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I Beatles per i Lunedì del Cinema al Sociale

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Una volta al mese I Lunedì del Cinema vanno al teatro grazie all’intesa tra Lake Como Film Festival, promotore de “i lunedì” e Teatro Sociale. Questo lunedì sul grande schermo protagonisti i Beatles con il film del 1964  “A hard day’s night”. Inizio proiezione ore 21 preceduta dal tributo musicale della Mario’s Beat Band.

Il regista Richard Lester ha filmato due giorni e una notte nella vita dei Beatles, o quantomeno nella versione romanzata e surreale della stessa. John, Paul, George e Ringo tra treni, stanze di hotel, locali da ballo, palcoscenici e orde di ragazzine urlanti e scatenate.
Quando l’oggetto della più estrema caducità si trasforma in documento storico epocale, nel segno tangibile di una generazione e delle sue peculiarità, fondamentale per tutto quel che è seguito ancor più che per la sua contemporaneità.

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Nato come veicolo promozionale in piena Beatlemania, per diffondere nel mondo volto, voce e carattere dei Beatles – quattro differenti teste pensanti, benché uniformate dalla “divisa” caschetto-completo scuro-stivali – A Hard Day’s Night diventa altro una volta affidato al talento irrequieto di Richard Lester. Il montaggio sperimentale di Lester, l’uso anomalo della macchina da presa e soprattutto la scelta del bianco e nero (atemporale per definizione) rendono l’opera ibrida, duplice. Nel primo esempio di sagacia commerciale pop unita a consapevolezza di realizzare qualcosa di artisticamente rilevante, l’anima più strettamente di marketing – i brani della colonna sonora (il primo album davvero compiuto dei Fab Four e il capolavoro del primo periodo) che compaiono a intervalli regolari, senza che i fan possano annoiarsi – convive felicemente con lo humour british di una sceneggiatura ricca di gag irriverenti, sostanzialmente l’humus da cui nasceranno i Monty Python, in cui i quattro di Liverpool – Lennon su tutti – possono palesare la loro weltanschaung.
Sotto la coltre di leggerezza scanzonata si nasconde infatti una visione lucida e anticonformista sull’ipocrisia di una società bacchettona che i Beatles in primis contribuiranno a sgretolare, cominciando a conficcare il piccone, per quanto educatamente, nel muro del conformismo e dell’ancien régime. L’immagine dei Beatles comincia da qui, da un film che codifica un linguaggio, un nuovo modo di filmare il rock, lontano anni luce dagli spot allungati a film con protagonista Elvis Presley. Anche solo la parentesi intimista con Ringo che si ribella ed esce dal gruppo, meditando su cosa ne sarebbe di lui al di fuori dai Beatles, sarebbe impensabile al di fuori da un universo come quello beatlesiano, che trae la propria forza dall’umanità e dalla semplicità di origini umili che non si dimenticano, persino di fronte al successo planetario.
Comincia tutto da qui, da A Hard Day’s Night, in un decollo di carriera da osservare, studiare ma soprattutto godere nella sua unicità: la scheggia di un’epoca irripetibile che con il tempo guadagna valore anziché perderne.

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