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Orsini al Sociale: la vulnerabilità dell’uomo secondo Pirandello

Una vicenda che dalla commedia traspone una realtà attraverso il filtro introspettivo di uno tra gli autori più amati Luigi Pirandello. I prossimi 24 e 25 marzo alle ore 20.30 sarà proprio una commedia pirandelliana ad andare in scena presso il Teatro Sociale di Como “Il giuoco delle Parti” con uno straordinario Umberto Orsini per la regia di Roberto Valerio.

Il plot della vicenda, ovvero la storia di ‘Leone Gala (Umberto Orsini), di Silia (Alvia Reale) e di Guido Venanzi (Michele Di Mauro), rispettivamente marito, moglie e amante che un intrigo di passioni, ricatti, offese vere o presunte porta alla necessaria e cruenta eliminazione di uno dei tre, è notissima. Nel riproporre questo testo (già interpretato da Orsini una quindicina anni fa al Teatro Eliseo e poi in tournée per più di 200 repliche) il giovane regista Roberto Valerio ha immaginato un Leone Gala che, sopravvissuto ai fatti narrati dalla commedia, cerchi di ripercorrerli con la testimonianza del ricordo’.

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Dunque si materializzerà una visione soggettiva e parziale che amplierà i piani del racconto in una trasposizione che oscilla tra la realtà e l’irreale che aleggia costantemente nel presente e nel passato nella razionalità e la follia. Una follia che nella lucida analisi delle vicende si metamorfizza in lucida consapevolezza di un “verismo” che dall’illusorio si distacca per prenderne coscienza. Il tutto si svolge su un palcoscenico che altri non è che la vita stessa che sradica l’uomo dalle sue certezze e lo rende “vulnerabile”.

Come lo stesso Orsini ha apposto nelle sue note

orsini sociale

“Per dare un avvio al progetto, e per prenderci un po’ sul serio, siamo risaliti alla novella dello stesso Pirandello che aveva ispirato la commedia e che aveva come titolo “Quando si è capito il giuoco” e, come tra l’altro ci aspettavamo, l’abbiamo trovata più sanguigna della commedia stessa, più borghese, più vicina a quelle piccole storie di tradimenti e di corna che spesso finiscono con la morte di uno dei due rivali, soprattutto è una storia disperatamente ironica e un po’ pazza.

Gli anni in cui aveva finito di scrivere la commedia erano quelli che avevano visto piombare nella vita domestica di Pirandello il dramma dei disturbi mentali della moglie Antonietta… Storie di tutti i giorni insomma, novelle per un anno, di quelle che, quando avvengono sul serio e finiscono tragicamente come nel nostro caso, fanno dire alla gente: “Ma quel tale che si è comportato così io lo conoscevo”, “Era una brava persona, tanto tranquilla… ma chi l’avrebbe mai detto!” Già, chi l’avrebbe mai detto? Apparentemente Leone Gala è una gran brava persona ma è certamente un folle, un assassino col sorriso sulle labbra e la morte nel cuore.

Nel nostro spettacolo lo ritroviamo in un luogo che non può essere una prigione perché la sua colpa, nonostante la tragica conclusione, è stata solo virtuale. Lo ritroviamo in un luogo che potrebbe essere un palcoscenico così come su un palcoscenico veniva recitato dagli attori “Il giuoco delle parti” prima che dalla platea entrassero “I sei personaggi” in cerca del loro autore nella rivoluzionaria commedia di Pirandello, abbinamento curioso ma del quale in un certo modo dobbiamo tener conto, perché Pirandello comincia il suo capolavoro proprio con un tentativo, poi interrotto,di provare questa commedia e non altre? Il luogo dove collochiamo il nostro protagonista è certamente uno spazio dove la ragione convive con la pazzia, dove gli abiti mentali con cui si sono mascherate le apparenze sono stati dismessi, dove il passato ritorna perché del passato non si può vedere solo ciò che è passato ma anche ciò che è sempre presente; è il “luogo-prigione” di un Enrico IV che gira in costume là dove tutti sono vestiti normalmente e tutti fanno finta di non accorgersene…

È il palcoscenico di Hinkfuss, il regista di “Questa sera si recita a soggetto”, che in piena crisi creativa cambia le scenografie quasi a capriccio e commenta le azioni degli attori durante le prove… È soprattutto un luogo che scardina il salotto borghese ed allarga il campo verso qualcosa di più proiettato all’esterno, un esterno in cui l’uomo è più disarmato e perciò più vulnerabile e in qualche modo più simile e vicino ai nostri contemporanei.

Questa è la seconda produzione della compagnia alla quale ho dato il mio nome e mettendo accanto a talenti sicuri come Alvia Reale, Michele di Mauro e Flavio Bonacci altri attori rigorosamente scelti nel tentativo di scavalcare gli stereotipi che di solito infestano queste commedie apparentemente borghesi ho voluto dare a tutti un motivo per lavorare con creatività innovativa ma con intelligente rispetto della tradizione. Sono molto orgoglioso del lavoro fatto fin qui e, qualunque possa essere il risultato finale, ho la consapevolezza di aver trasmesso alla compagnia tutti i valori di professionalità e di rigore che la storia dalla quale provengo mi hanno insegnato.

Non abbiamo ancora deciso se nel finale del nostro spettacolo io spezzerò un uovo alla coque come si è sempre fatto (sto scrivendo queste note durante le prove…), ma certamente quel finale appartiene al passato, Leone Gala lo ha già vissuto… e quello che lo attende è sicuramente o un riposo che lo allontani dalla meschinità degli uomini e lo avvicini alla serenità degli dei…o qualcosa che in questi giorni ci verrà in mente e dunque, al momento, una sorpresa. Oggi, nel momento in cui state leggendo queste mie note, prima che si alzi il sipario, è chiaro che qualche soluzione saremo riusciti a trovarla e mi auguro che non sia solo una trovata teatrale ma una vera idea, di quelle che mettano in evidenza il senso del lavoro che stiamo inseguendo da mesi e che chiarifichino a noi quello che abbiamo tentato di fare e a voi quello che state per vedere.”

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Teatro Sociale di Como

24 e 25 marzo, 20.30

IL GIUOCO DELLE PARTI

Tratto da Luigi Pirandello

Adattamento Roberto Valerio, Umberto Orsini, Maurizio Balò

con Umberto Orsini,

Regia Roberto Valerio

Scene Maurizio Balò

Costumi Gianluca Sbicca

Produzione Compagnia Orsini