma tenere ben presenti quelle davvero importanti, mantenendo un atteggiamento positivo. Questa mia partenza è un sogno per cui ho lavorato a lungo, piano piano. La mia specializzazione mi spinge ad andare lì dove le malattie infettive sono un vero problema, ma per partire bisogna anche fare i conti con la paura della solitudine o di non essere all’altezza. Io però parto con molto entusiasmo: ho aspettato per tanto tempo questo momento!»

La partenza di Francesca Iannuzzi rinforza il rapporto tra Medici con l’Africa Cuamm e la Lombardia, dove da tempo sono attivi i gruppi di appoggio di Milano, Varese, Lecco e Cremona, che con le loro iniziative di sensibilizzazione aiutano a diffondere i valori di Medici con l’Africa Cuamm e a portare l’attenzione sul tema della salute dei più poveri in Africa. In 65 anni di storia, sono oltre 210 i medici e i volontari originari di questa regione partiti con il Cuamm per l’Africa, di cui 15 in servizio oggi sul campo.

È possibile sostenere il lavoro di Francesca Iannuzzi e del Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online su www.mediciconlafrica.org: con 5 euro è possibile garantire un test per l’Hiv; con 25 euro la cura per la prevenzione della trasmissione del virus dalla madre al figlio.

 

L’APPROCCIO TEST & TREAT IN TANZANIA

L’approccio del Test & Treat (test e traattamento) è oggi il più innovativo, suggerito anche dalle linee guida internazionali. Diversamente da quanto si fa oggi in Tanzania e in molte parti dell’Africa, infatti, questa modalità di cura si propone di mettere in trattamento con i farmaci antiretrovirali tutti i pazienti che risultano positivi al test per l’Hiv, non solo quelli con il sistema immunitario gravemente compromesso. In questo modo si può garantire una maggiore certezza nella prevenzione della diffusione del virus, oltre che un miglioramento delle prospettive di vita dei pazienti. In Tanzania 1.400.000 persone sono sieropositive e solo nel 2015 si sono registrati 54.000 nuovi casi, con 36.000 decessi.

 

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. In 65 anni di storia sono state 1.615 le persone inviate, 221 gli ospedali serviti, 41 i paesi d’intervento e 165 i programmi principali realizzati.

Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 7 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con 827 operatori (213 europei e 614 africani), 72 progetti di cooperazione principali e un centinaio di micro-realizzazioni di supporto; appoggia 14 ospedali, 35 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 2 università (in Etiopia e Mozambico).