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Tessile a Como: previsioni confermate, lieve contrazione nel corso dell’anno

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Nel 2015, dopo alcuni anni consecutivi di crescita, le imprese del Distretto hanno registrato una lieve contrazione del fatturato, diffusa tra i comparti e le dimensioni d’impresa, e leggermente più intensa per le torciture e per le tinto-stamperie.

L’analisi dei bilanci di 165 imprese (realizzata dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo) ha confermato, pertanto, quanto era già stato evidenziato in occasione della precedente riunione del mese di giugno, quando era stata osservata l’interruzione della crescita del fatturato complessivo del settore dopo cinque anni di trend positivo. Tra le eccezioni che sono riuscite a mantenersi in territorio positivo nel 2015 ci sono le imprese che destinano la maggior parte della produzione all’arredo, che tuttavia avevano incontrato significative difficoltà nel biennio 2012-13.

La riduzione delle vendite, a fronte di un andamento più rigido delle componenti di costo (lavoro, servizi, materie prime), ha comportato un calo della marginalità: l’EBITDA margin è sceso su un livello dell’8,3% (dall’8,9% del 2014), mantenendosi comunque al di sopra della media del tessile italiano. Tinto-stamperie e tessiture, caratterizzate da strutture meno flessibili, hanno accusato un calo maggiore.

In lieve diminuzione anche il ROI, che tuttavia ha beneficiato di un tasso di rotazione del capitale più alto rispetto al tessile nazionale, rimanendo su livelli più elevati (7,7% il ROI del distretto tessile comasco nel 2015 contro il 3,4% della media nazionale, secondo le stime del Rapporto Analisi dei Settori Industriali realizzato congiuntamente da Intesa Sanpaolo e Prometeia). Anche il ROE netto, seppure in contrazione (dal 6,3% del 2014 al 5,9% del 2015), si è attestato ad un livello superiore rispetto al dato medio nazionale.

Da sottolineare, infine, come all’interno del campione sia rilevabile una elevata dispersione dei risultati, con aziende che presentano performance ottime e soggetti che viceversa manifestano risultati negativi. Si tratta di una caratteristica costante per il Distretto, legata sia alla forte concorrenza interna sia alla diversificazione dei prodotti e dei mercati, che determinano la coesistenza di aziende che evolvono e di aziende che soffrono. L’analisi del 2015 consente tuttavia di segnalare maggiori difficoltà per le microimprese, sia dal punto di vista della crescita del fatturato che della redditività.

Anche il 2016 dovrebbe chiudersi con risultati poco positivi per il Distretto Tessile Comasco. Le indicazioni che emergono dall’inchiesta congiunturale condotta ad ottobre dal Centro Studi di Sistema Moda Italia, in collaborazione con il Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como, indicano infatti una flessione del fatturato di poco superiore al 2% nel corso del primo semestre, difficilmente recuperabile in una seconda parte dell’anno ancora caratterizzata da un elevato livello di incertezza sui mercati internazionali.

Sono in primis le incertezze politiche a penalizzare in questa fase le aziende del Distretto Tessile Comasco (dalla crisi dei mercati arabi e della Russia alle sorprese politiche relative al Regno Unito e alle elezioni americane), caratterizzate da una spiccata propensione ai mercati internazionali, verso i quali, direttamente od indirettamente, indirizzano i tre quarti delle loro produzioni.

Un ulteriore fattore di incertezza deriva dal versante dell’offerta di materie prime. Dopo la pausa estiva le quotazioni dei filati di seta greggia in Cina hanno evidenziato una chiara tendenza al rialzo. Le motivazioni di questa nuova situazione del mercato cinese della seta sono molteplici; tra le più significative vi è quella di una riduzione delle produzioni all’origine. Le aspettative sono indirizzate verso la possibilità di un ulteriore incremento del prezzo.

Tutti questi fattori di incertezza rendono difficile sbilanciarsi sull’andamento del prossimo 2017.

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