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Gli scout di Prestino si ritrovano dopo 25 anni sul palco (FOTO)

Scout di Prestino – Si sono ritrovati dopo 25 anni sul palcoscenico incrociando ancora una volta le loro strade che sembravano ormai lontane. Sono una trentina di scout che alla periferia di Como, a Prestino, si erano formati con don Tito Levi, scomparso di recente e fondatore dello scautismo cattolico comasco. Proprio al sacerdote è stata intitolata la baita Elisa, acquistata all’asta per vincere una nuova sfida: offrire allo scautismo cittadino, ma anche all’associazionismo educativo e alle famiglie, un luogo di ritrovo, immerso nella natura del parco della Spina Verde, a poche centinaia di metri da quella chiesa postconciliare che radunò centinaia di ragazzi e che è tuttora la sede del gruppo scout del COMO III. Molti di quegli adolescenti coi calzoni corti oggi hanno fondato l’associazione che ha dato vita al progetto della casa scout (foto sotto)

casa don tito

 

Alfredo Ronchetti 25 anni fa interpretava il cavaliere dello specchio, ma soprattutto era il capo dei 30 insieme a Susanna Levi. Il clan che portò in toruneè per le strade dell’Umbria quello spettacolo tascabile, I vestiti nuovi dell’Imperatore, tratto dall’omonima fiaba di Cristian Andersen. Oggi Ronchetti, affermato professionista, è presidente dell’associazione che ha acquistato la casa scout. “Potrebbe sembrare folle – spiega Ronchetti – ma ritrovarci per riportare in scena lo spettacolo di allora è stata un’ avventura nell’avventura. Molti di noi hanno figli, una professione impegnativa, eppure in questi mesi è rinato l’entusiasmo di 25 anni fa. Chi allora pensò ai costumi si è rimesso a cucire, chi alle musiche e ai canti, a provare la sera tardi. C’è grande tensione tra gli attori per la paura di sbagliare la parte. Ma la causa, raccogliere fondi per la casa scout, ancora una volta non ci ha fatto fermare di fronte alle difficoltà”.

Nello zaino quei ragazzi, oggi quarantenni, misero tutte le attrezzature di scena in un formato adatto per il trasporto. Giunti a piedi a Gubbio, Assisi, Gualdo Tadino, in poche ore un’aia di campagna o un’antica piazzetta riuscirono a trasformarle in piccoli teatri di strada. Oggi il palcosecnico è al don Guanella di via Tommaso Grossi, dove domani (venerdi’ 13 marzo alle 20.45 e poi sabato alle 16), sarà nuovamente riproposto lo spettacolo. Musiche e testi sono stati rispolverati da antichi e dimenticati copioni scritti allora per l’occasione. Un’ora tutta in rima per una fiaba dal valore simbolico importante: bastano poche parole di un bimbo per smascherare le ipocrisie e le vanaglorie degli adulti che hanno dimenticato il bimbo che c’è in ognuno di loro. “Quel bimbo lo abbiamo voluto richiamare sul palcoscenico – spiega Federica Arnaboldi, mamma, insegnante e regina nella fiaba – lo abbiamo ricercato dentro di noi. E’ stato come tornare a 25 anni fa. Certo, qualche capello grigio di troppo e qualche pancia rotonda ci hanno fatto capire che il tempo era passato, ma l’entusiasmo per ritorvare un sorriso, quello no. Chi verrà allo spettacolo lo scoprirà facendosi un sacco di risate salutari”.

locandina spettacolo