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Niente ticket per gli interventi di soccorso in montagna (MA GLI ABUSI SI PAGANO)

pd luca gaffuriInterventi di soccorso in montagna – Voto contrario del Pd al progetto di legge in materia di soccorso alpino e speleologico in zone impervie. Salvi dal ticket, però, come chiesto dal centrosinistra, gli interventi di soccorso sanitari in Lombardia. “Abbiamo portato a casa un risultato importante: la salvaguardia della gratuità per gli interventi di soccorso alpino di carattere sanitario. Resta comunque il fatto che il costo del ticket, stabilito dalla maggioranza per gli interventi non sanitari, è in ogni caso inaccettabile perché punitivo nei confronti di chi frequenta la montagna – spiega il consigliere Pd comasco Luca Gaffuri (nella foto) – . Far pagare sino al cinquanta per cento del costo effettivo del servizio significa aumentare il rischio di situazioni di pericolosità. Il costo medio di un’uscita dell’elisoccorso è infatti di circa 9000 euro, per cui il cittadino arriverebbe a pagare sino a 4500 euro: l’unica valorizzazione del servizio cui si fa riferimento dunque è una valorizzazione monetaria? Inoltre questa discussione non ci ha trovato d’accordo nemmeno sul metodo: il nostro giudizio resta negativo”.

MA CHI E’ IMPRUDENTE PAGA…

mantovani assessore«Quando un cittadino mette a rischio sia la propria incolumità che quella delle squadre di soccorso sanitario o tecnico, deve essere consapevole che, nel momento in cui queste situazioni non sfociano in ricoveri ospedalieri o non hanno necessità di accertamenti diagnostici, la compartecipazione alla spesa è dovuta». Come dire: ogni abuso o richiesta eccessiva per l’elicottero vera’ poi addebitata in conto. È quanto ha dichiarato oggi l’assessore alla Salute Mario Mantovani durante la discussione sul progetto di legge, poi approvato dal Consiglio regionale della Lombardia, su proposta del consigliere comasco Francesco Dotti.
Foto maroni studio“ È una legge di prevenzione e di sensibilizzazione, ma soprattutto di educazione che va a sanzionare l’imprudenza. – commenta il Consigliere Segretario Daniela Maroni – Con questo provvedimento, approvato a larga maggioranza, si vuole garantire più sicurezza responsabilizzando le persone che intendono affrontare la montagna. Non è concepibile alcuna leggerezza perché le conseguenze potrebbero essere quelle di mettere a repentaglio la propria vita, quella dei soccorsi e degli altri. L’intento non è quindi quello di regolamentare in modo restrittivo il pronto soccorso in quota, ma di garantire la sicurezza e, di conseguenza,  disincentivare, anzi annullare, le azioni degli escursionisti improvvisati”.

escursionista ferito

Soccorso alpino, la posizione dei Gruppi sulla legge

 

Lara Magoni (Lista Maroni, relatrice)
“Il soccorso deve essere sempre garantito, ma allo stesso tempo si punta ad incentivare la prevenzione responsabilizzando i cittadini lombardi sul fatto che i mezzi di emergenza, se occupati su una chiamata inutile, non possono soccorrere chi, in quello stesso momento, risulta effettivamente in pericolo di vita per una reale emergenza. La richiesta di una quota di compartecipazione a carico dell’utente deve essere considerata solo ed esclusivamente come un deterrente a scopo preventivo per affrontare le attività escursioniste in sicurezza e non certamente come un nuovo ticket”.

