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Al Pirellone la giornata regionale contro le mafie (IL DETTAGLIO)

Giornata regionale contro le mafie – Si è tenuta questa mattina all’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli la quarta edizione della Giornata regionale contro le mafie e in ricordo delle vittime, che ha visto la partecipazione di numerosi studenti di alcune scuole lombarde. La cerimonia è stata aperta dai saluti del Presidente della Regione, Roberto Maroni, e da un minuto di silenzio in ricordo di Giuseppina Biella di Meda, vittima lombarda dell’attentato di Tunisi.
Impegnato in un altro evento istituzionale, ha fatto pervenire il proprio messaggio anche il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo: “Il Consiglio regionale della Lombardia ha costituito l’Osservatorio sulla Legalità e la Commissione Antimafia come strumenti concreti per alzare la guardia contro la criminalità organizzata –ha ricordato Cattaneo- ma ora servono risorse e mezzi adeguati per consentire agli Enti locali il recupero e l’utilizzo dei circa 600 beni confiscati alla mafia e alla ndrangheta. Riconoscere le mafie e combatterle –aggiunge il Presidente Cattaneo- è un dovere irrinunciabile di tutti, ad ogni livello, così come la promozione della cultura della legalità: infatti solo una società che riesce a individuare il rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri, può fronteggiare adeguatamente ogni forma di mafia”.

Nel corso della mattinata alcuni studenti degli Istituti De Amicis, Daniele Marignoni e Marco Polo di Milano e dell’Istituto Milani di Meda hanno letto una poesia di Umberto Santino, “La madre di Peppino”, dedicata a Peppino Impastato, mentre altri studenti delle stesse scuole hanno messo in scena tre piece teatrali per ricordare rispettivamente Cristina Mazzotti, Emanuele Riboli e Paolo Giorgetti, giovani vittime di sequestri avvenuti in Lombardia negli anni Settanta. La Vice Presidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi è intervenuta a conclusione della mattinata, sottolineando come “l’esperienza straordinaria che i ragazzi hanno saputo raccontare evidenzia purtroppo che la Lombardia non è affatto lontana dall’influenza mafiosa, che oggi, lo sappiamo, si esercita soprattutto nella gestione degli appalti. A cinquant’anni esatti dalla prima legge antimafia, la Lombardia è la regione dove maggiori sono stati i sequestri e le confische di beni e aziende subito dopo Sicilia, Campania e Calabria. Serve allora una vigilanza culturale, sociale e istituzionale continuamente rinnovata, a partire proprio dai giovani e dagli studenti che devono trovare nelle istituzioni un esempio da seguire e da cui imparare”.

maroni a cernobbio

“La corruzione –ha detto nella sua introduzione Roberto Maroni- è un altro dei mali maggiori che insieme alle mafie e al terrorismo va assolutamente estirpato. In questi ultimi anno lo Stato e le istituzioni hanno finalmente dato un segnale forte dimostrando di essere capaci di vincere la guerra contro il crimine organizzato: uno degli interventi sicuramente più efficaci e che va ora sostenuto e potenziato con adeguate risorse è quello della confisca e del riutilizzo dei beni dei boss mafiosi”.
“Sono i giovani” -ha spiegato Giampietro Maccabiani (M5S), Presidente dell’Osservatorio sulla Legalità del Consiglio regionale “il target del nostro lavoro:è necessario coinvolgerli e renderli pienamente consapevoli per prevenire anche culturalmente il fenomeno della criminalità organizzata, senza limitarsi a sole azioni di contrasto”. Sono poi intervenuti Giuliano Turone, magistrato attivo nell’epoca dei sequestri; Salvatore Bellomo, Sostituto Procuratore di Monza e Brianza, la Direttrice dell’Ufficio scolastico regionale Delia Campanelli e i docenti universitari Antonino Giorgi e Francesca Calandra.