CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Lavoro a Como: anche a dicembre segnali di incertezza, male industria e commercio

Più informazioni su

Nel terzo trimestre 2016 la situazione del mercato del lavoro in provincia di Como evidenzia segnali di incertezza: a fronte di un aumento dello stock di occupati e una riduzione della mancata partecipazione al lavoro registrati nel I semestre 2016, i dati più recenti sui flussi mostrano un peggioramento dei saldi e delle aspettative ed un aumento della CIG. E’ questo quanto emerge dagli ultimi dati diffusi dalla Camera di Commercio.
I dati Istat della rilevazione continua sulle forze di lavoro, seppur da interpretare con la dovuta cautela per la limitata numerosità campionaria a livello provinciale, mostrano in provincia di Como un numero di occupati pari a 258mila unità nel primo semestre 2016, il 2,5% in più rispetto al primo semestre 2015, un aumento leggermente superiore al 2,2% medio regionale. Mediamente nel primo semestre 2016 il tasso di occupazione della provincia è pari al 65,7%, in aumento su base annua del +1,3%; il corrispettivo tasso espresso in equivalenti a tempo pieno si attesta al 60,4, sostanzialmente stabile su base annua.

La stabilità del tasso espresso in equivalenti a tempo pieno a confronto con l’aumento di quello ufficiale è spiegata da un marcato aumento del part-time, la cui incidenza sul totale dell’occupazione sale al 18,1% rispetto al 15,1% del I semestre 2015. Aumenta sensibilmente (+3%) anche l’incidenza del lavoro a tempo determinato tra i dipendenti che si attesta al 12,8% (vs 10% regionale). Il tasso di mancata partecipazione al lavoro (dato dalla percentuale di disoccupati e inattivi che non cercano lavoro ma disponibili a lavorare sul totale delle forze di lavoro 15-74 anni più gli inattivi di cui prima) in costante aumento fino al 2015, nel I semestre 2016 si stabilizza al 13,1% e rimane comunque più elevato del 12,2% lombardo.
Nel III trimestre 2016 i dati dell’Indagine Congiunturale Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Confindustria Lombardia mostrano però saldi negativi e in peggioramento nell’industria e nel commercio, mentre l’occupazione è in miglioramento nell’artigianato e nei servizi.

Segnali di rallentamento anche in riferimento alla CIG che nel III trimestre 2016 registra un lieve aumento (+2,3%) in controtendenza rispetto alla riduzione media lombarda (-23,2%); l’aumento della CIG è ascrivibile alle componenti straordinaria, che con il 36,8% di aumento (vs -20,7% regionale) raggiunge le 740 mila ore autorizzate, e in deroga, in aumento del 52,1% (vs -32,7% regionale); diminuiscono invece a 642 mila le ore autorizzare di CIGO (-28,3% vs -23,7%). Complessivamente nel III trimestre 2016 sono state autorizzate 1,6 milioni di ore; gli aumenti della CIG riguardano soprattutto il settore del legno, dell’edilizia e la meccanica.

Sono 152 i nuovi approvati alle liste di mobilità nel III trimestre 2016, licenziati da imprese con più di 15
dipendenti, in diminuzione su base annua del 35,6% (vs -37% lombardo), anche per via del regime transitorio
in vigore per tutto il 2016 in attesa del passaggio alla NASpI (2017). Complessivamente, l’incidenza delle
situazioni di crisi sul lavoro dipendente nei primi nove mesi del 2016 è pari all’1,2%, un valore poco più elevato
della media regionale (1,1%) e in calo del -1% su base annua.

I dati sulle Comunicazioni Obbligatorie per il III trimestre 2016 evidenziano una riduzione su base
annua sia degli avviamenti, pari a 15 mila unità (-5,6% vs -2,7% regionale), che delle cessazioni, che registrano
16 mila movimenti (-1,3% vs +1,6% regionale); il saldo è negativo (-785 unità) e in peggioramento rispetto al
saldo già negativo del III trimestre 2015. Il tasso di avviamento sullo stock di occupati della provincia è pari al
6% rispetto all’8,1% lombardo.

Le aspettative dell’occupazione per il prossimo trimestre sono negative e in peggioramento in tutti i settori, soprattutto nell’industria e nell’artigianato. Secondo i dati Excelsior nel 2016 in provincia di Como sono previste 7.490 assunzioni: dal confronto con la media lombarda queste si concentrano nel turismo (26% vs 13,3% regionale) e nelle imprese più piccole
(23,8% vs 22,8%). Il 31% delle assunzioni riguarderà giovani fino a 29 anni (un dato in linea con il 31,3% regionale) e il livello di istruzione prevalentemente richiesto è il diploma di scuola media secondaria (45,3% vs 40,5% regionale).

Più informazioni su