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La svolta

Spari di Cantù, si è costituito: prima notte in carcere per Antonio Manno

Il sospettato di quel gesto si presenta da solo in carcere ad Opera: è accusato di tentato omicidio. Sempre grave il barista da lui ferito a fucilate.

Ha deciso di costituirsi dopo essersi sentito braccato dai carabinieri di Cantù e Como. La fuga di Antonio Manno, sospettato di avere sparato mercoledì scorso ad Andrea Giacalone in via Corbetta a Cantù, è finita ieri sera nel carcere di Opera alle porte di Milano. Lì si è presentato con il suo legale e si è costituito. Manno, residente a Cantù, ma originario della Calabria, è ritenuto dai carabinieri l’autore di quel gesto – due colpi di fucile a bruciapelo – che ha ridotto in fin di vita il 25enne barista. Forse ragioni sentimentali all’origine del gesto.

Manno, dopo aver ferito Giacalone, era fuggito. I carabinieri hanno intensificato le sue ricerche fino a queste ore quando spontaneamente ha deciso di presentarsi in carcere. Per lui l’accusa è di tentato omicidio. Condizioni sempre serie – ma stazionarie – per Giacalone, in rianimazione al Sant’Anna dopo una operazioni al petto ed al volto.

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