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SI FINGONO CARABINIERI E VOGLIONO CONTROLLARE I SOLDI: E’ UNA TRUFFA!

Un’altra truffa a Como. Da parte di un sedicente carabiniere che si e’ presentato a casa di un pensionato dicendo di dover controllare alcune banconote perche’ forse false. E l’uomo ha “abboccato”: ha aperto la porta, ha permesso al truffatore-sedicente carabiniere di controllare e poi lo ha derubato.

IL MODO DI AGIRE

Il modus operandi è quello che da qualche tempo sta dilagando in provincia: un sedicente Carabiniere chiede al malcapitato di poter esaminare le banconote custodite in casa poiché sicuro che alcune di queste siano false. Dopo aver controllato i risparmi dello sventurato, il truffatore, comunica l’effettiva irregolarità dei risparmi e, con la scusa di necessitare di un documento per compilare la denuncia, allontana la vittima fuggendo poi con il “bottino”.

La Questura di Como proprio in queste ore ha diramato una nota ufficiale di avvertimento per evitare spiacevoli sorprese

“Si rammenta, ancora una volta, di prestare sempre la massima attenzione a chi si presenta, telefonicamente o di persona, asserendo di essere un impiegato del Comune, dell’Enel, un amico di un vostro parente o si spaccia per esso. Prima di consegnargli qualsiasi cosa (denaro, oggetti, gioielli od altro), ma soprattutto, prima di permettergli di introdursi in casa vostra, accertatevi della sua identità e, nell’incertezza, chiamate senza indugio le Forze dell’Ordine.
La truffa resta, nonostante l’intensificazione dei servizi di prevenzione sul territorio, un reato che si può solo prevenire poichè risulta difficile, successivamente, riuscire ad identificarne gli autori.
Solitamente colpisce i soggetti più “deboli”, tra cui gli anziani.
Non lasciamoli da soli! Anche se non abitiamo con loro facciamoci sentire spesso e interessiamoci ai loro problemi quotidiani. Ricordiamogli sempre di adottare tutte le cautele necessarie nei contatti con gli sconosciuti. Se hanno il minimo dubbio facciamogli capire che è importante chiedere aiuto a noi, ad un vicino di casa oppure contattare il 112. 
Solo con la loro collaborazione ed attenzione si può pensare di arginare un reato che gioca “sulla buona fede” di chi ne rimane vittima.
Il 112 NUE è sempre a disposizione dei cittadini”.