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Investire in azioni Ferrari: risultati ancora sopra le stime

Se vi state domandando se sia o meno il caso di investire in azioni Ferrari nel 2017, sappiate che i presupposti per muoversi nei confronti del Cavallino Rampante potrebbero essere positivi.

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Se vi state domandando se sia o meno il caso di investire in azioni Ferrari nel 2017, sappiate che i presupposti per muoversi nei confronti del Cavallino Rampante potrebbero essere positivi. Ancora una volta, infatti, nel terzo trimestre dell’esercizio Ferrari ha battuto le stime, con ricavi in aumento dell’8 per cento su base annua a 783 milioni di euro, e un EBITDA in rialzo del 9 per cento a 234 milioni di euro. Con tali dati di sintesi, Ferrari conferma la propria forza finanziaria e il proprio appeal commerciale, ponendo buone basi per il futuro a breve termine.

I soddisfacenti risultati del 2016 hanno poi condotto il top management societario ad aggiornare le stime e le linee guida per l’intero esercizio. In merito, Ferrari afferma che i volumi di vendita – incluse le supercar – ammontano a circa 8.000 unità, mentre i ricavi netti dovrebbero superare quota 3 miliardi di euro. L’EBITDA dovrebbe aggirarsi intorno agli 850 milioni di euro. Al di là di ciò, emerge in maniera molto convinta come la società stia alimentando un buono sviluppo dei propri piani strategici e societari, alimentando quello che è uno dei principali valori aggiunti: la forza del suo brand, un simbolo di irresistibile attrattività per gli acquirenti italiani e internazionali.

Con simili prospettive, e con i trend che la società sembra abbia formulato per i prossimi esercizi, minori – ma non certo trascurabili – sono i rischi che potrebbero influenzare il buon tenore delle quotazioni delle azioni Ferrari. Tra i principali ricordiamo, comunque, il fallimento nel raggiungimento dei propri target di esercizio, i costi di eventuali recall, con danni all’immagine e al brand, una debole espansione della strategia commerciale e di sponsorship. Da non sottovalutare, altresì, la possibilità che i cambi valutari evolvano in maniera sfavorevole per il buon andamento dei conti societari.

Occhi aperti, dunque, a come verranno gestiti gli ultimi giorni dell’anno, e alla successiva pubblicazione dei dati d’esercizio. Per il momento, ricordiamo come i primi 9 mesi dell’anno abbiano portato in casa Ferrari ricavi netti per 2,269 miliardi di euro, di cui 1,607 miliardi di euro ascrivibili alle macchine e ai componenti, 225 milioni di euro ai motori, 360 milioni di euro alle sponsorship, e 77 milioni di euro ad attività residuali. Per l’intero 2016 le previsioni alimentano aspettative per oltre 3 miliardi di euro nei ricavi netti, di cui buona parte rappresentati (per almeno 2,2 miliardi di euro) dal business delle macchine e della componentistica,, per 270 milioni di euro dai motori, per 460 milioni di euro dalle sponsorhip e per la parte residuale da attività di marginale rilevanza.

Per i prossimi anni prevediamo una buona crescita delle vendite, che potrebbero arrivare a sfiorare i 3,5 miliardi di euro già nel 2018, con EBITDA vicino a 1 miliardo di euro. Vedremo, nel corso delle prossime settimane, se i dati infrannuali confermeranno o meno tali previsioni.

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