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Un “Narciso” rivisitato al teatro San Teodoro di Cantù

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Uno spettacolo affabulante che scandaglierà le varie fasi della vita attraverso le parole di un moderno aedo che racconta, con scanzonata immedesimazione, il mito di Narciso e le vicende dei personaggi che ne fanno parte: le paure, le insicurezze, la gioia, l’imbarazzo, la passione travolgente di un adolescente eccezionale (eppure così simile agli adolescenti di ogni tempo) che annega nel dolore di un rifiuto. E’ il “Narciso” di Stefano Dell’Accio che venerdì 27 marzo  alle ore 21.00 calcherà il palcoscenico del Teatro Comunale di San Teodoro di Cantù in “Narciso” di e con Stefano Dell’Accio. Un personaggio che dalla mitologia greca verrà proposto in una sorta di trasposizione nei tempi moderni, in uno spettacolo “Nuovo nuovissimo.

Ma anche vecchio. Vecchio, perchè la cosa che faremo qui questa sera – e cioè raccontare una storia – è una cosa che facevano già duemilacinquecento anni fa nell’ antica Grecia dei signori che si chiamavano aedi… Immaginate me, come un moderno aedo! I tempi adesso sono cambiati, ma io cercherò di rispettare quel metodo di lavoro, cercherò di emozionarvi, di rallegrarvi… questa sera io sarò la vostra forma di intrattenimento!” le parole di Dell’Accio nel presentare il suo lavoro teatrale, scritto a quattro mani con Monica Bonetto.

La mitologia lo racconta bellissimo, figlio di una ninfa e di un dio, restio a contraccambiare l’altrui amore fino ad innamorarsi della sua stessa immagine riflessa nell’acqua: non potendo coronare il proprio sogno, si consegnerà al destino di una disperata morte. Narciso, la cui figura è stata nei secoli presa a prestito per studi psicologici e comportamentali, è qui al centro di una rilettura teatrale particolare: rivisitazione del mito con protagonista un moderno aedo in tenuta casual, con Davide Sgorlon nei panni di un “chitarrista introverso”.

Una rivisitazione del classico che lo rende anche più accessibile, partendo dall’incontro di Cefiso e Liriope, i genitori di Narciso; si racconta di Zeus ed Era, coppia oltremodo litigiosa; di Tiresia e della sua capacità di vedere nel futuro; di Eco, giovane e gioiosa ninfa dei monti consumata da un amore impossibile sino a restare solo una voce; e del tragico destino di Narciso, adolescente bellissimo e  superbo,  destinato  a  scoprire  in  un  solo  giorno  la potenza travolgente dell’amore e del dolore.

I temi sono quelli della vulnerabilità e della crudeltà irresponsabile propria dell’adolescenza,  della mancanza di empatia e di  rispetto per  gli altri. E, ancora, della scoperta del sentimento amoroso e dell’imbarazzo, la vergogna, la passione assoluta che non sa aspettare e che annega nel dolore di un rifiuto.

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Con toni ora didattici, ora più da teatro comico e cabaret, Stefano Dell’Accio attualizza una storia che, estrapolata per un attimo dal suo originario contesto, può benissimo diventare simbolo per delineare il percorso di crescita di un’intera generazione: quanti sono oggi, infatti, i parenti stretti di Narciso tra gli adolescenti che quotidianamente combattono la paura dell’accettazione come l’insicurezza della propria condizione? Ed ancora le prime delusioni d’amore con gli effetti collaterali, talvolta tragici, che possono scaturire da un perentorio no. Una divertente ed interessate pagina di teatro nata per gli adolescenti, ma che forse funge da monito anche per i più grandi, come spiega lo stesso Dell’Accio….

“Il mito di Narciso, più di ogni altro mito o storia che mi sia capitata di incontrare negli ultimi anni, mi pare rispecchi  e  descriva  con  estrema  efficacia  sentimenti  e stati  d’animo  dell’adolescenza (Narciso quando scopre se stesso ha 16 anni).Come autore  ed  attore,  durante  la  costruzione  dello  spettacolo,  ho  rivissuto le  paure ,  le insicurezze e la rabbia di quando ero un sedicenne in cerca di amore e accettazione;  inoltre ho avuto modo di constatare, nei diversi incontri tenuti con i ragazzi delle scuole medie e superiori di Torino  e  Provincia,    come  i  tempi  siano  cambiati,  ma  le  difficoltà  e  le  incertezze  siano  rimaste identiche; è cambiato il modo di esprimerle (ai miei tempi era un diario segreto, o una lettera  ad un amico)  adesso è una frase su Facebock o un SMS. Per usare una similitudine, è cambiata  la  carrozzeria  ma  il  motore  pulsante  resta  sempre  lo stesso”.

NARCISO

di e con Stefano Dell’Accio

Musiche dal vivo Davide Sgorlon

Collaborazione drammaturgica e alla messa in scena di Monica Bonetto

Una produzione Comunque Polonio Era Malato – Teatro

Lo spettacolo è adatto per un pubblico a partire dagli 11 anni27

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