CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Digital Transformation: Como Smarter City for Smarter Citizens

Cosa si dice di Como su Twitter e Instagram, i dati della telefonia mobile di Tim, quelli del wi-fi pubblico e i dati registrati dagli apparati Iot, le telecamere stereoscopiche posizionate in piazza Duomo. Como Smarter City for Smarter Citizens (ComoSC2) ha presentato oggi i primi risultati del proprio lavoro.

Si scopre così, ad esempio, che l’8 dicembre da piazza Duomo, per la Città dei Balocchi,  sono passate 80mila persone, che nel mese di settembre in città arrivano meno svizzeri e aumentano, invece, tedeschi e francesi e che nei fine settimana di luglio per gli stranieri prevalgono svizzeri, tedeschi e francesi e per gli italiani i milanesi.

E ancora il wi-fi più utilizzato è quello di Villa Olmo. Seguono i giardini a lago all’imbocco della diga foranea in fondo alla quale si trova il monumento di Libeskind. Como SC2 è un progetto di Digital Trasformation (il termine “Digital Transformation” è usato per indicare la capacità delle imprese/pubbliche amministrazioni di trasformare radicalmente i propri processi migliorandone i risultati, grazie all’uso della tecnologia) che si propone di sviluppare, implementare, testare e validare nuovi servizi digitali. Oggi Social media, Internet of Things (IoT), Wi-Fi pubbliche, reti telefoniche e log di applicazioni mobile consentono di misurare quante e quali persone arrivano, sostano ed escono da una certa area e questo può aiutare, di conseguenza, a quantificare e misurare gli effetti delle decisioni urbanistiche sulla vita della città.

Queste stesse informazioni possono poi essere utilizzate anche per il marketing territoriale, i distretti urbani del commercio e le attività commerciali (negozi, bar) ma anche Musei, Teatri e organizzatori di eventi. Il settore Servizi Informatici del Comune di Como ha realizzato il progetto in collaborazione con il gruppo di Data Science del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (Deib) del Politecnico di Milano che svolge ricerche multidisciplinari avanzate su metodi, tecnologie e strumenti per Big Data e Data Science. Insieme all’amministrazione comunale e al Politecnico, sono in campo la Fondazione Politecnico, Fluxedo – una start up del Politecnico incubata in ComoNext – il Tim Joint Open Lab di Trento, il laboratorio i3 della Fondazione Bruno Kessler e il Teatro Sociale di Como. Il Politecnico, sostenuto e finanziato dalla Fondazione Politecnico grazie anche ai contributi ricevuti dai suoi partecipanti e fondatori, in particolar modo quelle del partecipante Steriline, Fluxedo, Tim e la Fondazione Bruno Kessler sono finanziate da un progetto europeo EIT Digital (la divisione Digital dell’European Institute of Innovation and Technology). Il progetto è stato seguito dal professor Emanuele Della Valle, docente del Deib, che oggi a Palazzo Cernezzi ha presentato i primi dati e i processi di elaborazione utilizzati. Insieme a lui l’assessore alla Pianificazione urbanistica Lorenzo Spallino e l’ingegner Giovanni Fazio, dirigente del settore Sistemi Informativi. “Sono stati considerati tre livelli di dati – spiega Della Valle – Semplificando al massimo, il primo era legato alla telefonia mobile di Tim, pari al 30% degli utenti complessivi, ai social media e ai dati meteo, il secondo era legato ai passaggi rilevati dalle telecamere di piazza Duomo e il terzo era quello dei log del wi-fi pubblico. Il vero lavoro è poi consistito nell’integrare questi dati usando tecnologie e metodi innovativi studiati al Politecnico per l’analisi a livello semantico dei Big Data. Il risultato è un progetto che ha “contato” le persone ma che allo stesso tempo mette al centro le persone perchè adesso l’amministrazione potrà utilizzare questi dati rispetto alle proprie decisioni”. “La prima scommessa l’abbiamo centrata – spiega Spallino – Individuare i dati da osservare non era facile ma ci siamo riusciti e abbiamo a disposizione una banca dati rispetto all’attrattività della città notevole. Certo, il vero lavoro comincia ora perchè questi risultati dovranno essere messi a confronto con le decisioni dell’amministrazione rispetto ai settori che avevamo individuato e cioè alla pianificazione urbanistica, al commercio, all’occupazione dello spazio pubblico, ai flussi di turisti e al calendario degli eventi”. “Credo che per fine gennaio gli uffici comunali potrebbero già essere in grado di trarre le prime conclusioni – prosegue Spallino – Tra l’altro questo lavoro rende possibile creare un modello gestionale d’esempio per altre realtà”.

Gli apparati IoT, telecamere stereoscopiche, hanno monitorato i movimenti delle folle, non quelli degli individui, in piazza Duomo. Tutti i movimenti adesso saranno collegati alla banca dati degli eventi che si svolgono in città per capire quale programma abbia suscitato maggiore interesse e di conseguenza movimento. Le ulteriori dimensioni analizzate, come detto, sono state quella delle aree del wi-fi pubblico e quella “cittadina” attraverso l’analisi dei dati acquisiti dalle celle telefoniche. Un’ulteriore analisi ha riguardato i post su Twitter ed Instagram che raccontano di cosa si parla e di cosa piace a Como, analisi quest’ultima partita lo scorso ottobre grazie a Fluxedo. Tutti i dati erano anonimizzati e l’elaborazione è avvenuta già su dati anonimi, così come previsto dalle recenti norme europee in termini di privacy e dal Garante italiano. Tre i livelli di dettaglio che sono stati analizzati: il livello della città, della piazza/strada e infine quello del luogo d’interesse. Quanto all’elaborazione, essa fornisce il numero delle persone presenti quel giorno e a quell’ora, il numero di donne/uomini, l’età, la provenienza (turisti/cittadini) e la tipologia (in base al contratto telefonico privati/business). Per quanto riguarda il livello della piazza/strada le telecamere hanno effettuato le analisi numeriche in uno spazio aperto, quello di piazza Duomo, registrando tutte le presenze. Il tipico percorso delle persone, sempre in forma aggregata, è stato seguito attraverso il collegamento con le reti pubbliche di wi-fi. Per i dati la città è stata suddivisa in 7 “celle”, la città murata, la sponda del lago di Villa Geno, la sponda del lago di Villa Olmo, la zona industriale, Brunate e la zona legata all’università e al business.