Ai domiciliari

Bruni ha patteggiato: il primo giorno a casa dopo due mesi di cella video

L'ex sindaco di Como ottiene i domiciliari dopo aver formalizzato tre anni da scontare in affidamento ai servizi sociali. Non può avere contatti con nessuno se non i familiari.

Bruni ha patteggiato – E’ potuto rientrare a casa dopo quasi due mesi dal suo arresto-choc il 26 maggio scorso. La Procura di Milano ha formalizzato la sua scarcerazione – in regime di arresti domiciliari e senza possibilità di contatti con nessuno se non i familiari ed il legale – da ieri sera. Siuro questo 23 luglio Stefano Bruno se lo ricorderà a lungo: primo giorno a casa con i suoi affetti dopo due mesi trascorsi a San Vittore, il carcere di Milano

La scelta dei legali di Bruni, proprio per cercare di prolungare la custodia cautelare, è stata quella del patteggiamento della pena per bancarotta ed abusivismo finanziario: 3 anni in tutto. In parte l’ex sindaco di Como li sconterà in affidamento ai servizi sociali: non dovebbe più tornare in cella.

Ma Bruni deve affrontare un altro guaio con la giustizia: l’inchiesta della procura di Como per il fallimento della concessionaria Sca Mercedes di via Cecilio nel quale è coinvolto in modo diretto.

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