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Tecniche salvavita, il Consiglio regionale Lombardo vara la sua legge (VIDEO)

Dal boccone finito di traverso all’arresto cardiaco. La cronaca registra decessi e disabilità in età pediatrica che possono essere evitati solo grazie alla tempestività dell’intervento che può essere garantito da soggetti appositamente addestrati e informati sulle tecniche salvavita. Per venire incontro a queste esigenze, il Consiglio regionale ha approvato ieri una  legge che ha come obiettivo la diffusione, soprattutto nelle scuole, di corsi e percorsi informativi sulla prevenzione primaria.

Daniela Maroni a Como Caffe' a Lora

 

“La diffusione delle tecniche salvavita, della prevenzione primaria, della rianimazione cardiopolmonare con disostruzione delle vie aeree in ambito pediatrico e gli elementi di primo soccorso, con particolare riferimento alle funzioni vitali, sono un atto concreto perché salvano vite umane. – spiega la consigliera comasca Daniela Maroni – sono consapevole che, di fronte a determinate situazioni, quali l’accidentale inalazione di cibo o di un corpo estraneo da parte del bambino, piuttosto che il verificarsi di un arresto cardiaco, bisogna capire come intervenire in tempi rapidissimi.”

Formazione del corpo docenti, introduzione dell’obbligatorietà ai fini dell’accreditamento delle scuole d’infanzia, promozione di protocolli o intese con il Ministero dell’istruzione per l’introduzione di corsi di formazione anche per il personale docente e non docente degli Istituti scolastici, introduzione nei corsi di preparazione al parto, specifica premialità nei criteri dei bandi e nell’erogazione dei contributi a favore delle scuole virtuose, delle Associazioni e delle Società sportive. Grande attenzione anche alle categorie più deboli per le quali sono state predisposte una serie di misure per facilitare l’intervento di non vedenti. Questi in sintesi i passaggi del progetto di legge 184.

“Sono proprio i minuti che intercorrono dall’attimo del malore al momento in cui arrivano i mezzi di soccorso quelli più critici – continua Daniela Maroni – e un intervento effettuato in maniera corretta e tempestiva può realmente fare la differenza,  scongiurando anche possibili danni permanenti. È quindi, essenziale che, chiunque sia presente in quel momento,  sia in grado di reagire e di cogliere l’attimo.

I casi di soffocamento dovuti a un boccone andato di traverso registrati nel 2014 in Italia sono emblematici dell’importanza di avviare veri e propri corsi di conoscenza, soprattutto tra il personale scolastico (docente e non docente, genitori, educatori). Le manovre per liberare le vie aree ostruite sono codificate a livello internazionale e seguono un preciso algoritmo. Vengono definite “salvavita” in quanto i soggetti con la trachea ostruita possono andare incontro a morte per soffocamento. Quando accadono incidenti di questo topo, non sempre però le persone che in quel momento assistono sono in grado di intervenire con precisi, puntuali ed efficaci azioni di soccorso. Bastano semplici azioni corrette e la situazione si risolve nel 98% dei casi. Ma basta anche poco per peggiorare le cose e provocare la definitiva ostruzione della trachea, con conseguente e tragica asfissia.

L’ultimo caso noto in Lombardia è accaduto a Como il 13 marzo scorso a una donna mentre stava mangiando una piadina. E’ stata soccorsa e, dopo la disostruzione delle vie aeree, tenuta in vita con la rianimazione cardio-polmonare.

Per quanto riguarda la nostra provincia saranno 60 gli istituti scolastici (asili e primarie) coinvolte nella formazione. Il tutto grazie alla collaborazione con il Rotary Club Baradello e in particolare con Alfredo Caminiti, primario della Pediatria del Sant’Antonio Abate di Cantù. I prossimi appuntamenti a Mariano Comense e ad Alzate Brianza.

RIGUARDA LA PUNTATA DI MEDICI IN DIRETTA DEDICATA ALLA DISOSTRUZIONE DELLE VIE AEREE IN ETA’ PEDIATRICA.