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Libri. Carla Maria Casanova racconta l’opera lirica

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Il mondo dell’opera lirica è fascinoso e bizzarro, grottesco e sublime. I suoi protagonisti non sono da meno. Lasciatelo dire a Carla Maria Casanova che ci bazzica dentro da 60 anni. Ascoltandoli, rincorrendoli, viaggiando per tutto il mondo, cacciandosi in avventure spericolate, raggiungendo mete impensabili o subendo fiere sconfitte.
Per fortuna, non le manca l’ironia. E comunque sempre grandissimo è l’entusiasmo di Carla Maria, scrittrice, giornalista e critico musicale per diverse testate nazionali, che racconta tutti i retroscena dell’opera lirica nel suo nuovo libro IL GESTO E LA MUSICA 60 anni di giornalismo a tu per tu con i più grandi (Zecchini editore)

Lunedì 12 dicembre alle  ore 17.30 nel Foyer del Teatro Sociale di Como, Carla Maria Casanova presenta il libro in un incontro nel quale dialogherà con Stefano Lamon, critico musicale per il quotidiano “La Provincia”.

Ingresso libero

 

Carla Maria Casanova, è nata a Monza il 1° agosto 1936 da padre italiano e madre belga. Giornalista professionista è presidente internazionale della AIJPF (Associazione Professionale Donne Giornaliste). Laureata in architettura, dopo uno stage nella scenografia del Teatro alla Scala con Nicola Benois, si è dedicata esclusivamente al giornalismo, con specializzazione Cultura e Teatro musicale.

Critico musicale su L’Italia (1961-1968), La Notte (1970-1984), l’Inserto Domenicale de Il Sole-24 Ore (1984-2003); firma attualmente sulle testate del Gruppo Monrif (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino). Ha pubblicato “Renata Tebaldi, la voce d’Angelo” (Electa, Milano 1981) tradotto in francese, inglese, russo; “Maria Giovanna Albertoni Pirelli e Nomadelfia” (Viennepierre, Milano 2000) finalista Premio Maria Cristina; “Cesare Bardelli, il principe dei baritoni” (Azzali, 2002), “Tra cavalli e corse” (Compagnia 5 Vie, Milano 2003), “Diario della Nonna Giulia” (Viennepierre, Milano, 2008). Ha molto viaggiato spesso come guida dei tour. Yemen (5 viaggi) e Afghanistan, terre di deserti, sono rimasti i suoi Paesi del cuore.

 

Ecco un estratto dal libro:

1977 Scomparsa di Maria Callas.

Il 16 settembre 1977 scompariva Maria Callas. Mi stavo recando in Sicilia, a Brucoli, in un villaggio turistico per una settimana di vacanza. Vidi l’annuncio sul piccolo schermo della tv del pullman che dall’aeroporto di Catania portava al villaggio. Il primo impulso fu di scendere e tornare indietro. Indietro dove? A Milano? a Parigi? Per fare che cosa? Non si trattava piu’ di andare in un ospedale di Neuilly per mandare al giornale le notizie sulla morte di Onassis.

Qui la stampa di tutto il mondo si sarebbe scatenata in loco per sapere, vedere, toccare, immaginare, supporre, inventare. Il giornale aveva certo gia’ mandato un inviato a Parigi. O doveva averne uno la’. E chissa’ le Anse…Maria Callas aveva incontestabilmente dato una svolta ai miei giovani anni e quindi all’intera vita. La mia pur manifesta inclinazione al melodramma non mi avrebbe fatto scorrazzare per tutti i teatri del mondo senza quella calamita. Mi e’ stato chiesto a volte se a quella calamita non fosse stato il caso di mettere un accento sulla a finale. Ma la mia vita di musica e stravaganze a me e’ andata bene cos?’. Senza rimpianti.

A un mese dalla scomparsa, La Scala indisse una mega commemorazione Callas. La prima delle decine, centinaia che si sarebbero succedute per tutti gli anni a venire. Emano’ anche un ingenuo invito a dare testimonianze personali in preparazione di un libro di prossima pubblicazione. Dopo un mese l’ufficio stampa dovette arrestare la ricezione dei messaggi. Arrivavano in numero di cento al giorno. Il dopo Callas. Un’epoca, una grande epoca era finita per sempre.

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