Francesco Dotti (FdI)
“L’introduzione della compartecipazione alla spesa è un elemento concreto per evitare comportamenti scorretti, che mettono a rischio le squadre tecniche e sanitarie. Con questa legge, Regione Lombardia compie un notevole passo avanti in materia di sicurezza in montagna. L’obiettivo, anche attraverso un’informazione capillare nelle scuole, ma anche negli alberghi e in tutto il settore turistico, è sensibilizzare al rispetto delle norme dettate da buon senso e prudenza e al rispetto degli altri

Claudio Pedrazzini (FI)
L’imprudenza è inaccettabile. Chi si mette nei guai, avventurandosi in zone di montagna pericolose o impervie senza la giusta esperienza alle spalle, deve essere consapevole che in caso di difficoltà potrebbe obbligare altre persone a rischiare la pelle per cercare di salvarlo. Troppo spesso escursionisti improvvisati chiedono aiuto per uscire da situazioni provocate dalla loro negligenza. In questo modo vengono occupate risorse e mezzi che potrebbero servire nello stesso momento per far fronte a emergenze diverse”.

Angelo Capelli (NCD)
Con questa nuova legge Regione Lombardia, nell’ambito della promozione turistica della montagna, intende promuovere la cultura del turismo responsabile favorendo la diffusione e la conoscenza delle indicazioni fornite da chi vive le nostre montagne, per questo è stato più che opportuno tenere in considerazione le giuste osservazioni del Club Alpino italiano (CAI). Questa l’unica finalità di questo provvedimento non certamente quello di voler dissuadere i nostri cittadini dal voler vivere la bellezza delle nostre montagne”. 

Fabio Rolfi (Lega Nord)
La richiesta di compartecipazione vuole essere una forma di prevenzione dell’imprudenza. Come Lega Nord non possiamo che esprimere soddisfazione per un testo equilibrato che va a colpire i comportamenti imprudenti che troppo spesso sono tenuti da coloro che frequentano la montagna e ricadono in ultima istanza sulle spalle della collettività. La ratio di questo provvedimento non è certamente punitiva ma di educazione e riduzione dei costi”

Fabio Fanetti (Lista Maroni)
E’ un provvedimento importante  per il suo intento educativo e pedagogico: vuole essere un seme per la formazione di un approccio adeguato e rispettoso delle escursioni in montagna

Gian Antonio Girelli (PD)
Abbiamo portato a casa un risultato importante: la salvaguardia della gratuità per gli interventi di soccorso alpino di carattere sanitario. Resta comunque il fatto che il costo del ticket, stabilito dalla maggioranza per gli interventi non sanitari, è in ogni caso inaccettabile perché punitivo nei confronti di chi frequenta la montagna. Far pagare sino al 50% del costo effettivo del servizio significa aumentare il rischio di situazioni di pericolosità.

Umberto Ambrosoli (Patto civico)
“Un provvedimento confuso, nei contenuti e nella modalità di affrontare un problema condiviso, che contraddice normative superiori e molto ridotto rispetto alla complessità del tema. E’ un provvedimento vuoto che si limita a introdurre un  mero intervento deterrente, lasciando sullo sfondo azioni più incisive di educazione e di responsabilizzazione.” .

Dario Violi (M5S)
E’ stata persa un’occasione per limitare le richieste improprie di intervento del Pronto soccorso in elicottero. La maggioranza, invece di limitare le chiamate improprie con un’adeguate formazione ed una compartecipazione al costo che fosse chiara, come chiedeva un nostro emendamento, ha approvato una legge sbagliata che pretende che il turista valuti se un intervento è improprio e causato da eventuale propria negligenza. Il campo di applicazione della legge è così indefinito e porterà a numerosi ricorsi senza risolvere il problema delle richieste improprie di soccorso in zone impervie”.

Maria Teresa Baldini Gruppo Misto “Fuxia People”

Il concetto di responsabilità introdotto da questo provvedimento è un esempio che andrebbe esteso a tutto ciò che è soccorso sanitario. Nel campo sanitario si deve rispondere con fatti concreti e responsabilità: la prevenzione è alla base dell’educazione. Nello specifico dobbiamo recepire i cambiamenti della società: la montagna non è più una meta per poche persone, ma è frequentata da tanti turisti e tanti stranieri che non conoscono il territorio”.